Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
RISOLUZIONE IN COMMISSIONE 7/00826 presentata da PECORARO SCANIO ALFONSO (MISTO) in data 19991112
La XIII Commissione, premesso che: e' noto come l'introduzione di organismi manipolati geneticamente in agricoltura possa causare, attraverso l'ibridazione con piante naturali, fenomeni incontrollabili di inquinamento genetico: manifestazioni che si stanno gia' verificando in alcune parti del pianeta, con il rischio progressivo della perdita delle coltivazioni tradizionali e piu' in generale del patrimonio della biodiversita' vegetale. La pratica delle coltivazioni modificate si configura in modo sempre piu' evidente come monopolio da parte di poche societa' multinazionali, le stesse che rilevano le societa' sementiere e che impongono forme di dipendenza ai sistemi agricoli, soprattutto a quelli del Terzo Mondo: un fenomeno di trustee che minaccia le ragioni stesse di un sano sistema di mercato, com'e' particolarmente evidente nella produzione di semi sterili con i brevetti "Terminator" e simili; per garantire una maggiore tutela delle produzioni mediterranee, nonche' dei prodotti a denominazione controllata e' necessario e prioritario un confronto a livello europeo, poiche' la materia commerciale e' di diretta competenza degli organi comunitari; dal 30 novembre al 6 dicembre 1999, a Seattle (Usa), avra' luogo la terza conferenza del World trade organization (Wto), con l'obiettivo primario di rimuovere le barriere alla globalizzazione dei mercati e degli investimenti; in occasione della conferenza World trade organization, si avviera' un nuovo ciclo di negoziati commerciali internazionali, il cosiddeno Millennium round, che riguardera' in modo particolarmente significativo i prodotti agroalimentari; l'agenda della Conferenza di Seattle che i Governi stanno elaborando amplia moltissimo i campi di azione dei precedenti accordi contenuti nel Gatt (General agreement on tariffs and trade), inserendo questioni che riguardano investimenti, regole della competitivita' e competenze governative dei singoli Stati membri; gli intenti dichiarati dei Governi partecipanti sono, in sintesi, finalizzati ad un commercio maggiore; ad un commercio piu' libero attraverso la negoziazione; ad una maggiore regolazione delle politiche commerciali ad una migliore allocazione delle risorse; gli economisti accreditati presso il Wto calcolano che il contributo degli accordi potrebbe portare ad un aumento del volume degli scambi per circa 510 miliardi di dollari entro il 2005; in particolare si discutera' sugli accordi Trips (Trade related aspects of intellectual property rigths), che regolano i diritti sulla proprieta' intellettuale e sui brevetti: cio' incidera' in maniera diretta sulla grande questione della biodiversita'; sul Dsm (Dispute settlement mechanism) che, regolando la soluzione delle controversie commerciali, imporra' le volonta' delle piu' forti lobbies economiche internazionali e dei Paesi piu' ricchi; saranno discussi gli accordi generali su: sanita', telecomunicazioni, agricoltura, pesca, servizi, marchi, eccetera; mentre gli Stati Uniti vorrebbero limitare il nuovo negoziato ai temi dell'agricoltura, dei servizi e della proprieta' intellettuale, l'Unione europea vorrebbe un'agenda piu' ampia, che comprenda temi come gli investimenti e la concorrenza, in una negoziazione onnicomprensiva che appare quantomeno prematura dal momento che non risultano ancora approfonditi temi fondamentali e problematici come quello dell'agricoltura; diversi sono i Paesi che si battono e si batteranno anche a Seattle contro ogni ingerenza delle clausole sociali ed ambientali nei negoziati sulla liberalizzazione del commercio e degli investimenti; l'allarme sulle possibili conseguenze del negoziato di Seattle e' gia' stato lanciato dallo stesso Comitato ambiente che opera all'interno del Wto; il rischio che si profila a Seattle, inseguendo la mondializzazione e la globalizzazione del mercato e della produzione, e' quello di consegnare il nostro futuro nelle mani delle societa' multinazionali che, decidendo liberamente la dislocazione delle loro produzioni nelle diverse aree del pianeta, e seguendo solo le proprie convenienze in termini di profitto possono determinare gravissimi squilibri, economici, sociali e ambientali. Un dato su tutti: sono gia' duecentocinquanta milioni i bambini tra i cinque e i quattordici anni, che lavorano, in molti casi in condizione vicina alla schiavitu', fino a quattordici ore al giorno nei campi, nelle fabbriche o nelle miniere. Secondo il Bureau international du travail 120 milioni sono impiegati a tempo pieno 130 milioni a tempo parziale, di cui centocinquantatre milioni in Asia, 80 milioni in Africa e 17 milioni e mezzo in America Latina; impegna il Governo: ad adoperarsi affinche' il nuovo ordine globale venga organizzato sulla base di regole democratiche ed affinche' gli accordi di Rio de Janeiro - Agenda 21 - Protocollo di Kyoto - Convenzione sulla biodiversita' non siano assunti come riferimento generale, ma siano parte costitutiva dei singoli accordi tecnici che si andranno a discutere; a far si' dunque che il principio della salvaguardia ambientale, della biodiversita', e della legislazione sociale, siano considerati come diritto prioritario rispetto alle applicazioni degli accordi commerciali; ad adoperarsi perche' venga esclusa ogni possibilita' di brevettabilita' della materia vivente, a cominciare dalle piante alimentari che sfamano da sempre l'umanita'; ad adoperarsi perche' si affermi il principio di precauzione, in base al quale ogni nazione puo' rifiutare accordi che la danneggino sul piano della sicurezza alimentare, sanitaria ed ambientale; a fare della sicurezza alimentare un diritto fondamentale di democrazia; a battersi per lo sviluppo delle economie locali, ed in generale per ispirare a principi di equita' i rapporti con il Sud del mondo; ad affermare le produzioni tipiche, patrimonio anche culturale del nostro Paese; a rimuovere gli ostacoli per il benessere deg.i animali; a far si' che il Millennium round di Seattle non si limiti a parlare il linguaggio, apparentemente neutrale, della liberta' dei commerci e della sovranita' dei mercati ma faccia proprio il concetto di clausola sociale ed ambientale, in particolare per quanto riguarda le produzioni agroalimentari. (7-00826)