Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/04151 presentata da DELMASTRO DELLE VEDOVE SANDRO (ALLEANZA NAZIONALE) in data 19990910
Al Ministro delle finanze. - Per sapere - premesso che: ampio risalto e' stato dato dalla stampa specializzata (cfr. Il Sole-24 Ore di domenica 15 agosto 1999 pagina 11) alla relazione presentata dalla Corte dei conti sui risultati di gestione del Ministero delle finanze; le considerazioni svolte dalla magistratura contabile non paiono, francamente, essere molto lusinghiere per il dicastero delle finanze; quanto all'Iva accertata, si e' cosi' scoperto che per ogni cento lire ne sono state incassate soltanto 2,95, e cioe' su 8.503 miliardi ne sono stati incassati soltanto 251; quanto a Irpef, Irpeg e Ilor e' stato riscosso il 17,51 per cento delle somme accertate; la lotta all'evasione, che nel 1998 ha fruttato complessivamente 9.278 miliardi, e' costata in termini di pagamenti il 65,5 per cento delle somme riscosse; con riferimento all'Iva, gli accertamenti sono aumentati da 4.144 miliardi a 8.503 miliardi, mentre il riscosso e' incredibilmente sceso da 1.111 miliardi a 251 miliardi, con un indice di riscossione che e' sceso dal 26,81 per cento nel 1997 ad un patetico 2,95 per cento nel 1998; secondo la Corte dei conti, da questo dato si desume la "limitatissima sostenibilita' delle iscrizioni a ruolo dell'Iva", circostanza di cui "sembra consapevole la stessa amministrazione finanziaria" che, non a caso, ha formulato previsioni definitive per importi inferiori a quelli accertati; il bilancio della gestione del Ministero delle finanze non appare certo soddisfacente e contrasta con l'immagine di "rivoluzione copernicana" offerta dal Ministro Visco, piuttosto dovendosi riscontrare una condizione, una efficacia ed un'efficienza non dissimili da quelle dei lustri precedenti -: quale sia la sua opinione sul rapporto presentato dalla Corte dei conti circa la gestione del Ministero delle finanze e segnatamente le cause strutturali che impediscono agli indici di riscossione di attestarsi su livelli di decenza, nonche' i rimedi apprestati od in corso di apprestamento per evitare che il prossimo anno la Corte dei conti debba malinconicamente, come fa da anni, presentare altro rapporto negativo sulla gestione del dicastero. (3-04151)