Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERPELLANZA 2/01940 presentata da POZZA TASCA ELISA (I DEMOCRATICI - L'ULIVO) in data 19990917
La sottoscritta chiede di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri ed il Ministro degli affari esteri, per sapere - premesso che: con il referendum del 30 agosto la popolazione residente a Timor Est si e' pronunciata con maggioranza del 78,5 per cento a favore della propria indipendenza dall'Indonesia; a seguito del risultato del referendum i timoresi hanno subito un secondo genocidio da parte delle bande paramilitari filoindonesiane, con oltre 20.000 morti, 200.000 rifugiati, in larga parte deportati nella zona occidentale; la violenza dei miliziani non risparmia nessuno: sacerdoti, missionari cattolici, operatori delle agenzie umanitarie, personale dell'Onu. Il Presidente della Caritas del Timor Est, padre Francesco Berreto, e' stato assassinato dalle milizie filoindonesiane; la casa del vescovo Carlo Belo, premio Nobel per la pace nel 1996, e' stata incendiata ed il vescovo costretto alla fuga dal paese; sulla base di notizie diramate dalla televisione australiana Nine, molte donne hanno preferito togliersi la vita piuttosto che "cadere nelle mani di quegli uomini dei reparti speciali che le stuprano davanti ai loro mariti prima di ucciderli"; il governo indonesiano non ha messo in atto misure capaci di porre fine alla violenza, mostrandosi sordo, almeno in un primo momento, anche agli appelli che sono pervenuti dalla comunita' internazionale: del Papa al segretario generale delle Nazioni Unite, dal Consiglio d'Europa all'Unione europea; l'articolo 3 del Trattato concernente le modalita' del referendum a Timor Est, firmato dalle Nazioni Unite, dal Portogallo e dall'Indonesia il 5 maggio 1999, afferma che il "Governo dell'Indonesia sara' responsabile del mantenimento della pace e della sicurezza al fine di garantire che la consultazione popolare si svolga in maniera pacifica ed in una atmosfera libera da intimidazioni, violenze ed interferenze di qualsiasi parte" e l'articolo 6 fa obbligo all'Indonesia di "avviare immediatamente la procedura istituzionale volta a terminare i legami con Timor Est in caso di vittoria della scelta per l'indipendenza"; l'intervento della comunita' internazionale e' giustificato dalla necessita' di rispettare la volonta' popolare dei timoresi e garantire i diritti umani fondamentali -: quali iniziative immediate il Governo intenda assumere per: a) operare concretamente per fermare la violenza a Timor Est, facilitando in tempi rapidissimi l'arrivo di un forza militare internazionale; b) promuovere un corridoio umanitario che possa portare viveri e medicinali a quanti ancora sono costretti a vivere tra le montagne per sfuggire alla brutalita' delle milizie; c) chiedere al Governo di Giakarta la piena applicazione degli accordi del 5 maggio 1999 cominciando con il ritiro da Timor Est delle truppe di occupazione indonesiane; d) sostenere la formazione di un Tribunale internazionale ad hoc per individuare e perseguire i responsabili sia politici che materiali delle stragi compiute in 24 anni di occupazione; e) sospendere ogni vendita di armi ed ogni collaborazione economica con il Governo indonesiano fina a che a Timor Est non sia ripristinato il rispetto dei diritti umani; f) promuovere una iniziativa dell'Unione europea perche' rapidamente nasca a Timor Est un nuovo stato democratico ed indipendente, come previsto dal referendum, capace di garantire la convivenza multi-etnica e multi-religiosa, anche attraverso il rientro dei profughi e dei deportati. (2-01940)