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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XIII Legislatura della repubblica italiana

INTERPELLANZA 2/01934 presentata da GRIMALDI TULLIO (COMUNISTA) in data 19990915

I sottoscritti chiedono di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri e il Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato, per sapere - premesso che: da parecchie settimane i lavoratori della centrale Enel di Fiume Santo, sita nel comune di Sassari, unitamente alle loro organizzazioni sindacali, hanno indetto uno stato di agitazione e hanno effettuato numerose ore di sciopero, nonche' organizzato pubbliche manifestazioni, che hanno coinvolto anche la Regione Sarda; la causa di tale lotta che, lungi dall'attenuarsi sembra destinata ad intensificarsi, e' connessa alla decisione dell'Enel, avvallata dal Dpcm 4 agosto 1999 - approvazione del piano per le cessioni degli impianti dell'Enel Spa - di ricomprendere la detta centrale di Fiume Santo fra gli impianti di generazione che l'Enel dovra' dismettere nell'ambito del processo di liberalizzazione della produzione di energia elettrica; tale decisione giustifica ampiamente la preoccupazione dei lavoratori e delle loro organizzazioni sindacali, nonche' quella altrettanto fermamente manifestata dalle amministrazioni locali del territorio e, in particolare dai comuni di Sassari e di Porto Torres, che non hanno avuto alcuna esitazione a schierarsi a favore della lotta in corso; tale preoccupazione, infatti, si riferisce tanto alle prospettive occupazionali delle maestranze impiegate a Fiume Santo, quanto, piu' in generale, alle sorti dell'intero sistema di produzione dell'energia in Sardegna; per quanto riguarda il primo aspetto la dismissione da parte Enel degli impianti di Fiume Santo potrebbe comportare, verosimilmente, una rilevante flessione del numero degli occupati in quel sito, anche in considerazione del fatto che due gruppi di generazione, sui quattro esistenti, lavorano al momento sostanzialmente in deroga rispetto alle norme vigenti in materia di salvaguardia ambientale e che, al fine di essere adeguati a tali norme, richiedono investimenti non irrilevanti, per i quali, al momento, non e' data alcuna garanzia e che, anzi, non e' ragionevole aspettarsi dal privato acquirente in relazione alla situazione di produzione dell'energia elettrica che si prospetta per la Sardegna; e' assai ragionevole ritenere che i due gruppi ricordati saranno posti in "riserva fredda"; per quanto riguarda il secondo aspetto, occorre osservare che il sistema di produzione dell'energia che verrebbe a delinearsi in Sardegna sarebbe imperniato essenzialmente su due produttori privilegiati, Igcc Sarlux e Igcc Ati Sulcis i quali hanno la precedenza nell'accesso alla rete, godono di un prezzo per Kwh assai superiore a quello di mercato e produrranno, a regime, 1080 Mw, ossia piu' o meno l'intero fabbisogno energetico sardo, se si escludono i momenti di punta; in particolare, si osservi che quello della produzione dell'energia in Sardegna deve considerarsi ad ogni effetto, anche a quelli di mercato, un sistema chiuso e che, pertanto, ogni altro produttore, diverso da quelli citati si troverebbe ben presto nelle condizioni di dover abbandonare o di trarre il proprio guadagno esclusivamente dal fatto che garantisce la riserva che, per quanto riguarda la Sardegna, proprio perche' costituisce un sistema chiuso, si valuta debba aggirarsi intorno al 60-70 per cento della punta massima prevedibile; cio' avrebbe effetti negativi sulla disoccupazione, che non hanno bisogno di essere dimostrati, essendo intuitivi, ma, oltre a cio' e paradossalmente, si otterrebbe che, in aperta contraddizione con i dichiarati obiettivi di liberalizzazione del settore elettrico, la Sardegna, per quanto attiene all'energia, passerebbe dal monopolio pubblico al monopolio (o se si preferisce al duopolio) privato; cio' e' manifestamente insopportabile per una Regione in forte ritardo nello sviluppo economico, con un altissimo tasso di disoccupazione ed inoccupazione, che di tutto ha bisogno, ma non che vengano scoraggiate le iniziative economiche, in particolare quelle industriali, a causa dell'esistenza di una situazione assai rigida del mercato dell'energia; la dismissione degli impianti di Fiume Santo, inoltre, non mancherebbe di sortire effetti assai negativi anche in relazione alla prospettata metanizzazione dell'isola, giacche' l'Enel, e proprio con gli impianti di Fiume Santo, gli unici in Sardegna in grado di utilizzare il gas naturale, avrebbe dovuto garantire - almeno per un certo periodo di anni - la economicita' dell'investimento occorrente per avere il metano in Sardegna; il danno derivante dalla mancata metanizzazione, a realizzare la quale, peraltro, il Governo ha contratto un impegno chiaro e preciso, sarebbe tale da togliere alla Sardegna ogni prospettiva di sviluppo, giacche' il divario economico esistente tra questa regione e le altre del Paese e' dovuto anche (e in parte non marginale) all'insopportabile aggravio dei costi energetici conseguenti al fatto che l'isola e' l'unico territorio nazionale che non puo' utilizzare il metano, divario non colmato dai pur importanti interventi compensativi effettuati dal Governo -: se il Governo, in considerazione delle particolari e specifiche condizioni della Sardegna, assolutamente uniche nel Paese per quanto attiene alla questione dell'energia, intenda assumere l'impegno di riconsiderare il decreto recentemente emanato in materia di dismissioni di impianti produttivi da parte dell'Enel, per il punto che riguarda il sito di Fiume Santo, non per garantire un privilegio o una disparita' di trattamento rispetto alle altre regioni, ma, al contrario, al fine di evitare che proprio in funzione della prospettata dismissione si creino le condizioni per un ulteriore allargarsi della forbice tra possibilita' di sviluppo di questa parte del territorio italiano e il resto del Paese; se il Governo intenda rispondere positivamente alla richiesta delle organizzazioni sindacali della Sardegna e delle amministrazioni locali interessate, le quali richiedono l'apertura immediata di una trattativa che conduca a rivedere, su questo punto, le decisioni dell'Enel, le quali sono pur sempre sottoposte alla valutazione del Governo; quali garanzie il Governo possa dare in merito alla realizzazione del programma di metanizzazione dell'isola, precisando lo stato del progetto, i tempi occorrenti e le fonti degli ulteriori necessari finanziamenti; come intenda risolvere il problema della "riserva rotante" inteso come "costo del sistema", atteso che, come riserva, e' necessario disporre di una potenza ulteriore pari a circa il 70 per cento di quella media utilizzata. (2-01934)





 
Cronologia
martedì 17 agosto
  • Politica, cultura e società
    Dalla fusione fra Banca Intesa e Comit nasce la più grande banca italiana.

mercoledì 22 settembre
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    La Camera approva la proposta di legge Legge quadro in materia di riordino dei cicli dell' istruzione (AC 4), che sarà approvata dal Senato il 2 febbraio 2000 (legge 10 febbraio 2000, n. 30).