Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/07160 presentata da MITOLO PIETRO (ALLEANZA NAZIONALE) in data 20000111
Al Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato. - Per sapere - premesso che: presso la Camera di commercio industria, artigianato e agricoltura di Bolzano, risulta da un'inchiesta giornalistica condotta dal quotidiano Alto Adige (edizione 8 gennaio 2000 e seguenti), che sono depositati dei registri di imprese (ad uso esclusivamente interno alla stessa Camera di commercio e quindi non accessibili al pubblico, il che significa de facto "secretati") in cui e' indicata del tutto arbitrariamente e apparentemente senza ragione l'appartenenza dei singoli iscritti (nei due casi presi in esame gli artigiani e i commercianti operanti in provincia di Bolzano) ai gruppi linguistici italiano o tedesco. Il tutto avviene con l'indicazione a fianco del nominativo di una "I" (per italiano) o di una "D" per (deutsch=tedesco), segni per i quali le autorita' della Camera di commercio, interpellate, non hanno saputo fornire sufficienti e convincenti spiegazioni; l'episodio appare tracciare una sottile linea di demarcazione fra settore artigiano e commerciale "italiano" e settore artigiano e commerciale "tedesco", con una semplificazione sconcertante ma soprattutto di difficile interpretazione; il caso dimostra di essere piu' complesso di come puo' apparire a prima vista figurando in questi elenchi anche commercianti o artigiani apparentemente (perlomeno da un esame sommario di nome e cognome) di lingua tedesca pur essendo indicati come "italiani". Cio' avviene con frequenza preoccupante soprattutto nei comuni della periferia altoatesina dove appare cosi' sopravvivere (ad uso e consumo delle statistiche) una percentuale modesta ma significativa di imprese "italiane" quando esse risultano palesemente essere riconducibili a commercianti o artigiani di chiara estrazione linguistica tedesca. Risulta quindi palesemente falsato il dato sino ad oggi fornito riguardo la presenza economica "italiana" in Alto Adige che risulta negli ultimi anni ridottasi (e i dati frutto dell'inchiesta lo confermano pienamente) a pochi punti percentuali rispetto alle dimensioni originarie di significativa importanza di soli venti o trenta anni fa; notoriamente l'economia altoatesina risulta sorretta in modo consistente ed anomalo dalla mano pubblica che procede, in determinati comparti, ad una suddivisione delle risorse anche sulla base di considerazioni legate ad un equilibrio (nel sostegno pubblico) fra centro e periferia ma anche fra gruppi linguistici diversi. Si ricercano ora le ragioni confessabili o inconfessabili della suddivisione delle imprese artigiane o commerciali fra "italiane" e "tedesche". E ancora piu' della singolare esistenza di un forte numero di imprese figuranti "italiane" nei tabulati interni della Camera di commercio pur trattandosi di imprese apparentemente riconducibili ad ambienti di lingua tedesca. Per esempio in Valle Aurina risultano dichiarati di lingua italiana, al censimento linguistico del 1991, solo 27 cittadini del Comune ma incredibilmente ben otto "italiani" sono indicati nello stesso Comune come "artigiani" pur avendo sette di essi nome e cognome senza ombra di dubbio palesemente "tedeschi", indicatore di non secondaria importanza, soprattutto per motivi socio-demografici, nella periferia altoatesina; due conclusioni che possono essere tirate riguardano la voluta e a questo punto sospetta artificiosita' del dato che tende a dimostrare una presenza "italiana" che invece e' del tutto virtuale nell'economia, presenza virtuale che ha sostituito nel tempo una presenza solo fino a pochi anni fa (venti o trenta) "reale" e ben consolidata ma oggi ridotta all'agonia; la seconda conclusione riguarda il sospetto di una suddivisione etnica nelle liste di artigiani e commercianti utile a "pilotare" su base etnica (o su finti parametri etnici) le risorse finanziarie a vario titolo poste a disposizione della provincia di Bolzano o di altre istituzioni pubbliche a sostegno dell'economia altoatesina -: se non si ritenga che la schedatura etnica dei commercianti e degli artigiani altoatesini e la predisposizione di elenchi distinti e separati presso la Camera di commercio di Bolzano leda il principio dell'uguaglianza dei cittadini precostituendo una arbitraria distinzione linguistica fra operatori economici aventi pari dignita'; se non intenda intervenire per comprendere le ragioni della schedatura etnica dei commercianti e degli artigiani altoatesini e le ragioni della stessa anche per fugare i ragionevoli dubbi espressi da molti, e riportati dalla stampa locale, per cui l'arbitraria distinzione sia finalizzata a pilotare nel senso voluto i flussi di provvidenze e sovvenzioni a sostegno dei due settori economici altoatesini. (5-07160)