Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERPELLANZA 2/02030 presentata da MAMMOLA PAOLO (FORZA ITALIA) in data 19991027
Il sottoscritto chiede di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri ed il Ministro dell'interno, per sapere - premesso che: nelle principali citta' italiane le amministrazioni comunali hanno cercato di rimediare alla ormai endemica mancanza di posti parcheggio per le auto, aggravata dall'immobilismo che ha caratterizzato la politica dei comuni nella programmazione e costruzione di nuovi parcheggi, delimitando con strisce blu vastissime aree lungo le strade cittadine destinate a parcheggi a pagamento a tempo; lo strumento dei parcheggi a tempo, di per se' valido ed usato in tutto il mondo occidentale per regolamentare la circolazione dei veicoli, e' stato trasformato pero' da parte di molti comuni in un facile e rapido mezzo per "fare cassa" sono state pertanto introdotte tariffe alte, non modulate in ragione della posizione del parcheggio e dell'ora (come avviene nella maggioranza di altre nazioni europee); le tariffe introdotte, inoltre, come avviene a Roma, ad esempio, prevedono in molte zone della citta' che i parcometri restino in funzione anche in ore serali e notturne, e sono articolate in modo tale per cui la sosta debba essere pagata per un periodo minimo di mezz'ora, in tal modo gli utenti sono obbligati a pagare una cifra eccessiva anche quando utilizzano il posteggio per pochi minuti, non vi sono inoltre vicino ai parcheggi a pagamento, altri parcheggi liberi; a seguito di cio' gli automobilisti italiani sono stati sommersi da una autentica valanga di contravvenzioni anche perche' i comuni si sono avvalsi, per il controllo e la repressione delle infrazioni, vere o presunte, di una nutrita schiera di "ausiliari del traffico", spesso dipendenti delle societa' concessionarie delle aree destinate al parcheggio e quindi mossi piu' che dalla volonta' di far rispettare la legge e l'ordine dall'interesse della propria societa' di guadagnare il piu' possibile; non sempre gli stessi ausiliari sono dotati della esperienza e capacita' necessarie per saper distinguere fra infrazioni reali e presunte (in una trasmissione televisiva di Raitre e' stato citato, ma non come caso limite ma anzi come fatto abbastanza usuale, il caso di un cittadino multato mentre si stava provvedendo dello scontrino di pagamento al parcometro); la stessa legittimazione giuridica degli ausiliari del traffico e' apparsa controversa tanto che a Napoli la Polizia e' intervenuta denunciandoli per "usurpazione di funzione pubblica" e alcuni tribunali si sono pronunciati sulla illegalita' delle multe elevate da tali ausiliari e sulle conseguenti procedure di notifica; la Corte di cassazione ha riconosciuto come valide le multe degli ausiliari del traffico emettendo una sentenza che, secondo il parere di alcuni legali, non avrebbe carattere conclusivo in quanto attribuirebbe agli ausiliari l'esclusiva facolta' di segnalare ai vigili le eventuali violazioni del codice della strada e dei regolamenti comunali nello stretto ambito dei parcheggi, inoltre la stessa sentenza escluderebbe la possibilita' di accettare con valore di prova in contraddittorio con le parti quelle dichiarazioni degli ausiliari che non siano convalidate dai pubblici ufficiali -: quale sia la posizione del Governo circa l'interpretazione del comma 132 dell'articolo 16 della legge 15 maggio 1997, n. 127 che secondo i comuni legittimerebbe la posizione degli ausiliari ma che invece e' stato negata da alcune sentenze di diversi tribunali italiani; se non si ritenga opportuno intervenire sui comuni per indurli - almeno sino a quando, attraverso una lettura chiara ed univoca della citata sentenza della Cassazione e di quelle attese in un futuro abbastanza prossimo, si possa chiarire quale sia la reale portata della legittimazione e dei poteri degli ausiliari del traffico nell'accertamento delle infrazioni, ed il valore probatorio delle loro affermazioni quando venga negata l'infrazione da parte dell'automobilista - a restituire alla esperienza ed alla capacita' di Polizia, Carabinieri e dei Vigili urbani l'esclusiva competenza alla repressione delle infrazioni stradali; se sia allo studio una autonoma iniziativa per una legge interpretativa del comma 132 della legge 127 che consenta al Parlamento di esaminare la posizione degli ausiliari del traffico, con il dovuto approfondimento, per giungere poi ad una chiara lettura della norma ed alla formulazione di una norma interpretativa che permetta di affrontare i problemi della circolazione e della sosta della auto nelle grandi citta' nel pieno rispetto delle procedure formali e sostanziali a garanzia dei cittadini. (2-02030)