Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERPELLANZA 2/01993 presentata da PROCACCI ANNAMARIA (MISTO) in data 19991011
La sottoscritta chiede di interpellare i Ministri dell'agricoltura, dell'industria, del commercio e dell'artigianato, per sapere - premesso che: e' stata diffusa la notizia dell'imposizione di un brevetto da parte di ricercatori australiani su esemplari di trifoglio sotterraneo della Sardegna, sottoposto a modificazione genetica con conseguente instaurazione di un regime di monopolio e di sfruttamento esclusivo dal punto di vista commerciale; si tratta di un autentico episodio di biopirateria: il trifoglio fu prelevato nell'isola nel 1977 e successivamente sottoposto nei laboratori australiani a manipolazioni genetiche; attualmente la pianta, in quattro varieta', figura come trifoglio australiano, che viene seminato e venduto in tutto il mondo, con notevole indotto finanziario; tra gli acquirenti figurano persino i pastori sardi, che oggi pagano per una risorsa che appartiene alla loro terra; i fenomeni di biopirateria, cioe' la rapina del patrimonio genetico animale e vegetale, sono sempre piu' frequenti e gravi ed indicano forme inaccettabili di neocolonialismo condotte soprattutto a spese degli Stati del sud del mondo, generalmente privi di strumenti anche legislativi per contrastare l'espropriazione di ogni forma di biodiversita', a fini alimentari o farmaceutici; anche l'Italia e' priva di qualunque legislazione tesa a tutelare l'enorme ricchezza del suo patrimonio naturale, a cominciare dal germoplasma straordinariamente vario ed abbondante, ma sinora sottovalutato e non curato; l'atto di biopirateria a spese del trifoglio sardo rivela apertamente la minaccia della politica condotta da poche multinazionali a livello mondiale e finalizzata, attraverso un regime brevettuale del tutto nuovo, a controllare le piante che da sempre, direttamente o indirettamente, sfamano l'umanita'; il nuovo regime dei brevetti che ha permesso l'espropriazione di una pianta italica e' basato sul riconoscimento della proprieta' intellettuale, per venti anni, di piante ed animali modificati, anche marginalmente in laboratorio, attraverso le tecniche dell'ingegneria genetica e divenute monopolio di chi ha condotto tali modifiche; tale regime brevettuale, gia' in auge negli Stati Uniti, in Australia, in Giappone eccetera e' recentemente approdato in Europa, attraverso la direttiva n. 44 del 1998, che pero' non e' stata ancora recepita nella legislazione nazionale di nessun paese membro dell'Unione europea ed anzi e' stata oggetto di ricorso da parte dell'Olanda, con il sostegno dell'Italia e della Danimarca; la direttiva dopo anni di polemiche e di dibattiti e' stata approvata dal parlamento europeo, nonostante i gravissimi problemi di natura etica, sociale, economica, ma anche scientifica ed ambientale, che essa comporta -: quali provvedimenti intendano adottare i Ministri interpellati a tutela del ricchissimo patrimonio di biodiversita' del nostro Paese per impedirne l'espropriazione; se non ritengano, in sede di revisione del Wto, accordo mondiale del commercio, prevista per la fine del mese di novembre negli Stati Uniti, di sostenere con forza una posizione tesa a contrastare le inaccettabili forme di monopolio sulla vita, legittimate dal nuovo regime dei brevetti biotecnologici; se non intendano sostenere le ragioni dei paesi del terzo mondo in cui sono vivi il malessere e la mobilitazione contro la politica della pirateria genetica condotta sui loro territori; se non intendano dunque battersi per un regime brevettuale che sappia riconoscere il lavoro e i diritti intellettuali ma che non possa configurare nessuna forma di appropriazione di risorse naturali essendo le ricchezze del pianeta un bene dell'umanita' e degli ecosistemi. (2-01993)