Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
MOZIONE 1/00391 presentata da MUSSI FABIO (DEMOCRATICI DI SINISTRA - L'ULIVO) in data 19990910
La Camera, premesso che: il 78,5 per cento dei cittadini di Timor est con il referendum dello scorso 30 agosto 1999, organizzato e monitorato dall'Onu, ha scelto, nel rispetto del principio dell'autodeterminazione dei popoli, l'indipendenza dall'Indonesia; a seguito della votazione le bande paramilitari indonesiane hanno intrapreso una vera e propria deportazione di massa della popolazione civile del Timor est; secondo le stime dell'Onu sarebbero 200.000 le persone (un quarto della popolazione globale dell'isola) costrette a lasciare la propria casa negli ultimi giorni a causa delle violenze delle bande paramilitari contrarie all'indipendenza di Timor est; in una escalation drammatica si stanno susseguendo massacri di gente inerme; la casa del vescovo Carlos Belo, premio Nobel per la pace nel 1996, e' stata incendiata ed il vescovo costretto alla fuga dal Paese; il presidente della Caritas del Timor est, padre Francesco Berreto, e' stato assassinato dalle milizie filo-indonesiane; il governo indonesiano non ha assicurato il rispetto della volonta' popolare e non sta facendo alcunche' per impedire le violenze e gli assassinii messi in atto dalle bande paramilitari unioniste; sin dall'aprile di quest'anno il colonnello Suratman, comandante militare indonesiano di Timor est, ha annunciato che 50.000 civili sarebbero stati addestrati come guardie di sicurezza, per essere utilizzati contro la resistenza indipendentista; dal 1975, anno dell'invasione di Timor est da parte dell'Indonesia, si sono succedute sistematiche violazioni dei diritti umani a danno della popolazione civile e dell'opposizione del National Council of Timorese Resistence; Monsignor Carlos Belo, rifugiatosi in Australia ha chiesto con forza alla comunita' internazionale di intervenire per fermare il massacro; il segretario generale delle Nazioni Unite Kofi Annan ha gia' dato un ultimatum alle autorita' indonesiane per far cessare le violenze e rispettare l'esito della volonta' popolare; i ministri degli esteri dei paesi dell'Asia-Pacifico si sono dichiarati pronti a riportare l'ordine a Timor est qualora le Nazioni Unite decidano che sia necessaria una forza internazionale di pace; il responsabile della missione diplomatica delle Nazioni Unite in Timor est (Unamet) David Wimhurst ha chiesto alla comunita' internazionale di fare passi concreti per ripristinare la pace nel territorio e per assicurare la permanenza sull'isola della missione Onu in quanto non si puo' contare sull'Indonesia per porre fine alle violenze; il personale di Unamet non intende lasciare l'isola e richiede protezione armata; e' stata gia' annunciata una visita di una delegazione del Consiglio di sicurezza in Timor est; il Governo italiano ha gia' ufficialmente dichiarato di sostenere l'azione delle Nazioni Unite perche' cessi la violenza ed il disordine, appoggiando l'impegno dell'Onu, anche attraverso l'Unione europea; il governo indonesiano continua ad opporsi all'intervento di una forza di pace straniera in Timor est; una delegazione di cinque ambasciatori delle Nazioni Unite si e' recata a Giacarta ove ha incontrato il presidente indonesiano; l'intervento della comunita' internazionale e' giustificato dalla necessita' di rispettare la volonta' popolare dei timoresi e di garantirne i diritti umani fondamentali; il Consiglio di Sicurezza con due Risoluzioni (384 e 389) antecedenti all'esito dei referendum aveva gia' chiesto il ritiro delle forze indonesiane da Timor est; il Consiglio europeo, sin dal dicembre 1998, aveva dichiarato che una soluzione definitiva della questione di Timor est non sarebbe stata possibile senza una consultazione libera che permettesse di determinare la vera volonta' della popolazione di quel territorio; alla luce dei drammatici eventi in corso il Papa ha sollecitato l'invio di una forza multinazionale di pace; impegna il Governo: a convocare l'ambasciatore indonesiano per manifestare la forte protesta del nostro Paese; a sollecitare l'invio immediato in Indonesia di una delegazione Onu ai massimi livelli per sostenere di fronte al governo di Giacarta il rispetto della volonta' popolare e dei diritti umani dei timoresi e per evitare il ritiro della missione Unamet a cui va data immediata protezione; a sostenere l'invio altrettanto urgente ed immediato di una forza multinazionale Onu di pace in Indonesia dichiarando la disponibilita' delle nostre forze armate a farvi parte; a chiedere, nella prossima riunione del 13 settembre a Bruxelles dei ministri degli esteri dell'Unione europea, che analoga posizione sia assunta da tutta l'Unione e che ogni aiuto economico al governo indonesiano sia da ora in poi condizionato al rispetto della volonta' popolare e dei diritti umani della popolazione di Timor est. (1-00391)