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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XIII Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/06374 presentata da TATTARINI FLAVIO (DEMOCRATICI DI SINISTRA - L'ULIVO) in data 19990617

Al Ministro del lavoro. - Per sapere - premesso che: l'articolo 43, comma 1, della legge 335 del 1995 riguardante la "Riforma del sistema pensionistico obbligatorio e complementare" sancisce che: "le pensioni di inabilita', di reversibilita' o l'assegno ordinario di invalidita' a carico dell'assicurazione generale obbligatoria per l'invalidita', la vecchiaia ed i superstiti, liquidati in conseguenza di infortunio sul lavoro o malattia professionale, non sono cumulabili con la rendita vitalizia liquidata per lo stesso evento invalidante, a norma del testo unico delle disposizioni per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali approvato con decreto del Presidente della Repubblica n. 1124/65, fino a concorrenza della rendita stessa"; l'Inps applica tale norma con interpretazione erronea ed illegittima, secondo la quale la reversibilita' della pensione di vecchiaia sarebbe non cumulabile con la rendita liquidata dall'Inail; la ratio della disposizione dell'articolo 43 comma 1 e' invece oltremodo chiara nella finalita' di impedire il cumulo di prestazioni a carico di enti diversi quando le stesse originino dal medesimo evento invalidante; pertanto la non cumulabilita' si riferisce sicuramente ai trattamenti reversibili che assicurano la capacita' lavorativa, vale a dire all'assegno di invalidita' ed alla pensione di invalidita' reversibile; se il lavoratore ha contratto una malattia professionale invalidante non puo' cumulare la rendita Inail con la pensione di inabilita'; se l'assicurato muore e la morte e' ricollegabile con nesso di causalita' alla malattia professionale o all'infortunio, il suo avente causa non puo' cumulare la rendita per il superstite con la pensione di invalidita' reversibile; tutto questo almeno fino alla approvazione delle norme attuative della recente delega concessa dal Parlamento al Governo in materia di cumulo; se invece la pensione di reversibilita' origina dall'aver maturato i requisiti per la pensione di vecchiaia e non e' ricollegata in alcun modo ad evento invalidante, manca il requisito del medesimo evento invalidante e quindi la richiesta merita l'accoglimento da parte dell'Inps; la erronea applicazione da parte Inps sta producendo disagi diffusi nel paese e costringe soggetti interessati a inutili contenziosi con ricorso al giudice del lavoro che in casi ormai numerosi e costanti ha sancito (fra questi sentenza n. 410 del 24 novembre 1998 della Pretura Circondariale di Grosseto; sentenza n. 783 del 6 luglio 1998 della Pretura Circondariale di Pisa) la totale illegittimita' di tale interpretazione e ripristinato il diritto negato con la relativa condanna al risarcimento e alle spese processuali -: se non ritenga utile ed urgente, al fine di evitare inutili perdite di tempo, spreco di risorse e soprattutto per garantire certezza di diritto, dare immediate disposizioni all'Inps per garantire una lineare e corretta applicazione dello spirito e della lettera delle norme di cui al comma 1 dell'articolo 43 della legge 335 del 1995. (5-06374)





 
Cronologia
lunedì 14 giugno
  • Politica, cultura e società
    Dopo che Forza Italia si è affermata come primo partito alle elezioni europee Berlusconi chiede le dimissioni del governo. Il Presidente del Consiglio D'Alema replica che il centro-sinistra ha comunque superato il 40% dei consensi.

giovedì 17 giugno
  • Politica, cultura e società
    Dopo il risultato ottenuto alle elezioni europee il segretario di Alleanza nazionale Fini presenta le dimissioni, che vengono congelate. Nei giorni successivi Fini lancia una campagna referendaria contro la quota elettorale proporzionale e il finanziamento dei partiti.

venerdì 18 giugno
  • Politica estera ed eventi internazionali
    Si svolge a Colonia, in Germania, il vertice annuale del G8. I capi di Stato e di governo stabiliscono le priorità per affrontare le sfide del XXI secolo, tra le quali: l'attuazione delle politiche macroeconomiche e delle riforme strutturali necessarie per promuovere una crescita sostenibile, l'elaborazione di politiche volte ad aumentare i posti di lavoro, nonché il rafforzamento delle garanzie sociali.