Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERPELLANZA 2/01876 presentata da LUCIDI MARCELLA (DEMOCRATICI DI SINISTRA - L'ULIVO) in data 19990708
I sottoscritti chiedono di interpellare i Ministri di grazia e giustizia, degli affari esteri e dell'interno, per sapere - premesso che: nel nostro Paese sono stati accolti molti somali, rifugiati politici, che vivono in comunita' concentrate in alcuni comuni; i servizi sociali competenti hanno affidato molti minor somali, in tenerissima eta' o nati in Italia, a famiglie italiane, disponibili a dare loro affetto e cura, anche per permettere alle madri naturali di trovare e mantenere una occupazione; i programmi di affidamento familiare si sono protratti anche fino a dodici anni. Alcuni sono ancora attuali; durante gli anni dell'affidamento, nella grande maggioranza dei casi, il bambino e' vissuto esclusivamente con la famiglia affidataria, mantenendo con la madre naturale incontri molto sporadici; improvvisamente molti affidamenti sono stati interrotti violentemente con la sottrazione del bambino da parte della madre naturale che e' poi espatriata con il figlio in altri Paesi europei, prevalentemente in Olanda, Svizzera, Inghilterra, senza dare notizie alla famiglia affidataria della condizione e del destino del bambino; ciascuna famiglia affidataria, mantenendo responsabilmente il compito assunto, si e' rivolta alle istituzioni interessate non riuscendo a trovare solidarieta' ed un sostegno efficace alla ricerca ed alla preoccupazione delle sorti del bambino; anzi, molte famiglie hanno iniziato procedimenti lunghi, complessi e costosi, in Italia ed all'estero senza vedersi nemmeno riconosciuto il diritto di visita e ricevendo in risposta una vaga notizia di inserimento del bambino nella nuova comunita'; il ripetersi degli episodi di sottrazione del minore ha portato molte famiglie affidatarie ad associarsi per denunciare la gravita' dei fatti subiti dai minori che avevano, per tutto il tempo dell'affidamento, trovato educazione, cura oltreche' un mondo proprio di amicizie, di giochi, di affetti; questa prassi e' inaccettabile e segna un ritardo nelle disposizioni che regolamentano l'affidamento familiare, nell'azione degli organi competenti - dai servizi sociali agli organi di polizia e giudiziari - nel passaggio da una carta di diritti riconosciuta all'infanzia ad una effettiva promozione dell'interesse del minore -: quali siano nel merito le valutazioni del Ministri interpellati; se non si ritenga dovere porre in essere una azione coordinata di indagine e di intervento al fine di prevenire ulteriori sottrazioni e di reprimere quelle gia' in essere; se non si ritenga di promuovere in ambito internazionale la ricerca di disposizioni o di azioni che impediscano detti episodi che non trovano adeguata sanzione e tutela nella Convenzione dell'AIA del 25 ottobre 1980; quali forme di supporto possano essere offerte alle famiglie affidatarie successivamente alla sottrazione del minore per consentire loro di adempiere alla responsabilita' assunta e reincontrare oltre che recuperare il bambino violentemente allontanato; se non si ritenga dovere instaurare con i Paesi di provenienza dei bambini rapporti od accordi utili a respingere ogni eventualita' di ideazione o di organizzazione della sottrazione dei minori; se non si ritenga poter modificare le norme sull'affidamento familiare per garantire un maggior coinvolgimento dei genitori naturali del bambino, la verifica del loro rapporto con il bambino perche' non si celi dietro l'affidamento uno stato di abbandono, una certezza delle funzioni dei servizi sociali. (2-01876)