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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XIII Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/03935 presentata da ALOI FORTUNATO (ALLEANZA NAZIONALE) in data 19990617

Al Ministro delle finanze. - Per sapere - premesso che; al termine di una lunga e travagliata sessione di consultazione delle parti sindacali in merito alla riforma - o smantellamento - del ministero delle finanze, in data 10 marzo 1999, in Roma, si addiveniva alla sottoscrizione di un documento ufficiale congiunto da parte del rappresentante del Governo, sottosegretario di Stato alle finanze con delega al personale, senatore Fausto Vigevani, e delle organizzazioni Cgil, Cisl, Uil e Salfi; questo documento, sulla linea della proposta iniziale del Governo, sottoposta ad attenta comune valutazione della parte pubblica e di quella sindacale, prevedeva e prevede espressamente, sub lettera A, lo strumento concertativo come passaggio obbligato per la determinazione del contenuto delle convenzioni che dovranno a regime disciplinare i rapporti fra cio' che restera' del sopprimendo ministero delle finanze e le istituende agenzie fiscali; la predetta concertazione appare elemento essenziale ed imprescindibile al futuro assetto giuridico e gestionale dell'amministrazione finanziaria, in quanto, in assenza di altre garanzie, unico fattore democratico in grado di contrastare i rischi di mancata stipula delle convenzioni tra ministero ed agenzie o di mancata assicurazione nei contenuti delle convenzioni di adeguati standards di efficiente gestione e di conseguente salvaguardia dei livelli occupazionali; i pericoli sopra evidenziati implicano o possono implicare: la dismissione di fatto da parte del Governo della funzione tributaria; la perdita di ventisettemila posti di lavoro del personale finanziario; la perdita di settecentonovantamila miliardi di lire all'anno di gettito assicurato dal ministero delle finanze nel suo pur discusso assetto attuale, e la conseguente bancarotta dello Stato; il predetto documento del 10 marzo 1999, sub lettera D, testualmente recitava e recita che: "La costituzione delle agenzie comportera' automaticamente la necessita' di stipulare uno specifico contratto per i dipendenti degli enti di gestione"; la concordata specificita' era ed e' essenziale alle dinamiche professionali del personale, alla modernizzazione del rapporto di lavoro ed alla funzionalita' dei nuovi enti rispetto alle esigenze di efficienza nella lotta all'evasione fiscale, in un contesto qualitativo delle risorse umane difficilmente riscontrabile in altri settori della pubblica amministrazione; inopinatamente, lo schema di decreto legislativo concernente "Riforma dell'ammistrazione del Governo ai sensi degli articoli 11, comma 1, lettera A, e 12 della legge 15 marzo 1997, n. 59", appena varato dal Consiglio dei ministri, nell'affrettare al massimo i tempi della riforma del settore, disattende tanto l'impegno alla concertazione sul contenuto delle convenzioni tra ministero ed agenzie fiscali, quanto quello inerente l'istituzione di una specifica area contrattuale per il personale dei nuovi enti di gestione; le Segreterie nazionali delle organizzazioni sindacali citate in premessa - Cgil in testa - hanno giustamente proclamato lo sciopero generale per protesta di tutti i lavoratori finanziari per il 24 giugno 1999; quanto accaduto pone gravemente in discussione la credibilita' di codesto Governo rispetto a materie delicatissime che attengono alla sicurezza dello Stato con riferimento all'assetto degli organi, dei mezzi e delle risorse umane e finanziarie impiegate al fine di assicurarvi le imprescindibili entrate; codesto modus operandi getta nella prevedibile confusione e nel comprensibile sconcerto sessantacinquemila famiglie di dipendenti finanziari, i quali avevano accettato con spirito di sacrificio - per il tramite delle proprie rappresentanze sindacali democraticamente costituite - la difficile sfida della modernizzazione dell'amministrazione tributaria, lanciata dall'esecutivo, e si trovano ora costretti a constatare che al proprio encomiabile senso di responsabilita' fa fronte l'avventurismo superficiale e pericoloso di una controparte pubblica manifestamente sleale, scorretta, insidiosa ed inaffidabile; la trasformazione in agenzie non era e non e' passaggio obbligato per il perseguimento della necessaria efficienza dell'amministrazione finanziaria, stanti gli interventi di ristrutturazione alternativi gia' consentiti dal quadro legislativo vigente e previgente; una volta negata l'attuale tipicita' ordinamentale della funzione di accertamento dei tributi ed il conseguente status di ufficiale di polizia tributaria o giudiziaria in capo ad un funzionario presto reso privo di ogni veste pubblica, l'esercizio di tale delicatissima funzione rischia di essere considerato abusivo dal giudice di legittimita', stante pure l'assai dubbia compatibilita' tra un regime democratico di diritto, e l'assolvimento privato di funzioni cogenti ed autoritative costituzionalmente connaturate ai poteri fondamentali ed indisponibili dello Stato; allo stato sembra quanto mai verosimile che codesto Governo abbia ecceduto rispetto ai limiti della delega legislativa conferitagli, con tutte le conseguenze che il Parlamento non manchera' di prendere in attenta considerazione; non appare peregrino il problema dell'individuazione delle responsabilita' politiche, amministrative e contabili con riferimento alle mancate entrate per lo Stato in caso di fallimento del progetto Visco, atteso che il Parlamento ed il Paese hanno senz'altro il diritto di conoscere a priori se tale responsabilita' dovra' essere, nella malaugurata ma probabile evenienza, condivisa dall'intero Governo D'Alema, ovvero ascritta in via esclusiva all'attuale titolare del dicastero di Viale Europa; l'atteggiamento mostrato da codesto Governo risulta tale da non consentire piu' alcuna ragionevole previsione circa il destino cui va incontro la macchina fiscale ed i suoi operatori, lasciati oggi privi di qualsiasi garanzia, unitamente alla problematica posizione del cittadino e contribuente italiano, che rischia di avere nell'immediato futuro per interlocutore nel campo fiscale un'amministrazione piu' costosa di quella attuale, ancor meno incline a raccoglierne le legittime istanze, ed ancor meno tenuta a recepirne le esigenze di equita' e perequazione -: se non ritenga indispensabile, stante l'estrema gravita' di quanto accaduto, promuovere tempestivamente le opportune modifiche al testo del decreto legislativo di che trattasi, al fine di renderlo conforme ai sopra ricordati impegni assunti dal Governo in materia. (3-03935)

 
Cronologia
lunedì 14 giugno
  • Politica, cultura e società
    Dopo che Forza Italia si è affermata come primo partito alle elezioni europee Berlusconi chiede le dimissioni del governo. Il Presidente del Consiglio D'Alema replica che il centro-sinistra ha comunque superato il 40% dei consensi.

giovedì 17 giugno
  • Politica, cultura e società
    Dopo il risultato ottenuto alle elezioni europee il segretario di Alleanza nazionale Fini presenta le dimissioni, che vengono congelate. Nei giorni successivi Fini lancia una campagna referendaria contro la quota elettorale proporzionale e il finanziamento dei partiti.

venerdì 18 giugno
  • Politica estera ed eventi internazionali
    Si svolge a Colonia, in Germania, il vertice annuale del G8. I capi di Stato e di governo stabiliscono le priorità per affrontare le sfide del XXI secolo, tra le quali: l'attuazione delle politiche macroeconomiche e delle riforme strutturali necessarie per promuovere una crescita sostenibile, l'elaborazione di politiche volte ad aumentare i posti di lavoro, nonché il rafforzamento delle garanzie sociali.