Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
MOZIONE 1/00397 presentata da BERTINOTTI FAUSTO (MISTO) in data 19990927
La Camera, considerato che: sempre da piu' parti viene contestato il criterio "ponderale" di rilevamento dei dati sull'inflazione da parte dell'ISTAT, istituto, come noto, direttamente dipendente dalla Presidenza del Consiglio dei ministri, in quanto a fronte di aumenti dei prezzi consistenti per i prodotti e i servizi di uso quotidiano (assicurazioni carburanti trasporti, affitti ecc.) non esiste un riscontro reale sull'effettiva incidenza che tali aumenti hanno sui bilanci delle famiglie degli operai e degli impiegati italiani; i bilanci familiari della stragrande maggioranza degli italiani sono peggiorati in questi anni, sia in ragione delle cosidette politiche monetarie, sia in relazione all'aumento ben al di sopra del tasso programmato di inflazione di prezzi e tariffe dei beni e servizi di piu' largo consumo; la crescita consistente, come dichiara la relazione semestrale 1999 di Mediobanca, dei profitti delle imprese pubbliche e private che operano anche nel campo della produzione di prodotti e servizi di largo consumo, e' la prova che il metodo adottato dal governo PRICE-CUP non funziona in quanto non garantisce, neppure in una fase di disponibilita' di materie prime sul mercato internazionale con prezzi in continua discesa, il trasferimento al consumatore dei benefici derivanti dall'aumento di produttivita' e dal calo dei prezzi delle materie prime; accertato che: l'aumento consistente dei prezzi, come nel caso dei carburanti, e' condizionato da un trust di cartello mondiale fra i produttori che hanno deciso contemporaneamente la limitazione delle estrazioni, sul quale inspiegabilmente non sono ancora intervenuti ne' l'Italia ne' gli organismi internazionali Antitrust come l'organizzazione mondiale per il commercio; anche in Italia si e' costituito un cartello composto da quasi tutte le compagnie petrolifere le quali: non hanno mai praticato nessuna concorrenza reale tra loro nonostante dal 1994 i prezzi dei prodotti petroliferi siano liberi; hanno sempre mantenuto i prezzi dei carburanti piu' alti rispetto alla media europea; sono stati molto lenti nei ridurre i prezzi alla pompa con gli sconti "fai da te" quando il costo del greggio e l'andamento del PLATT'S erano in caduta; hanno incrementato i loro margini di profitto ulteriormente sul gasolio; lo Stato trae un vantaggio da questa situazione in quanto attraverso l'Iva che agisce in forma percentuale fa crescere costantemente il suo prelievo che tra l'altro viene amplicato anche sulle tasse o accise che gia' gravano pesantemente sul prezzo finale; il processo di liberalizzazione del mercato assicurativo relativamente alle polizze per la responsabilita' civile (RC auto) non ha introdotto nessun credibile elemento di concorrenza tra le compagnie assicuratrici, anzi si e' assistito ad aumenti costanti ingiustificati superiori all'inflazione programmata di 10-15 volte per chi non ha avuto incidenti e di 150 volte per i meno attenti; non si e' realizzato ne' un miglioramento delle qualita' del servizio ne' una crescita di trasparenza sulle polizze; le famiglie sono obbligate a contrarre la polizza per legge pagando costi proibitivi come nel caso dei neopatentati o delle auto aggiuntive o dei ciclomotori; la previsione di eventuali decisioni internazionali sui tassi di interesse ha fatto scattare un forte aumento degli stessi sui mutui contemporaneamente da parte dei maggiori istituti di credito italiani e mette in evidenza l'assoluta mancanza di qualsiasi condizione di concorrenza tra le banche tant'e' che la stessa Commissione finanze della Camera dei Deputati a fronte di tale situazione ha deciso l'avvio di un'indagine conoscitiva al riguardo; il costo degli affitti in conseguenze dell'introduzione dei patti in deroga e poi del provvedimento di liberalizzazione del mercato e' raddoppiato negli ultimi due-tre anni; l'Enel ha presentato bilanci nel 1997-1998 e 1^ semestre 1999 con profitto in continua crescita e una riduzione dell'indebitamento del 40 per cento; per l'Enel continua all'obbligo di ritiro dai produttori privati a prezzi superiori del 30 per cento dell'energia da loro prodotta per garantire a questi profitti certi e duraturi nel tempo; in questi anni in applicazione della legge n. 577 del 14 novembre 1996, e' stata inglobata la quota del sovrapprezzo termico nella tariffa per cui i benefici derivanti dalla riduzione del prezzo del petrolio sono stati incamerati dallo Stato; il processo di liberalizzazione del mercato elettrico previsto dal decreto legislativo del 16 marzo 1999 n. 79 prevede una spesa a prezzi di mercato cospicua per l'acquisto da parte dei privati delle societa' elettriche che verranno dismesse dall'Enel; un'altra spesa cospicua va prevista in termini di investimenti per la conversione produttiva di molti tipi di impianti per ragioni di efficienza; dovranno essere previsti per la stessa ragione produttiva e per un miglioramento della qualita' ambientale cospicui investimenti per cui difficilmente quanto prospettato, dalla authority per l'energia in termini di riduzione delle tariffe nei prossimi tre anni si realizzera'; nel settore dei trasporti gli aumenti tariffari sono avvenuti dentro il tasso di inflazione ma nel contesto di una diminuzione di quantita' e qualita' dei servizi ai cittadini, peraltro ancora in assenza della applicazione degli standard previsti dai contratti di servizio; nel decreto legislativo n. 422 viene previsto l'aumento delle tariffe amministrative dagli enti locali per giungere alla copertura del 35 per cento dei costi, sara' quindi inevitabile un aumento certo delle tariffe che si ripercuoteranno sui bilancio delle famiglie italiane; per scelta del Governo sono stati emanati provvedimenti di unificazione in un'unica tariffa dei canoni di depurazione e di fognatura delle acque, a cui va aggiunta dell'Iva su tale tariffa, pertanto gli aumenti medi per tale servizio hanno superato il 12 per cento con conseguenze molto pesanti; vista la necessita' e l'urgenza di modificare tale situazione, visto il rischio evidente di un rilancio di una spirale inflazionistica, che rende necessario intervenire su prezzi e tariffe dei prodotti e dei servizi di piu' largo consumo per le famiglie, degli operai, degli impiegati e dei pensionati; impegna il governo ad emanare un decreto che blocchi ogni aumento per un anno delle tariffe controllate; riconduca i prezzi di alcuni prodotti di largo consumo come i prodotti petroliferi e assicurativi obbligatori in regime di sorveglianza; riveda il sistema di controllo ed intervento dello Stato affinche' le famiglie italiane ed in particolare quelle di operai, impiegati e pensionati, siano meno esposte alla assoluta discrezionalita' delle imprese sui prezzi e le tariffe dei beni e dei servizi indispensabili. (1-00397)