Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERPELLANZA 2/01892 presentata da TASSONE MARIO (MISTO) in data 19990716
I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro di grazia e giustizia per sapere - premesso che: nel corso della trasmissione "I ragazzi del '99" e' stata trasmessa una lunga e compiacente intervista televisiva, e poi ripetuta dal settimanale "Diario" n. 21 anno - IV del 26 maggio 1999, al noto pentito Angelo Siino che, allo stato dovrebbe trovarsi in regime di protezione in quanto collaborante della Procura della Repubblica di Palermo; le due interviste sono state rilasciate alla medesima coppia di giornalisti Enrico Deaglio, responsabile della rubrica televisiva "I ragazzi del '99" in onda su una rete del servizio pubblico radiotelevisivo e del settimanale "Diario" e del giornalista Gianni Barbacetto titolare dell'inchiesta su due organi di informazione; gli interpellanti si dichiarano convinti che presto il Siino, opportunamente assistito dal suo legale di fiducia onorevole Avvocato Alfredo Galasso potra' - come del resto ha gia' fatto davanti agli organi giudiziari competenti - rilasciare dichiarazioni di smentite e liberatorie, al punto di arbitrare la delicata questione che si e' aperta tra la Procura di Palermo e il ROS dei Carabinieri e che da quando e' assistito da tale difensore Siino ha perduto memoria dei suoi affari e appalti nel comune di Palermo; il direttore Enrico Deaglio, gia' noto esponente di Lotta continua, risulta contemporaneamente curatore della rubrica televisiva e direttore del settimanale "Diario", rappresentando cio' una evidente confusione di interessi, con pregiudizio di quelli pubblici; nello stesso numero del settimanale Deaglio si rende promotore di una sanatoria nei confronti del giornalista Castaldo - che sarebbe stato sospeso dalla sua attivita' professionale - a seguito di una vicenda giudiziaria provocata da dichiarazioni dello stesso Siino ad esso autosmentita; e' questa, a giudizio degli interpellanti, la grava portata dell'enorme potere ricattatorio che l'illegale gestione della collaborazione del pentito Siino consente al pentito stesso di volta in volta per accusare e poi assolvere il sostituto procuratore Lo Forte, il capitano Di Donno il giornalista Castaldo e, via via, quanti altri prima accusati dovessero trovare la possibilita' di determinare un ripensamento dello stesso Siino; e' necessario che la legalita' venga ripristinata nel modo giusto per iniziativa di chi deve esercitare una reale funzione di controllo dei pentiti al servizio della legalita' e non al servizio delle passioni politiche del Barbaccetto e del piu' noto Deaglio, oltremodo con i soldi dei contribuenti, al fine di evitare che il Siino possa vessare, ricattare, fare spettacolo utilizzando il servizio pubblico radiotelevisivo, e per di piu' con l'"incenso" del giornalista che ha condotto l'inchiesta, il gia' citato Barbacetto, che ha concluso l'articolo pubblicato sul settimanale "Diario". Infatti, con la seguente frase: "Chissa' chi ha preso il posto di Siino. Chissa' se ha il suo stile" -: se non ritenga che Angelo Siino per la sua attuale qualifica di collaborante non dovrebbe rilasciare interviste pubbliche e semmai limitare le dichiarazioni su fatti realmente conosciuti, in quanto vi abbia partecipato, all'interno dei canali giudiziari, mentre invece sviluppa considerazioni e diffonde memorie personali che sono oggetto di verifiche processuali in corso; se non ritenga che in tal modo si venga a creare un regime di testimonianza duplicata o sdoppiata, con grave pregiudizio della sua attendibilita', invero assai scarsa, se sino a questo momento il suo contributo informativo non ha concorso a chiarire le circostanze, le cause ed i mandati dei numerosi omicidi che hanno colpito imprenditori in Sicilia, con i quali il Siino ha avuto rapporti, per la sua funzione che si attribuisce di ministro dei lavori pubblici di Toto Riina e forse sarebbe meglio dire di "esattore" o "ministro delle finanze"; a quanto ammonti il compenso che il Siino e il suo legale rappresentante hanno percepito, sia dalla Rai s.p.a. per la sua apparizione, che da "Diario", anche eventualmente utilizzando accertamenti svolti in materia dalla Guardia di Finanza, che dovrebbe essere la forza di polizia alla quale e' stata affidata la protezione del Siino; quale sia la posizione del Siino, innanzitutto sul piano giudiziario, in quali reati sia stato coinvolto e per quali sia stato imputato, se sia mai stato indagato per omicidio; quale trattamento economico gli sia stato accordato; quali benefici e vantaggi a lui direttamente o indirettamente siano stati riconosciuti; se il suo ingente patrimonio in Italia ed all'estero sia sottoposto ad accertamenti e ad eventuali misure di sequestro o confisca oppure rilasciato in disponibilita' del Siino; con riferimento poi all'inchiesta del Barbacetto, se la partecipazione del Siino ad affari criminali per la gestione degli appalti in combutta con il noto Di Maggio sia oggetto di accertamenti giudiziari o meno, essendosi svolta in epoca successiva all'avvio alla collaborazione del noto Siino. (2-01892)