Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/04136 presentata da MAIOLO TIZIANA (FORZA ITALIA) in data 19990729
Ai Ministri di grazia e giustizia, dell'interno e della difesa. - Per sapere - premesso che: da alcuni anni la magistratura ordinaria ed il tribunale dei Ministri, per le parti di rispettiva competenza, stanno conducendo estese e complesse indagini in merito alla nota vicenda riguardante l'assunzione di un gran numero di "falsi invalidi" nella pubblica Amministrazione, con particolare riguardo al ministero delle comunicazioni; l'indagine - scaturita da segnalazioni di reato da parte di alcune Usl romane, a cominciare dalla Usl Rm/4, a cui hanno fatto seguito analoghe segnalazioni di innumerevoli altri enti sanitari equamente distribuiti sull'intero territorio nazionale, nonche' vari esposti di cittadini - coinvolgerebbe il ministro pro tempore Vizzini, esponenti di partito e numerosi pubblici funzionari, che avrebbero favorito indebite assunzioni in cambio di denaro e di altre illecite prestazioni; da oltre un anno, unificati i cinque filoni in cui l'indagine si articolava originariamente, il tribunale dei Ministri, nell'ambito della procedura stabilita dagli articoli 6 e 8 della legge costituzionale 16 gennaio 1989, n. 16, sarebbe in attesa di conoscere il parere della procura della Repubblica presso il tribunale di Roma, ai sensi dell'articolo 8, primo comma della stessa legge, sulla base delle risultanze delle indagini preliminari; tale parere e' condizione imprescindibile affinche' il tribunale dei Ministri, competente ex lege anche per i non appartenenti alle Camere, possa formulare le proprie definitive conclusioni (richiesta di autorizzazione a procedere nei confronti degli indagati, ovvero archiviazione); la circostanza che si sia reso necessario avvicendare il pubblico ministero Castellucci, inizialmente titolare dell'indagine presso la procura romana, non sembra interamente giustificare tale lentezza; ad avviso dell'interrogante non appare infondata la preoccupazione che indebite pressioni siano esercitate sulla stessa procura allo scopo di condizionarne l'obiettivita' e serenita' di giudizio a discapito del completo accertamento della verita'; nell'ambito di questa indagine, in data 18 novembre 1995, la guardia di finanza di Chieti segnalava all'autorita' giudiziaria "per reati contro la pubblica amministrazione" la dottoressa Amalia Balletta, allora segretaria del ministro Vizzini, a seguito di esposto di cittadini in cui si denunciava una serie di gravi irregolarita' che sarebbero state commesse dallo stesso pubblico funzionario ai fini della assunzione di vari "falsi invalidi"; a quanto risulta all'interrogante il nome della dottoressa Balletta emergerebbe sia in altri esposti di cittadini presentati successivamente in diverse parti d'Italia, sia in dichiarazioni rese ad organi di polizia giudiziaria delegati dal magistrato; questa persona, tuttora formalmente indagata dall'autorita' giudiziaria, sarebbe stata sottoposta fra l'altro ad accurati accertamenti bancari, patrimoniali e fiscali; il quotidiano Il Foglio del 18 marzo 1998, esemplificando alcuni significativi casi di "appassionato riciclaggio di pezzi di ceto politico", di "porzioni di sottopotere statale" e soprattutto, di "settori di societa' particolarmente interessati allo scambio con la sfera pubblica" cita espressamente Giuseppe Trippanera, presentato fra l'altro come ex militante di "correnti" della vecchia DC; l'agenzia di stampa romana OPI, nel numero 169-170 dell'11 settembre scorso, sotto il titolo "Pubblica Amministrazione: in piena ascesa le azioni di Giuseppe Trippanera", riprende l'articolo de Il Foglio e scrive tra l'altro: a) che questa persona, definita "stimato immobiliarista", presterebbe "ricercate consulenze ..... prevalentemente nel campo immobiliare e dell'acquisizione di nuove strutture per fini istituzionali" ad organi della pubblica amministrazione; b) "di significativo rilievo" sarebbe la "consulenza" prestata "in materia di sistemazione logistica e di accasermamento dell'Arma dei Carabinieri"; c) nel quadro di tale "consulenza" - peraltro non meglio precisata e nel cui ambito "non sarebbe infrequente il caso in cui complessi problemi di ordine giuridico e questioni amministrative di rilevante difficolta' trovino soluzione con l'intervento dello staff di Trippanera e di questi in persona" - si sarebbe stabilito uno stretto rapporto (feeling) con il responsabile della competente Divisione accasermamento dell'arma dei carabinieri del ministero dell'interno; risulta all'interrogante che il funzionario responsabile di tale ufficio risulta essere fratello della signora Amalia Balletta; secondo quanto riferito in esposti inviati a numerosi destinatari (Ministro dell'interno, comandante generale dell'arma dei carabinieri, capo della polizia, parlamentari delle commissioni bicamerali d'inchiesta sulla mafia e sulle stragi) alcuni operatori immobiliari sarebbero stati contattati informalmente dal signor Trippanera al loro domicilio legale con l'offerta di una "consulenza" volta alla piu' rapida e positiva soluzione delle rispettive pratiche pendenti presso la stessa divisione del Ministero dell'interno, dopo che in precedenti colloqui d'ufficio il funzionario responsabile, dottor Claudio Balletta, avrebbe loro frapposto la necessita' di eseguire lunghi e difficoltosi "accertamenti" e, soprattutto, l'esistenza di sopravvenuti ostacoli burocratici derivanti da nebulosi "ordini superiori" e da imprecisati problemi di natura politica; secondo gli esposti, stante la complessita' delle problematiche amministrative e politiche che procrastinavano considerevolmente la conclusione delle pratiche, lo stesso funzionario ministeriale avrebbe prospettato agli imprenditori l'opportunita', se non la necessita', di rivolgersi ad "esperti" o "consulenti" abilitati, che avessero profonda conoscenza della macchina statale e delle procedure burocratiche e che, soprattutto, disponessero degli indispensabili collegamenti nella pubblica amministrazione e nel mondo politico; sempre a detta degli esponenti, gli incontri svoltisi a Roma - nei quali il signor Trippanera avrebbe assicurato l'esito pienamente favorevole delle loro pratiche presso il detto ufficio ministeriale, mostrando di conoscere sia il funzionario responsabile, sia le presunte difficolta' amministrative e politiche che questi avrebbe in precedenza frapposto agli interessati - si sarebbero conclusi con una richiesta di versamento di un non irrilevante "contributo" calcolato in rapporto all'importo contrattuale della rispettiva pratica in favore di una componente di una formazione politica della maggioranza governativa, indicata come molto vicina agli ambienti ministeriali, in grado di portare a compimento le pratiche stesse; sempre secondo gli esposti, agli operatori non consenzienti sarebbero stati riferiti i casi di altri imprenditori che invece aderendo alla proposta avrebbero condotto in porto le loro pratiche amministrative; gli stessi operatori, inoltre, sarebbero stati diffidati a non presentare denunce all'autorita' giudiziaria e avvertiti che quella componente della maggioranza governativa disponeva di "importanti appoggi al ministero di grazia e giustizia"; a parere dell'interrogante se i fatti esposti corrispondessero al vero apparirebbe indubbia l'esistenza di un rapporto certamente equivoco fra il funzionario ministeriale e il signor Trippanera: tale rapporto potrebbe integrare i reati previsti dagli articoli 317 (concussione), 323 (abuso di ufficio), 326 (rivelazioni di segreti di ufficio), 328 (omissione o rifiuto di atti di ufficio) e 629 (estorsione) del codice penale, alcuni anche in concorso, se non anche il reato di cui all'articolo 416 (associazione a delinquere) nella non improbabile eventualita' della compartecipazione di altre persone; inoltre, sempre a parere dell'interrogante, i fatti e le circostanze di cui sopra, se veri, accrediterebbero il pericolo che l'ufficio ministeriale citato, anche in vista del Giubileo del 2000, possa cadere sotto la diretta influenza di una sorta di comitato d'affari; lo stesso funzionario, inoltre, a quanto risulta all'interrogante sarebbe stato rimosso dalla segreteria di uno dei sottosegretari per gravi ragioni di opportunita' e, anni or sono, per analoghe ragioni di "opportunita'", sarebbe stato trasferito dal medesimo ufficio ministeriale preposto agli accasermamenti dell'arma -: se i Ministri interrogati siano a conoscenza dei fatti esposti; quali siano i tempi previsti per il formale completamento della pur complessa indagine riguardante l'assunzione dei "falsi invalidi" nella pubblica amministrazione e, in particolare, nelle Poste; se il Governo intenda disporre un accurato accertamento dei fatti presso l'ufficio accasermamento del ministero dell'interno, se del caso mediante verifica ispettiva, fatte salve le iniziative che potranno essere intraprese dagli interessati in sede giudiziaria; se il Governo intenda accertare l'identita' di altre persone, esterne all'amministrazione, che siano eventualmente coinvolte nella vicenda; in particolare se il Governo intenda accertare quali siano gli "importanti appoggi" al ministero di grazia e giustizia a cui il signor Trippanera avrebbe fatto riferimento; quali iniziative siano state o saranno intraprese, anche attraverso l'esercizio di procedimenti disciplinari, al fine di assicurare, come prescritto dall'articolo 97 della Costituzione, il rispetto dei fondamentali principi di buon andamento e di imparzialita' della pubblica amministrazione. (3-04136)