Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERPELLANZA 2/02062 presentata da SAONARA GIOVANNI (POPOLARI E DEMOCRATICI - L'ULIVO) in data 19991111
Il sottoscritto chiede di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri, per sapere - premesso che: mercoledi' 10 novembre 1999 il quotidiano Il Sole-24 Ore pubblicava un articolo, firmato da Orazio Carabini, dedicato alla situazione e alla prospettiva dell'Istituto per il Credito sportivo (ICS); il tono iniziale e finale scelto dall'articolista e' ironico e - contemporaneamente - critico. Si legge infatti: "Indovinello: non e' una banca ma e' sottoposto alla vigilanza della Banca d'Italia; e' posseduto da un gruppo di banche ma di fatto appartiene allo Stato; eroga prestiti ma si fa dare garanzie dalle altre banche e lascia fare l'istruttoria sui progetti da finanziare al Coni (...). Opera in modo curioso. Intanto e' di fatto monopolista nel credito agevolato per la costruzione per impianti sportivi. Concede mutui al 2,25-3,25 per cento e la provvista e' in ampia misura garantita dai mezzi propri; una legge del 1983 stabilisce che una quota delle scommesse del Totocalcio finisca in un fondo dell'Ics destinato a promuovere il patrimonio nazionale di impianti sportivi. Questo modo di operare ha determinato una situazione patrimoniale particolare. Gli istituti fondatori hanno investito, nel 1957, 18,5 miliardi. Poi esiste un fondo istituzionale che viene alimentato ogni anno dal Totocalcio per 65-70 miliardi e che oggi vale circa 850 miliardi. Infine, poiche' la gestione e' redditizia (75 miliardi profitti nel 1998) e gli utili non vengono distribuiti, nello stato patrimoniale e' iscritta una riserva di 800 miliardi". E, in conclusione, a commento di una opinione espressa dall'attuale presidente Francesco Trazzi, l'articolista osserva "La liquidazione dell'Ics puo' aspettare"; l'articolo segnala un ventaglio di posizioni diversificate all'interno del Governo, citando orientamenti e atteggiamenti del ministero del tesoro, del ministero delle finanze, del ministero dei beni e delle attivita' culturali; si segnala, altresi', che gli istituti di credito di diritto pubblico promotori dell'Istituto nel 1957 (BNL, Banco di Napoli, Banco di Sicilia, Monte di Siena, Credito, INA, Cassa depositi e prestiti, Banco di Sardegna) hanno chiesto un parere al giurista Sabino Cassese e sono arrivate alla conclusione che il patrimonio va distribuito tra i soci fondatori; si segnala, ancora, che l'orientamento prevalente - rispetto a questo parere - e' diverso sia nel Governo sia nel Coni: ovvero "quei fondi derivano dal Totocalcio e devono tornare al Coni" -: se il Governo condivida le preoccupazioni e/o il tono critico proposto dall'articolista; se e quando il Governo intenda adottare - tra le diverse opinioni presentate e possibili - una decisione, anche in considerazione delle radicali modifiche intercorse dal 1957 ad oggi nella dinamica operativa degli istituti di credito promotori l'Istituto per il Credito sportivo ed, ovviamente, alle dinamiche finanziarie attuali tra concorsi e Coni; quale sara' l'insieme degli indirizzi operativi che il Governo fornira' sulla futura gestione dell'istituto, anche in relazione alla affermazione del Presidente Francesco Trassi: "Non vedo perche' ci si debba preoccupare di una struttura redditizia e ricca di potenzialita': con il nostro patrimonio potremmo raccogliere 50 mila miliardi di obbligazioni e finanziare, per esempio, tutti i progetti legati alla cultura"; quale sia, quindi, lo stato di preparazione del regolamento previsto dal comma 4 dell'articolo 157 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, soprattutto in relazione alle attese e alle esigenze di corresponsabilita' amministrativa di rappresentanti delle regioni e degli enti locali. (2-02062)