Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/27754 presentata da ZACCHERA MARCO (ALLEANZA NAZIONALE) in data 20000111
Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro dell'interno. - Per sapere - premesso che: l'interrogante ha presentato sia nella precedente che nell'attuale legislatura delle proposte di legge per l'istituzione a Stresa (provincia del Verbano Cusio Ossola) di una casa da gioco, il cui iter legislativo non e' sostanzialmente decollato anche per una evidente volonta' governativa di non concedere deroghe all'apertura di nuovi casino'; l'Anci (Associazione nazionale comuni d'Italia) per il tramite anche di associazioni consociate promuove unitariamente azioni da parte dei comuni interessati per ovviare all'incredibile disparita' di trattamento tra localita' che possono tenere aperti casino' ed altre che, pur avendone logici e similari requisiti, ne vengono escluse; in data 1^ ottobre 1999, il ministero dell'interno comunicava al sindaco di Stresa - che l'aveva richiesta - che "non puo' essere autorizzata l'apertura di una casa da gioco con provvedimento amministrativo di questo Ministero, bensi' solo da un'apposita norma di legge che deroghi espressamente dal divieto di gioco d'azzardo posto dagli articoli 718 e seguenti codice penale; contro questa delibera ministeriale il comune di Stresa ha promosso un ricorso straordinario al Capo dello Stato; piu' volte la stessa Corte Costituzionale ha richiamato invano il Governo a procedere a fissare una normativa organica dell'intero settore, anche perche' da una parte vieta nuovi casino', ma dall'altra trae indubbi ed importanti benefici economici da giochi e lotterie che al cittadino danno ben minori possibilita' di vincite, cosi' come viene tollerata la proliferazione senza controllo alcuno di migliaia di macchinette "mangiasoldi" nei bar e nei locali pubblici -: con quale autorizzazione ed in base a quale norma di legge il Ministero dell'interno tolleri l'esercizio di alcune case da gioco in Italia e, nel caso di Venezia-Mestre, abbia concesso l'anno scorso l'autorizzazione all'apertura, di fatto, di un nuovo casino'; perche' il ministero ed il Governo insistano a non voler affrontare questo problema perpetuando una palese discriminazione ed ingiustizia, senza volersi rendere conto che, cosi' facendo, non fanno che tutelare da una parte i diretti interessi monopolistici di alcune citta' e dall'altra consegnare a nazioni confinanti (come la Svizzera, nel caso di Stresa) la possibilita' di raccogliere sostanziosi profitti ai danni dei cittadini italiani e delle localita' di frontiera. (4-27754)
In Italia non esiste una disciplina legislativa generale sul gioco d'azzardo, il cui esercizio e' vietato dagli artt. 718 e segg. del codice penale. Le case da gioco, attualmente operanti, sono state istituite con particolari e autonomi atti legislativi statali. Tali provvedimenti - detti di 'jus singulare' - ribadendo il divieto posto dalla legge penale, hanno legittimato singoli comuni, in via eccezionale ed in vista di finalita' pubbliche di speciale rilievo, all'esercizio di tali attivita'. (R. decreto-legge 22/12/1927, n. 2448, convertito in legge 27/12/1927, n. 3125 per il comune di San Remo; R. decreto-legge L. 2/3/1933, n. 201, convertito in legge 8.5.1933, n. 505 per il comune di Campione d'Italia; R. decreto-legge 16/7/1936, n. 1404, convertito in legge 14/1/1937, n. 62, per il comune di Venezia; i provvedimenti legislativi statali recanti la regolamentazione dei rapporti finanziari con la regione Valle d'Aosta - in particolare l'articolo 2, lett. a) della legge 6/12/1971, n. 1065 - per il casino' di Saint Vincent). Non e' quindi, possibile - come anche nel caso del comune di Stresa menzionato dall'interrogante - autorizzare in via amministrativa l'istituzione di una casa da gioco, in assenza di una disposizione legislativa 'ad hoc' di specifico contenuto derogatorio rispetto ai rigori imposti dalle norme penali vigenti. Per quanto concerne, poi, il casino' di Venezia, in attuazione delle predette disposizioni contenute nel R. decreto-legge 16/7/1936, n. 1404, convertito nella legge 62/1937, esso e' stato autorizzato con decreto ministeriale del 30 luglio 1936. Con nota in data 29 ottobre 1998, il Ministero dell'interno ha concesso la richiesta autorizzazione a trasferire temporaneamente una parte dei giochi d'azzardo dalla sede di Ca' Vendramin Calergi ad altro immobile sito in Venezia, localita' Ca' Noghera, precisando che l'autorizzazione stessa veniva rilasciata per il solo periodo di tempo strettamente necessario per l'ultimazione dei lavori gia' in corso nell'attuale sede invernale della casa da gioco. Veniva, altresi', precisato che il provvedimento ministeriale era emanato 'a condizione che l'esercizio dei giochi tassativamente indicati nella richiesta sia affidato alla stessa Societa' che gestisce la casa da gioco, con divieto, quindi, di qualsiasi forma di subentro totale o parziale nella gestione stessa, e che l'immobile destinato provvisoriamente ad ospitare i giochi sia provvisto di tutti i requisiti di legge'. Il provvedimento autorizzatorio e' stato adottato anche in forza del decreto ministeriale del 27.12.1957, con il quale era stato disposto che l'esercizio della Casa da gioco avesse luogo nella sede costruita dal comune al Lido di Venezia con la precisazione che il predetto Casino' nei mesi da ottobre a marzo poteva essere spostato in Venezia citta' con l'autorizzazione del Ministero dell'interno o, per sua delega, dal prefetto di Venezia, nella sede di Ca' Vendramin Calergi o in altra previamente approvata dalla predetta autorita'. Alla luce delle suesposte precisazioni, puo' senz'altro affermarsi che l'autorizzazione all'apertura della sede temporanea di Ca' Noghera e' stata concessa nel rigoroso rispetto della 'ratio' della norma legislativa che da facolta' al Ministero dell'interno di autorizzare, 'anche in deroga alle leggi vigenti', l'istituzione di una casa da gioco da parte del comune di Venezia (il piu' volte citato R. decreto-legge 16.7.1936, n. 1404). Da ultimo per cio' che riguarda il problema della possibile apertura di nuove case da gioco in Italia - che, secondo l'interrogante il Ministero dell'interno e il Governo ...'insistono a non volere affrontare...' - si e' dell'avviso che la questione andrebbe esaminata nel quadro piu' ampio dell'emanazione di una disciplina organica della materia delle case da gioco, disciplina di cui si avverte ormai urgente bisogno. Peraltro, alla luce degli orientamenti piu' recenti sembrano persistere ancora notevoli perplessita' di merito in ordine alle iniziative tendenti all'istituzione di nuovi casino'. Il Sottosegretario di Stato per l'interno: Severino Lavagnini.