Vai al sito parlamento.it Vai al sito camera.it

Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XIII Legislatura della repubblica italiana

MOZIONE 1/00425 presentata da TATARELLA SALVATORE (ALLEANZA NAZIONALE) in data 19991215

La Camera dei deputati, premesso che: la legge 18 novembre 1998 n. 398, recante disposizioni finanziarie a favore dell'E.A.A.P., prevede che con "regolamento da emanare entro sei mesi dall'entrata in vigore della presente legge, previo parere delle competenti Commissioni parlamentari, sono adottate norme relative all'E.A.A.P. in vista della sua trasformazione in Societa' per Azioni, ai sensi dell'articolo 1, comma 83, della legge 28 dicembre 1995, n. 549, che cosi' recita: "al fine di favorire la privatizzazione ed evitare aggravi per la finanza pubblica, gli enti acquedottistici, di cui all'articolo 10 comma 5, della legge 10 gennaio 1994, n. 36, nonche' quelli regionali e interregionali istituiti con legge statale o regionale sono trasformati con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, sentite le amministrazioni e gli enti competenti, in societa' per azioni"; invece, il Governo ha trasformato l'E.A.A.P. in spa con decreto legislativo 11 maggio 1999, n. 141, senza che ancora oggi sia stato emanato il su richiamato regolamento e ricorrendo a un decreto legislativo in attuazione della legge n. 59 del 1997 sul riordino degli enti pubblici operanti in settori diversi dalla previdenza e dall'assistenza, anziche' seguire la specifica procedura prevista dalla citata legge n. 549 del 1995, richiamata, nel caso dell'E.A.A.P., dalla legge n. 398 del 1998 successiva alla legge n. 59 del 1997; con il decreto legislativo n. 141 del 1999, il Governo non ha tenuto in alcun conto l'ordine del giorno approvato all'unanimita' il 28 maggio 1998 dall'Assemblea del Senato e gli unanimi pareri della Commissione lavori pubblici della Camera, della Conferenza Stato regioni e della Commissione bicamerale ex lege n. 59 del 1997, tutti concordanti nel richiamare le competenze delle regioni in materia di risorse idriche e di servizio idrico integrato, ai sensi della legge n. 36 del 1994 e del decreto legislativo n. 112 del 1998, e nel chiedere la presenza delle regioni e degli enti locali nel capitale sociale e negli organi societari della costituenda spa; la trasformazione in spa e' avvenuta senza peraltro che ancora oggi si conosca il valore del capitale sociale, tanto che l'articolo 3 dello stesso decreto legislativo n. 141 del 1999 prevede alcuni adempimenti per arrivare a determinare detto valore; la scelta del Governo si contrappone in modo insanabile alle indicazioni della Commissione europea XV/B del 24 febbraio 1999 che considerano "contrarie alle norme del trattato di Roma e ai principi della parita' di trattamento, le disposizioni che riservano determinati appalti pubblici alle societa' a prevalente o totale partecipazione statale o pubblica"; nell'attribuire interamente al ministero del tesoro, del bilancio e della programmazione economica le azioni della spa non si e' considerato che una parte del patrimonio dell'ex E.A.A.P. appartiene agli enti locali e alle regioni, che hanno investito ingenti risorse finanziarie nelle reti idriche e nei depuratori, e che con l'articolo 6 della legge 2 maggio 1996, n. 183, sull'intervento straordinario nel Mezzogiorno, furono "trasferite alle Regioni" tutte le opere gia' realizzate e collaudate e ancora gestite dalla Cassa e le opere che saranno successivamente ultimate e collaudate; contro il decreto legislativo n. 441 dell'11 maggio 1999 la regione Puglia ha presentato due ricorsi alla Corte Costituzionale; il 3 settembre 1999 il ministero del tesoro, del bilancio e della programmazione economica ha autorizzato l'Enel ad acquistare l'acquedotto pugliese, l'ente irrigazione e la SOGESID, senza prevedere alcuna gara pubblica e senza che ancora sia stato accertato il valore del patrimonio sociale dell'Acquedotto Pugliese; con la suddetta iniziativa e' stato tra l'altro disatteso l'accordo di programma tra regione Puglia e Basilicata e ministero dei lavori pubblici del 5 agosto 1999, considerato tra l'altro che le due regioni non sono state nemmeno informate preventivamente della decisione del Ministro; il Commissario responsabile per il mercato interno Fritz Bolkestein, rispondendo ad una interrogazione, ha affermato che "saranno chieste le informazioni al Governo nazionale italiano per valutare la compatibilita' dell'operazione con il diritto comunitario in materia di appalti pubblici e sara' valutato se l'operazione del Governo italiano rispetta le disposizioni comunitarie"; il Governo ha anche predisposto una proposta di decreto legislativo per la trasformazione in spa dell'ente irrigazione di Puglia, Lucania e Irpinia, che prevede come prima ipotesi l'attribuzione delle azioni interamente al ministero del tesoro, del bilancio e della programmazione economica, analogamente a quanto avvenuto per l'ex E.A.A.P.; la proposta e' stata bocciata dalla Conferenza Stato-regioni, mentre la Commissione bicamerale ex lege n. 59 del 1997 ha espresso nel merito consistenti e unanimi rilievi sottolineando, tra l'altro, la violazione delle leggi n. 36 del 1994 e del decreto legislativo n. 112 del 1998, relativamente alle competenze delle Regioni, e chiedendo l'assegnazione del 60 per cento del patrimonio sociale alle regioni Puglia e Basilicata; il regolamento, previsto dall'articolo 3 della legge 18 novembre 1998, n. 398, doveva anche disciplinare la riscossione delle entrate dell'E.A.A.P. e le modalita' di versamento delle medesime da parte degli utenti, secondo criteri gia' stabiliti dallo stesso articolo 3 (riscossione diretta da parte dell'Ente, pagamenti in quattro rate trimestrali); invece, l'Acquedotto, Pugliese ha affidato la riscossione dei canoni alla Banca di Roma e piu' in particolare ad una societa' da questa controllata, senza che da parte del ministero competente siano stati avanzati rilievi nei confronti dell'amministratore unico dell'Acquedotto Pugliese; rilevato: da quanto innanzi evidenziato emerge, tra l'altro, uno "strappo istituzionale e costituzionale" nei rapporti tra Governo e Parlamento; e' necessario recuperare un corretto rapporto, che deve passare anche attraverso il rispetto della volonta' del Parlamento, impegna il Governo: a rivedere i provvedimenti gia' adottati o in itinere, relativi all'Acquedotto Pugliese e all'Ente Irrigazione di Puglia, Lucania ed Irpinia, seguendo le unanimi indicazioni espresse dalla Commissione Bicamerale ex lege n. 59 del 1997. (1-00425)

 
Cronologia
sabato 4 dicembre
  • Parlamento e istituzioni
    Muore a Rona Nilde Iotti, già Presidente della Camera dei deputati.

sabato 18 dicembre
  • Parlamento e istituzioni
    Approvata la legge finanziaria. Il Presidente del Consiglio D'Alema annuncia le sue dimissioni, si dice contrario a elezioni anticipate e chiede un «chiarimento radicale e immediato» tra le forze della maggioranza di governo.