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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XIII Legislatura della repubblica italiana

MOZIONE 1/00418 presentata da NESI NERIO (COMUNISTA) in data 19991117

La Camera, premesso che: abbiamo assistito negli ultimi anni al propagarsi preoccupante di crisi finanziarie che, sorte nell'area del sud est asiatico, si sono poi trasferite con estrema rapidita' e conseguenze devastanti sulla economia reale nei paesi in transizione dai regimi socialisti, e successivamente sui mercati europei, nordamericani e sudamericani; il volume delle transazioni finanziarie e' cosi' elevato tanto da erodere la capacita' di intervento e di contrasto delle Banche centrali e delle maggiori istituzioni finanziarie internazionali (Imf e Banca Mondiale), in occasione del manifestarsi delle suddette crisi; alla radice di tali fenomeni troviamo una eccessiva liberta' di movimento dei capitali speculativi. Da tale mobilita' e da tali fenomeni di destabilizzazione gli speculatori, che spesso sono gli stessi registi delle crisi, traggono le migliori opportunita' di profitto; il fenomeno speculativo diventa sempre piu' rilevante in un contesto di globalizzazione nel quale le opportunita' derivanti dalla integrazione dei mercati valgono solamente per le maggiori imprese transazionali e solo relativamente al fattore capitale e non anche al fattore lavoro. E come unica conseguenza si ha quella di concentrare sempre piu' la ricchezza nelle mani di pochi percettori trascurando invece il piu' urgente problema di assicurare una piu' corretta ed equa distribuzione delle risorse; quando un fattore, come il capitale, diventa perfettamente mobile, ne consegue un ridimensionamento del ruolo dei Governi nazionali nella programmazione economica. Tale programmazione puo' avere luogo solo se i governi introducono una normativa che favorisca il capitale piu' di quanto gia' non facciano gli altri paesi. Solo cosi' il capitale "rimane" nella economia del paese. Ma cio' alimenta una "corsa al ribasso" che favorisce i titolari delle rendite di capitali a scapito di tutti gli altri soggetti economici; a ragione di tutte queste considerazioni, gia' nel 1971 l'economista James Tobin, premio Nobel nel 1981, ha proposto la istituzione di una imposta sulle transazioni valutarie di natura speculativa al fine di permettere sia alle politiche macroeconomiche nazionali di riappropriarsi della efficacia perduta, sia di ridurre i flussi speculativi nei mercati finanziari stabilizzando ed evitando il manifestarsi di crisi internazionali; la introduzione di una imposta sulle transazioni finanziarie potrebbe, oltre che diminuire il carico fiscale gravante necessariamente sui fattori "non mobili" incapaci di aggirare la tassazione (lavoro e altri fattori produttivi escluso il capitale), fornire altresi' risorse aggiuntive necessarie per affrontare problemi ineludibili di livello internazionale quali la poverta', la cooperazione allo sviluppo, la difesa dell'ambiente; a livello di Ecofin non si e' ancora raggiunto un accordo sulla armonizzazione della tassazione dei capitali a causa del veto espresso dai paesi cosiddetti paradisi fiscali per il trattamento fiscale privilegiato riconosciuto al capitale; impegna il Governo: a prendere una iniziativa volta alla introduzione su scala nazionale, europea ed internazionale, di una imposta ad valorem sulle transazioni finanziarie, da e per l'estero, di valori, titoli o strumenti finanziari comunque denominati, di natura speculativa a breve o a brevissima scadenza, con una aliquota anche molto bassa. L'imposta, configurabile come imposta figurativa di bollo, dovrebbe essere applicata "alla fonte" direttamente dagli intermediari finanziari, dagli istituti di credito e da tutti i soggetti abilitati a porre in essere le suddette transazioni finanziarie. (1-00418)

 
Cronologia
giovedì 11 novembre
  • Parlamento e istituzioni
    Giuliano Vassalli è eletto Presidente della Corte costituzionale

martedì 30 novembre
  • Politica estera ed eventi internazionali
    Si svolge a Seattle la terza Conferenza ministeriale dell'Organizzazione Mondiale del Commercio. I rappresentanti dei 135 Paesi membri si sono riuniti per varare il cosiddetto Millenniun Round, un nuovo negoziato globale per dare regole più certe e trasparenti al processo di mondializzazione dell'economia e degli scambi.