Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERPELLANZA 2/01922 presentata da MUSSI FABIO (DEMOCRATICI DI SINISTRA - L'ULIVO) in data 19990914
I sottoscritti chiedono di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri e il Ministro della difesa, per sapere - premesso che: il 16 agosto 1999, all'interno della caserma "Gamerra" di Pisa, e' stato ritrovato il cadavere del militare di leva Emanuele Scieri, scomparso la sera del 13 agosto 1999, poche ore dopo essere giunto presso la sede del centro di addestramento dei paracadutisti della Brigata Folgore; il corpo del giovane, di 26 anni, e' stato ritrovato, a quasi tre giorni dalla sua scomparsa, all'interno della caserma, davanti a una scala-torre, da dove sarebbe caduto, dopo un volo di oltre dieci metri; secondo la ricostruzione riferita alla famiglia dai responsabili e riportata dalla stampa, il giovane militare, arrivato in caserma il 13 agosto alle ore 13, alle ore 16,30 andava in libera uscita, alle ore 22 telefonava alla famiglia dal centro storico di Pisa, ma gia' al contrappello, effettuato alle ore 23,15 di quel giorno, risultava assente; dalla tarda serata di venerdi' 13 agosto fino al ritrovamento del corpo del militare, avvenuto il lunedi' successivo, nessuno ha ordinato ne' effettuato alcuna ricerca all'interno della caserma, anche se alcuni commilitoni avevano confermato agli ufficiali di avere visto Emanuele Scieri con certezza al loro rientro in caserma il venerdi' stesso; la morte del militare, per i modi e le circostanze in cui e' avvenuta, ha sollevato interrogativi che portano a privilegiare l'ipotesi che il giovane possa essere rimasto vittima di un atto di "nonnismo"; gli elementi emersi fino a questo momento sulle modalita' del decesso del militare e confermati dal perito medico legale di parte, quali la posizione deli cadavere, inducono infatti a credere che non si sia trattato di un suicidio o di una morte accidentale; inoltre le lesioni riscontrate sul corpo fanno ipotizzare atti di violenza subi'ti dal giovane, prima di essere costretto a salire sulla torre; un commilitone, nel corso di un'intervista televisiva, ha affermato che nel tragitto Firenze-Pisa, che il gruppo di militari di leva ha effettuato in pullman, sono stati esercitati, lo stesso giorno della morte di Emanuele Scieri, atti di "nonnismo"; nel bar di fronte alla caserma, alcuni militari, all'ascolto di detta intervista, avrebbero inveito e minacciato il commilitone autore della predetta dichiarazione, mostrando in tal modo come sia resa impossibile la denuncia di fatti di "nonnismo" all'interno delle caserme; nonostante tale clima, i vertici militari del corpo e della caserma hanno smentito, contro ogni evidenza, che possa essersi trattato di un episodio di "nonnismo", ma non hanno fornito spiegazioni compatibili con la dinamica dei fatti, assumendo in tal modo un atteggiamento di copertura nei confronti degli eventuali responsabili del gravissimo fatto di sangue; l'opinione pubblica e' stata colpita dai tragici particolari della morte del giovane, scomparso per tre giorni e successivamente ritrovato in un cortile della caserma "Gamerra", nel quale era rimasto agonizzante per un interminabile periodo di tempo, durante il quale nessuna notizia e' pervenuta ne' alle autorita' militari, ne' alla famiglia in ordine alla sua presunta scomparsa; ad aggravare le responsabilita' dei comandi militari contribuiscono alcune notizie dalle quali risulta che i commilitoni del giovane Scieri hanno avvertito i superiori della presenza in caserma del militare, in particolare uno di essi avrebbe dichiarato al magistrato di avere visto Emanuele Scieri allontanarsi verso la torretta in caserma dopo le ore 22,00 ed e' stato inviato in licenza subito dopo l'interrogatorio -: quali siano i risultati finora raggiunti nelle indagini e se siano state accertate responsabilita'; se nessuno dei superiori responsabili si sia allertato per la scomparsa del militare; se sia vero che non siano stati inviati fonogrammi ai carabinieri o comunicate notizie sull'accaduto alla famiglia, alla quale, con scandalosa disumanita', sarebbe stata invece comunicata, il 16 agosto, la notizia del suicidio del giovane; se risulti effettivamente che la sera dell'episodio che ha portato alla morte di Emanuele Scieri i superiori del militare, ai commilitoni allarmati, hanno detto che il giovane era scappato dalla caserma, impedendo in tal modo che si mettesse in moto l'organizzazione delle ricerche; se risulti al vero che la vita del giovane paracadutista poteva essere salvata ove i controlli all'interno della caserma fossero stati immediati ed efficaci ed avessero consentito il ritrovamento del militare ferito; se risulti che, nonostante le dichiarazioni dei responsabili militari riportate dalla stampa, i quali hanno escluso il "nonnismo" quale possibile causa della morte di Emanuele Scieri, un militare della stessa compagnia era stato punito nei giorni precedenti per atti di prevaricazione e violenza nei confronti delle reclute; se non risponda al vero che, nel caso in cui un simile episodio si fosse verificato in una fabbrica, la magistratura ordinaria avrebbe immediatamente aperto un'inchiesta, inviando ai presunti responsabili avvisi di garanzia, e se esistano, viceversa, dei limiti invalicabili all'interno delle caserme italiane; se non sia urgente un forte e concreto segnale di cambiamento, attraverso una vera e propria campagna per la sicurezza nelle caserme, al fine di scongiurare per il futuro il ripetersi di eventi delittuosi ai danni di giovani di leva; se non sia altresi' urgente prevedere la massima tutela dei giovani che denuncino casi di sopraffazione, sottraendoli a possibili e probabili ritorsioni, anche tramite un'immediata messa in congedo temporaneo o, nel caso di grave rischio per l'incolumita' personale, con l'invio al servizio civile; se il Governo ritenga di avviare un'indagine approfondita sulla situazione nelle caserme, sulla condizione militare, anche in vista della progettata riforma della leva e dell'introduzione del servizio militare femminile; quali siano le ragioni per le quali il generale Enrico Celentano, comandante della brigata Folgore, compilatore e diffusore di un ormai tristemente noto "zibaldone", ricco di incitamenti alla violenza, al "machismo" ed all'antimeridionalismo, sia stato prima rimosso e successivamente ricollocato nel suo ruolo; se il Governo intenda presentare una iniziativa legislativa al fine di configurare gli atti di "nonnismo" nelle caserme come una autonoma fattispecie di reato. (2-01922)