Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/04075 presentata da CENTO PIER PAOLO (MISTO) in data 19990720
Al Ministro di grazia e giustizia. - Per sapere - premesso che: mentre in altri grandi centri italiani i tempi stabiliti dal legislatore per le cause di lavoro vengono sostanzialmente rispettati, nella capitale si e' arrivati a fissare l'udienza di prima comparizione fino a 60 mesi (anni 5), anziche' a 60 giorni come previsto dalla legge ed a disporre rinvii anche di anno in anno; innanzi al tribunale di Roma sono attualmente pendenti circa 72 mila cause di primo grado e 23 mila in secondo grado e l'organico dei giudici e' rispettivamente di 45 unita' in primo grado e 23 in secondo grado; tale situazione, gia' drammatica, si aggravera' ulteriormente a causa del progressivo e consistente afflusso di nuove cause conseguenti alla devoluzione del contenzioso del pubblico impiego e dei giudizi pendenti presso le ex-sezioni distaccate, con consequenziale riduzione di fatto dell'organico; la legge 11 agosto 1973, n. 533 impone all'articolo 21 di munire gli uffici del personale necessario ad assicurare il rispetto dei termini stabiliti per la sollecita trattazione delle cause di lavoro, adeguando anno per anno l'organico in funzione delle necessita'; il mancato rispetto a Roma di una legge che viene normalmente applicata in altri grandi centri italiani concreta una grave ed ingiusta discriminazione vietata dagli articoli 3, 24 e 97 della Costituzione, nonche' dall'articolo 6 della Convenzione internazionale per la salvaguardia dei diritti dell'uomo, recepita dall'Unione europea con i trattati di Maastricht e di Amsterdam; tale discriminazione e' causa di ingiusti disagi per i cittadini romani e le loro famiglie (di fatto, nel complesso, oltre 500 mila persone, destinate ad aumentare per il sopraggiungere delle controversie del pubblico impiego) ad oggi interessati alla definizione delle cause di lavoro in corso; con le risorse rese disponibili dalle recenti riforme i responsabili degli uffici di Roma, il Consiglio superiore della magistratura ed il ministero di grazia e giustizia possono sin da subito intervenire per modificare l'attuale situazione; a tutt'oggi, per contro, i responsabili degli uffici giudiziari romani non hanno adottato nessun provvedimento ed anzi in occasione dell'entrata in vigore della riforma del giudice unico hanno avanzato, in materia di organici, proposte che di fatto penalizzano la giustizia del lavoro a Roma; appare evidente che nella sostanza non si vuole fare nulla per alleviare, se non risolvere la cronica deficienza di organico della sezione lavoro del tribunale di Roma -: quali interventi immediati intenda intraprendere per risolvere la iniqua situazione che vede i lavoratori di Roma discriminati di fronte ai lavoratori di altre zone d'Italia in palese violazione delle norme costituzionali e della legge n. 533 del 1973 e per restituire agli stessi il diritto all'accesso alla giustizia del lavoro in tempi ragionevoli. (3-04075)