Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERPELLANZA 2/02004 presentata da RABBITO GAETANO (DEMOCRATICI DI SINISTRA - L'ULIVO) in data 19991019
I sottoscritti chiedono di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri e il Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica, per sapere _ premesso che: e' opportuno che la privatizzazione del Mediocredito Centrale s.p.a. e del Banco di Sicilia avvenga con scelte e modalita' che non contraddicano o non risultino incoerenti con: le priorita' di riforma, di riequilibrio e di coesione territoriale e sociale, assegnate al patto per l'occupazione e per lo sviluppo e alla politica economica nazionale; la crescita degli investimenti, la creazione di nuova impresa e di nuova occupazione nel Mezzogiorno; l'esigenza di un approccio innovativo alle politiche del credito, capace di assicurarne la coerenza con gli obiettivi di sviluppo e pertanto di scongiurare il dirottamento del risparmio meridionale verso le zone economicamente piu' sviluppate del Paese, come e' avvenuto in precedenti acquisizioni di banche meridionali da parte di istituti di credito del Nord; i risultati gia' conseguiti e le prospettive aperte dall'impegno del Mediocredito Centrale e del Banco di Sicilia nel finanziamento delle infrastrutture, nel supporto progettuale e finanziario ad iniziative che utilizzino fondi comunitari, nell'attivita' di istruttoria ed assistenza di patti territoriali e contratti d'area e, piu' in generale, nelle iniziative di programmazione negoziata e di sviluppo locale; il piano industriale predisposto con l'ingresso di Mediocredito Centrale nel capitale del Banco di Sicilia, sulla base del quale nel corso del 1998 si e' realizzata una consistente riduzione del costo del lavoro al Banco di Sicilia, anche attraverso l'esodo di 1750 dipendenti; la rigorosa ottemperanza degli obiettivi di "rafforzamento patrimoniale" e di "sviluppo imprenditoriale di Mediocredito Centrale", esplicitamente citati dal bando di gara pubblicato in data 11 settembre 1999 quali vincoli imprescindibili per la scelta del o dei partner bancari che entreranno nel capitale del Mediocredito Centrale ad esito dell'iter di privatizzazione; l'assoluta esigenza di evitare che i limiti di concentrazione regionale fissati dalla Banca d'Italia e dall'Antitrust vengano superati, e che l'acquirente possa usarli per difendere le proprie presenze sul territorio a scapito di quelle del Banco; la necessita' di una positiva conclusione della procedura d'infrazione aperta dall'Unione Europea nei confronti dell'Italia per aiuti di Stato al Banco di Sicilia, positiva conclusione possibile solo condizioni di effettiva trasparenza verso il mercato che si sapranno garanti e nelle procedure di privatizzazione dell'Istituto che controlla il Banco di Sicilia; gli acquirenti ed i piani industriali presentati devono offrire garanzie sulla loro capacita' effettiva di: non contrapporre la creazione di valore agli impieghi per lo sviluppo; valorizzare il Banco di Sicilia senza snaturarne l'identita' territoriale e il rilancio avviato con il risanamento; rafforzare patrimonialmente e promuovere lo sviluppo imprenditoriale del Mediocredito Centrale; ad avviso degli interpellanti le possibilita' di un azionariato diffuso sono in partenza e a sufficienza garantite dal concorrere delle seguenti condizioni: la capillarita' della rete distributiva del Banco di Sicilia sul suo territorio di riferimento, nonche' dei collegamenti acquisiti dal Mediocredito Centrale nella sua pluriennale attivita' di finanziamento alle imprese e agli enti locali; l'elevato numero di sportelli e di soci delle banche che hanno gia' formulato un'offerta congiunta per il 30 per cento del capitale del Mediocredito e che vantano un radicamento particolare nelle zone tra le economicamente piu' avanzate del centro-nord (cio' che tra l'altro _ qualora la loro offerta non fosse indebitamente ostacolata _ determinerebbe la creazione in un polo bancario di rilevanza nazionale); in una comunicazione riportata dai mezzi di informazione, a nome del Ministero del Tesoro, gli advisors Credit Suisse, First Boston e J.P. Morgan hanno voluto il 14 ottobre 1999 alterare le condizioni fissate dal bando pubblicato in data 11 settembre 1999, e precisamente "rammentare ai partecipanti alla procedura di privatizzazione" una indicazione che il bando in realta' non contiene, e cioe' la indicazione che "verranno privilegiate le offerte definitive che permettano la dismissione totale della partecipazione del Tesoro nel Mediocredito" e che "le offerte per quote inferiori del capitale del Mediocredito verranno prese in considerazione" soltanto "qualora le offerte per l'intero capitale non rispondano a criteri di convenienza economica e non siano congruenti con gli obiettivi della privatizzazione"; la lettera degli advisors (a quanto risulta non selezionati mediante procedura di gara), oltre a determinare una procedura di cessione totale mediante trattativa privata che rappresenta un unicum nella privatizzazione di aziende bancarie del nostro Paese, oltre a deludere una domanda ampiamente diffusa in Sicilia, impedisce di trarre dalla privatizzazione di Mediocredito Centrale e Banco di Sicilia alcuni dei suoi maggiori benefici potenziali, ossia la determinazione trasparente e con strumenti di mercato del prezzo di vendita (che potrebbe oltretutto portare a maggiori introiti per le casse dello Stato rispetto a quelli ottenibili attraverso la semplice trattativa diretta), l'acquisto di quote azionarie del Mediocredito Centrale _ Banco di Sicilia da parte dei cittadini e il radicamento territoriale del Banco di Sicilia non piu' (come in passato) per tramiti politici, ma attraverso strumenti di moderna democrazia economica; appare opportuno che a gara iniziata non siano alterate le condizioni e le regole inizialmente stabilite, e, precisamente, non siano precluse (o minacciate di essere giudicate come irricevibili) offerte inizialmente dichiarate ammissibili, e affinche' si eviti di fornire ulteriore ragioni alla procedura di infrazione dell'Unione Europea; sarebbe inoltre opportuno coinvolgere in queste scelte la Regione Siciliana, non solo per la speciale attenzione che e' necessario portare all'interesse generale e nazionale del miglior rapporto Stato-Regione Siciliana nelle politiche di risanamento finanziario e di riforme economiche e nelle iniziative per la occupazione e lo sviluppo, ma anche con lo specifico riguardo che e' dovuto alla duplice condizione in cui oggi si trova la Regione Siciliana: di secondo azionista del Banco di Sicilia e di soggetto firmatario degli accordi (da rispettare) sottoscritti il 28 agosto 1997 con il Mediocredito Centrale e con la Fondazione Banco di Sicilia _: quali fini, quali obiettivi e quali strumenti il Governo si sia dato per la privatizzazione del Mediocredito Centrale s.p.a. e del Banco di Sicilia, e se non intenda il Governo esercitare una verifica e una vigilanza continua per garantire che scelte e modalita' della privatizzazione non siano incoerenti o in contraddizione con i criteri indicati in premessa; quali scelte e interventi il Governo intenda quindi operare, quanto a modalita' di dismissione del Mediocredito e a criteri di selezione degli acquirenti, al fine di assicurare che la privatizzazione di Mediocredito Centrale S.p.A., e conseguentemente del 61 per cento del capitale del Banco di Sicilia, non sia lasciata dipendere da una pura e semplice esigenza di cassa o dagli interessi "particolari" che questo o quel grande gruppo potra' manifestare in relazione ai prossimi esiti del sommovimento in atto negli assetti delle proprieta' e dei poteri di controllo in banche e assicurazioni; se il Tesoro non ritenga di dover ancorare la selezione dell'offerta ai parametri prioritari della validita' dei contenuti specifici dei piani industriali presentati e delle caratteristiche dei possibili acquirenti indicati in premessa; se il Presidente del Consiglio e il Ministro del tesoro non ritengano di dover garantire che l"'assistenza" di un "apposito consulente finanziario" per l"'avvio" delle "procedure propedeutiche all'alienazione e per la ricerca di eventuali partner azionari", prevista dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 19 febbraio 1999, venga fornita al Ministero del tesoro in maniera corretta, non esorbiti dal campo suo proprio, non si sostituisca surrettiziamente alle scelte che appartengono al Governo, come sembra nel caso della citata comunicazione degli advisors Credit Suisse, First Boston e J.P. Morgan; quali provvedimenti il Presidente del Consiglio e il Ministro del tesoro ritengano immediatamente capaci di ripristinare pari opportunita' tra tutti i concorrenti alla acquisizione del Mediocredito Centrale o di una sua quota di controllo, e di ripristinare, in particolare, quella modalita' di privatizzazione che gli advisors hanno preteso di cancellare nella citata lettera del 14 ottobre: la acquisizione del 30 per cento della proprieta' di Mediocredito da parte di un gruppo di acquirenti con contestuale collocamento sul mercato tramite offerta pubblica di vendita del restante 70 per cento; quale coinvolgimento in queste scelte sia stato operato o si intenda operare della Regione Siciliana; quale risposta abbiano dato o intendano dare, rispettivamente, il Ministro del tesoro alla lettera inviatagli l'11 agosto 1999 dal Presidente e dall'Assessore al bilancio della Regione Siciliana, onorevole Angelo Capodicasa e onorevole Franco Piro, e il Presidente del Consiglio e il Ministro del tesoro alla successiva lettera dell'11 ottobre 1999 in cui si riafferma la sollecitazione di incontro sulla privatizzazione del Mediocredito Centrale s.p.a. e del Banco di Sicilia, e se non si ritenga tale incontro urgente e utile anche ad evitare l'aggravarsi di divaricazioni come quelle gia' verificatesi recentemente per le modifiche di statuto tra l'azionista Regione Siciliana e gli altri azionisti (Tesoro, Mediocredito, Fondazione). (2-02004)