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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XIII Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/06378 presentata da SCIACCA ROBERTO (DEMOCRATICI DI SINISTRA - L'ULIVO) in data 19990617

Al Ministro del lavoro e della previdenza sociale. - Per sapere - premesso che: nel 1998 i sindacati dei pensionati Cgil, Cisl e Uil, nel corso di un incontro con il ministero del lavoro per esaminare le rivendicazioni contenute nella loro piattaforma rivendicativa, furono informati del progetto di mensilizzazione del pagamento delle pensioni dell'Inps, che era allora bimestrale. Quest'operazione avrebbe comportato notevoli risparmi di gestione per l'Inps, quantificati in circa 9 mila miliardi per l'anno di introduzione del nuovo sistema, dovuto al reincasso netto di una mensilita' in pagamento nei mesi pari. Convenendo sull'opportunita' dell'operazione, i sindacati chiesero che una parte dei risparmi venisse destinata all'aumento dei trattamenti previdenziali dei pensionati in condizioni di reddito piu' precarie. L'aumento fu disposto con l'articolo 67 della legge n. 448 del 1998 nella misura di centomila lire mensili degli importi della pensione e dell'assegno sociale; con la stessa disposizione di legge e' stato stabilito che l'aumento spetti anche agli invalidi civili ultrasessantacinquenni, "tenendo conto dei criteri economici adottai per l'accesso e per il calcolo della predetta pensione sociale o dell'assegno sociale". Infatti, quando compiono 65 anni, gli invalidi civili cominciano a percepire la pensione o l'assegno sociale (dipende dal fatto di avere compiuto gli anni prima o dopo il 31 dicembre 1995), in luogo delle loro precedenti indennita' economiche, ma sulla base delle stesse condizioni reddituali previste per esse: cioe', senza tener conto del reddito del coniuge, che invece e' richiesto per tutti gli altri titolari di pensione o assegno sociale non riconosciuti invalidi prima del sessantacinquesimo anno di eta'; per poter corrispondere l'aumento di centomila lire agli invalidi civili titolari di pensione o assegno sociale, quindi l'Inps deve acquisirne ex novo il reddito del coniuge, dal momento che il reddito personale e' gia' noto in quanto condizione per la corresponsione del trattamento fino a tutto il 1998; nella circolare n. 261 del 23 dicembre 1998, l'Inps rese noto che l'aumento non sarebbe stato attribuito d'ufficio, a decorrere dal 1^ gennaio 1999, a tutti i titolari di assegno o pensione sociale; sarebbero rimasti esclusi appunto i trattamenti sociali provenienti da prestazioni agli invalidi civili, per le quali non risultassero memorizzati i redditi del coniuge. Oltre a questi, sarebbero rimasti esclusi anche i trattamenti sociali erogati in misura ridotta per possesso di redditi da parte del titolare e/o del coniuge, tali da non far perdere il diritto alla prestazione ma da incidere solo sulla loro misura. Per verificare il reddito del 1999 di questi due tipi di soggetti (che rappresentano una buona percentuale dei 684 mila titolari dei due trattamenti sociali) si sarebbe dovuto attendere la prima emissione utile di modelli Red; a richiesta dei sindacati dei pensionati, nel corso di un incontro svoltosi il 10 febbraio 1999, la dottoressa De Stefanis (Direzione centrale prestazioni dell'Inps) rispose che i modelli Red necessari per la rilevazione del reddito presuntivo per il 1999 dei titolari di prestazioni sociali sarebbero stati inviati a domicilio degli interessati entro la fine di aprile. Si parlo' anche dell'eventualita' di un'emissione generalizzata di modelli Red per tutto il milione e quattrocentomila civili sotto i 65 anni, i cui trattamenti sono stati trasferiti dal ministero dell'interno all'Inps con decreto legislativo n. 112 del 1998; la necessita' di procedere in maniera che le due campagne coincidessero spiegava i quattro mesi di tempo. Si parlo' anche di un'altra emissione generalizzata di modelli Red, per 10 milioni di pezzi, che, secondo il progetto definito con i sindacati dei pensionati ed i patronati a fine 1997, avrebbe dovuto avere luogo nella primavera del 1998 ma che poi fu sospesa quando fu varato l'Ise; il termine del 30 aprile non e' stato rispettato per ragioni organizzative, e, fu garantito dall'Inps il rispetto della data del 31 maggio. L'Inps comunico' che i pensionati che non avessero avuto l'aumento il 1^ gennaio e ritenessero di averne diritto, avrebbero potuto chiederlo presentando spontaneamente dichiarazione reddituale con domanda di ricostituzione della pensione o assegno, perche' le sedi locali dell'Inps sono abilitate ad agire autonomamente; da alcuni controlli, a tutt'oggi i modelli di cui si tratta non risultano ancora arrivati; gli interroganti ritengono che un comportamento del genere sia lesivo del diritto di persone che meno di altri hanno la possibilita' di attivarsi per ottenere l'aumento e che quindi piu' di altri hanno bisogno dell'invio del modulo reddituale a domicilio -: a quante persone titolari della pensione o dell'assegno sociale sia stato erogato l'aumento di cui all'articolo 67 della legge n. 448 del 1998; quali iniziative intenda assumere per far si' che l'Inps dia immediata ed urgente applicazione ad una decisione assunta dal Parlamento sei mesi fa e che riguarda soggetti con redditi di sopravvivenza. (5-06378)





 
Cronologia
lunedì 14 giugno
  • Politica, cultura e società
    Dopo che Forza Italia si è affermata come primo partito alle elezioni europee Berlusconi chiede le dimissioni del governo. Il Presidente del Consiglio D'Alema replica che il centro-sinistra ha comunque superato il 40% dei consensi.

giovedì 17 giugno
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    Dopo il risultato ottenuto alle elezioni europee il segretario di Alleanza nazionale Fini presenta le dimissioni, che vengono congelate. Nei giorni successivi Fini lancia una campagna referendaria contro la quota elettorale proporzionale e il finanziamento dei partiti.

venerdì 18 giugno
  • Politica estera ed eventi internazionali
    Si svolge a Colonia, in Germania, il vertice annuale del G8. I capi di Stato e di governo stabiliscono le priorità per affrontare le sfide del XXI secolo, tra le quali: l'attuazione delle politiche macroeconomiche e delle riforme strutturali necessarie per promuovere una crescita sostenibile, l'elaborazione di politiche volte ad aumentare i posti di lavoro, nonché il rafforzamento delle garanzie sociali.