Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/03970 presentata da FRAGALA' VINCENZO (ALLEANZA NAZIONALE) in data 19990623
Al Presidente del Consiglio dei ministri ed al Ministro di grazia e giustizia. - Per sapere - premesso che: gli interroganti in data 11 giugno 1999 hanno compiuto una visita ispettiva nelle due case circondariali di Palermo, "Ucciardone" e "Pagliarelli", incontrando gli operatori penitenziari, gli agenti di polizia penitenziaria e visitando le sezioni dei detenuti giudicabili e dei condannati definitivi, raccogliendo una serie di dati sulla condizione di vivibilita' dei due carceri; il numero di agenti di polizia penitenziaria e di operatori risulta assolutamente insufficiente a consentire un trattamento adeguato dei detenuti e gli stessi sono di conseguenza costretti a lavorare con dei turni massacranti; entrambe le strutture carcerarie sono invivibili per il sovraffollamento essendovi oltre 800 reclusi all'Ucciardone e quasi 1000 al Pagliarelli, in particolare nella struttura dell'Ucciardone cio' comporta la coabitazione di 6-9 detenuti nella stessa cella con letti a castello di 3-4 piani e la conseguente necessita' per tutti di dover fare i turni per poter stare in piedi in cella; il caldo torrido e la carente disinfestazione interna ed esterna alla struttura carceraria dell'Ucciardone sottopongono la popolazione carceraria ad un assalto insopportabile da parte delle zanzare procurando infezioni e disagi indescrivibili; i detenuti lamentano che i prezzi dei prodotti di prima necessita' venduti all'interno delle strutture carcerarie sarebbero assai elevati rispetto ai prezzi correnti; i reclusi nella struttura carceraria di Pagliarelli si dolgono della mancanza di educatori, della possibilita' di lavoro, dell'assenza di attivita' sportiva, di socialita' e della possibilita' di utilizzare degli spazi verdi per i colloqui con i familiari, durante i quali e' loro comunque vietato di prendere fra le braccia i propri figli piccoli; risulta inoltre agli interroganti che su una popolazione carceraria cosi' numerosa soltanto 3 detenuti sono stati messi nelle condizioni di esercitare il diritto al voto il 13 giugno in quanto ne' il comune si e' adoperato, ne' la direzione del carcere ha provveduto affinche' i certificati elettorali fossero recapitati in carcere, cosi' come dovrebbe essere previsto nel momento in cui il cittadino detenuto e' domiciliato presso l'istituto penitenziario -: se il Ministro interrogato non valuti opportuno predisporre un'indagine all'interno delle stesse strutture carcerarie per verificare che al loro interno sia garantito il pieno rispetto dei diritti dei detenuti, compreso quello del voto, affinche' essi possano condurre una vita dignitosa pur nella loro condizione di reclusi; se corrisponda a verita' che siano stati operati dei tagli di bilancio in quei capitoli che prevedevano la possibilita' per i detenuti di lavorare all'interno delle strutture carcerarie nei lavori socialmente utili e, se del caso, quali opportune misure si intendano assumere al fine di ripristinare questa possibilita' di profondo significato morale e, soprattutto, di importanza fondamentale ai fini del reinserimento nella societa' civile dei soggetti carcerati una volta che essi lascino la struttura penitenziaria. (3-03970)