Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERPELLANZA 2/01983 presentata da PISANU GIUSEPPE (FORZA ITALIA) in data 19991006
I sottoscritti chiedono di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri e i Ministri della giustizia e dell'interno, per sapere - premesso che: a seguito delle dichiarazioni del pentito Di Maggio apparse sulla stampa nazionale in data odierna, con le quali egli afferma di avere ucciso l'allevatore Giuseppe Giovanni Caffri' durante il periodo in cui si trovava sotto protezione dello Stato -: se premessa del delitto e' stata la decisione di servirsi di Di Maggio ai fini di concorrere con le forze dell'ordine alla cattura di latitanti di mafia in Sicilia e quali delle norme della legge vigente consentano alla polizia giudiziaria ed alla magistratura inquirente l'utilizzo di criminali la cui pericolosita' e' testimoniata da una vita di omicidi ed illegalita'; se indipendentemente da questo illecito ed innaturale utilizzo di un criminale sottoposto a protezione dello Stato, i soggetti destinati a tale ufficio hanno deciso "motu proprio" di destinare Di Maggio ai compiti su riportati, o, se tale decisione, sia stata previamente concertata con altri soggetti istituzionali, magistratura compresa; se il Ministro della giustizia, il Ministro dell'interno e la Presidenza del Consiglio siano stati posti a conoscenza della decisione adottata di adibire Di Maggio, lasciato libero, a compiti di cacciatore "di latitanti "; se e per quale motivo siano state omesse le necessarie misure di collegamento e di controllo per evitare che il "collaborante cacciatore" ponesse in essere, al di la' dei compiti informativi, azioni delittuose come quelle culminate nell'omicidio di Giuseppe Caffri'; quali siano stati, nei particolari, l'evoluzione dei fatti e la involuzione degli stessi sino all'omicidio commesso dal collaborante nell'esercizio di una funzione illecitamente e colpevolmente assegnatagli; se tale mancanza di controllo non si risolva in una omissione di cui all'articolo 40 capoverso del codice penale, per cui non impedire un evento che si ha l'obbligo giuridico di impedire equivale a cagionarlo; quale sia ancora l'opinione del Governo dopo le dichiarazioni del procuratore nazionale antimafia Vigna, che ha finalmente affermato che queste cose non dovranno piu' ripetersi, di fronte al fatto che ripetibili o meno esse si sono, in realta', gia' verificate. (2-01983)