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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XIII Legislatura della repubblica italiana

INTERPELLANZA 2/02023 presentata da GIOVANARDI CARLO AMEDEO (MISTO) in data 19991025

Il sottoscritto chiede di interpellare i Ministri dei trasporti e della navigazione e dell'ambiente, per sapere - premesso che: il Governo continua a disconoscere la rilevante importanza che riveste la realizzazione del progetto dell'Alta Velocita' in ordine alla vivibilita', alla distruzione di attivita' agricole e produttive (piu' di 250 aziende, solo nel territorio modenese, verranno poste in condizione di chiudere) ed all'abbattimento di fabbricati, ove si consideri che il progetto in argomento ha dimensioni tali da poter essere definito, senza timore di venire smentito, l'opera pubblica decisamente piu' impegnativa e significativa del millennio sia per i rilevanti oneri finanziari, in continua lievitazione, sia per gli effetti devastanti sull'ambiente e sul territorio. E' sufficiente pensare agli effetti derivanti dai campi elettromagnetici e dal pesantissimo impatto acustico su tanta parte della popolazione e sulla fauna del Parco naturale del Secchia attraversato dalla ferrovia; il Governo persevera nel fare "orecchie da mercante", non vuole ascoltare le grida dei cittadini che non riceveranno alcun vantaggio dalla realizzazione di tale mostruosita' e non si avvede (o finge di non avvedersi) che sta per rendersi complice di uno dei piu' vergognosi scandali italiani con uno spreco incommensurabile di risorse; il Governo non si rende conto che il tracciato dell'Alta Velocita' voluto dalla Tav Spa, dalle amministrazioni provinciali e regionali provochera', come effetto indotto, l'abbandono del tracciato storico (su cui continuera' purtroppo a svilupparsi la maggior parte del traffico di persone e di merci) sotto il profilo della manutenzione e dell'adeguamento strutturale ed infrastrutturale alle esigenze ed alle innovazioni tecnologiche del materiale viaggiante; il Governo non si rende conto che il tracciato tanto ostinatamente voluto dall'amministrazione comunale di Modena comporta l'attraversamento della discarica di via Caruso in Modena, su cui gli esperti della commissione Via (Valutazione dell'impatto ambientale) si erano decisamente espressi (il 16 luglio 1998) sottolineando l'estrema pericolosita' del suo attraversamento da parte dell'Alta Velocita'. In sede di Conferenza dei servizi (31 luglio 1998), dopo solo cinque giorni, tutti i problemi e le difficolta' miracolosamente ed inspiegabilmente si dissolsero come neve al sole. Infatti il ministero dell'ambiente diede parere favorevole all'attraversamento limitandosi a prescrivere che "fosse definitivamente chiusa, prima dell'avvio dei lavori di realizzazione della linea ad Alta Velocita', la piattaforma polifunzionale per il trattamento dei rifiuti di via Caruso in tutti i suoi impianti, compreso quello di inertizzazione denominato Soliroc", cioe' quello per i rifiuti tossico-nocivi ed il relativo costosissimo combustore. In sintesi, non si tratta solo di spostare 210.000 metri cubi di rifiuti, ma anche i relativi e costosi impianti. Tuttavia, quello che in questa sede si intende sottolineare non e' tanto lo sperpero di risorse (non costituisce novita' per il cittadino italiano), quanto il rischio effettivo di una catastrofe umana ed ambientale di portata inimmaginabile caratterizzata da contaminazioni, intossicazioni, inquinamento dell'aria e delle falde acquifere. Non si intende fare del facile allarmismo, si vuole invece far notare che, prima di scavare dentro una discarica, bisognerebbe valutare i rischi connessi con la presenza di sacche di percolato e di biogas, giusto quanto sottolineava la relazione della gia' citata Commissione Via. In Francia c'e' stato un caso analogo e furono affrontati pericoli gravissimi e con costi altissimi; la Commissione Via, pervenne alle seguenti conclusioni: "...si ritiene che la soluzione prevista dal progetto presenti caratteristiche di eccezionalita' dalle implicazioni ambientali non ancora completamente conosciute. La realizzazione dell'opera non e' del tutto coerente con la normativa vigente in materia di smaltimento rifiuti. Il progetto potrebbe quindi determinare condizioni di elevata criticita' per l'ambiente senza che, allo stato delle conoscenze e delle informazioni prodotte dal proponente (cioe' da Cepav) sia dimostrata la compatibilita' ambientale della soluzione proposta". tuttavia, l'amministrazione comunale di Modena ha imposto questa soluzione politica (forse sarebbe meglio dire soluzione irresponsabile e pericolosa e che e' risultata essere un'operazione quanto mai redditizia, a vantaggio ed a favore dell'azienda specializzata nel settore del trattamento dei rifiuti), alla quale il Ministro dell'ambiente si sarebbe piegato obbediente senza piu' nulla obiettare -: se il Governo sia a conoscenza di tutta la problematica che ruota attorno al progetto Alta Velocita', di tutti gli interessi di settore e di partito che esistono in merito all'accaparramento di terreni di alto valore commerciale conseguenti alla dismissione di quelli su cui oggi corre la ferrovia storica (spostamento dello scalo merci e di parte del tratto urbano Rubiera-Madonnina), che verrebbe spostata su altri terreni da espropriare con pochi soldi; se il Governo conosca la pericolosita' intrinseca del tracciato dell'Alta Velocita' in corrispondenza dell'abitato di Campogalliano, dove si concentra una paradossale coincidenza di fattori perturbativi: il raggio di curvatura limitato con conseguente necessita' di sfalsare in quota i binari nel senso della curva, il successivo loro livellamento, la salita su piloni considerevolmente alti, la successiva discesa dai piloni e il contiguo attraversamento della zona di interscambio di Villanova; se il Governo sia a conoscenza del problema dell'attraversamento della discarica modenese poc'anzi delineato; se il Governo conosca i motivi addotti dalle amministrazioni comunale, provinciale e regionale di Modena e dell'Emilia Romagna per ostinarsi contro ogni logica, contro l'interesse dei cittadini, contro la salvaguardia ambientale a fronte dell'incontrovertibile ed inoppugnabile danno economico, ambientale, paesaggistico arrecato al paese, a sostenere ed a imporre che il tracciato sia quello che parrebbe essere ormai adottato; se il Governo sia a conoscenza del fatto che il tracciato storico rimane a tutt'oggi quello che, ove scelto per l'Alta Velocita': presenterebbe indubbi vantaggi di natura economica, in quanto in alcuni tratti e per la presenza di alcuni sottopassaggi e' gia' predisposto per il quadruplicamento della linea; arrecherebbe ridottissimi danni ambientali, per cui l'impatto sarebbe estremamente ridotto, in quanto l'Alta Velocita' correrebbe in corrispondenza di aree gia' sottoposte a servitu'; presenterebbe tempi di realizzazione di gran lunga piu' limitati e ristretti; garantirebbe automaticamente la manutenzione della linea storica ed il suo adeguamento alle mutate esigenze tecnologiche dei nuovi materiali viaggianti; se il Governo, sulla base di quanto finora detto, non ritenga di trovarsi in presenza di illeciti e/o di reati amministrativi, di reati perpetrati contro il patrimonio, contro l'ambiente e contro l'incolumita' dei cittadini; se il Governo intenda disattendere le aspettative di quanti, stanchi di subire soprusi ed imposizioni di ogni genere, vedono portare avanti progetti assurdi e porre in essere latrocini come quello che l'Alta Velocita' si accinge a perpetrare anche ai danni dei cittadini di Modena e della sua provincia; se invece il Governo non ritenga doveroso che venga sottoposta all'attenzione del Parlamento la realizzazione di un'opera pubblica: di portata nazionale; la piu' impegnativa del millennio; la cui valenza e' rilevantissima sotto il profilo finanziario ed ambientale, e al cui ricaduta economica futura rimane discutibile se non passiva, rappresentando il Parlamento la sede naturale ed ottimale, dove un progetto che investe gli interessi di milioni di cittadini, che impegna risorse veramente notevoli e che potrebbe arrecare danni irreversibili al patrimonio ambientale e paesaggistico anche dall'Emilia Romagna, puo' essere esaminato in un'ottica di funzionalita' globale e che puo' garantire la giusta serenita', l'indispensabile obiettivita' e la tanto attesa trasparenza. (2-02023)

 
Cronologia
martedì 19 ottobre
  • Parlamento e istituzioni
    La Camera delibera l'istituzione di una commissione monocamerale d'inchiesta sulle responsabilità relative alla tragedia del Cermis. La commissione presenterà la relazione conclusiva l'8 febbraio 2001 (Doc XXII-bis, n.1).

martedì 26 ottobre
  • Politica, cultura e società
    Al processo All Iberian 1 presso la Corte d'Appello di Milano per illecito finanziamento dei partiti, cadono in prescrizione le condanne di Craxi e Berlusconi.