Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERPELLANZA 2/01965 presentata da TASSONE MARIO (MISTO) in data 19990929
I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro del lavoro e della previdenza sociale, per sapere - premesso che: secondo le stime operate dalla Svimez con suo modello econometrico-biregionale nel 1999 il PIL aumentera' dell'1,5 per cento nel centro nord e dello 0,9 nel Mezzogiorno riaprendosi il divario di crescita a sfavore dell'area meridionale; lo stesso rapporto Svimez 1999 rileva tra l'altro come nel periodo 1992-1998 l'occupazione meridionale e' diminuita in media dell'1,3 per cento all'anno perdendo in questi ultimi sette anni 617 mila unita' di lavoro: un risultato peggiore anche in termini assoluti di quello dell'area centro-settentrionale (-568.000 unita'); il rapporto rileva inoltre come una politica industriale che si ponga obiettivi di modifica della specializzazione esistente a favore di iniziative piu' innovative e con effetti propulsivi e duraturi sui sistemi locali ha bisogno di strumenti che le consentano di mobilitare l'insieme dei soggetti pubblici e privati la cui cooperazione e' essenziale per determinare condizioni favorevoli allo sviluppo; inoltre, alcuni strumenti negoziali come i contratti d'area e i patti territoriali che hanno avuto un inizio molto stentato e sono stati oggetto di numerosi aggiustamenti normativi e procedurali, hanno determinato incertezze operative; emerge in particolare dal rapporto Svimez che per i contratti d'area la gran parte delle iniziative progettate e' ferma; a Manfredonia solo 3 imprese sulle 11 che avevano sottoscritto il contratto sono operative e hanno dato luogo a 71 assunzioni sulle 373 previste; a Gela su 8 iniziative previste ne e' partita una sola con 19 addetti; a Torre Annunziata gli occupati sono 70 su 404 previsti; a Crotone il cui contratto e' stato siglato il 3 marzo 1998 non e' stato creato alcun posto di lavoro -: quali siano le sue valutazioni sui risultati finora raggiunti nell'occupazione nel Mezzogiorno attraverso i nuovi strumenti operativi e la cosiddetta "nuova programmazione" e se non ritenga che una gestione decentrata e discrezionale della politica industriale rischia di dar vita a interventi poco qualificanti per lo sviluppo determinando l'effetto negativo di una ripresa del movimento migratorio; quali concrete iniziative intenda assumere per creare occupazione concreta e duratura favorendo una forte ripresa degli investimenti volti ad accrescere la dotazione del capitale produttivo. (2-01965)