Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/27774 presentata da BERSELLI FILIPPO (ALLEANZA NAZIONALE) in data 20000112
Al Ministro delle finanze. - Per sapere - premesso che: il consiglio comunale di Mesola (Ferrara) in data 6 dicembre 1999 ha approvato all'unanimita' un ordine del giorno in cui, presa conoscenza del piano E.T.I. per la ristrutturazione produttiva e commerciale delle attivita' dell'ex gestione Monopoli di Stato, nel quale, tra l'altro, e' prevista la soppressione della Manifattura dei Mesola, rilevata tra le finalita' del piano la necessita' di rendere efficiente sul piano economico-produttivo l'intera gestione aziendale, con rispetto prioritario di realta' socio-economiche 'deboli', considerato che la chiusura della Manifattura di Mesola, prevista per il 31 dicembre 2000, arrecherebbe immediato e grave danno alla debole economia del territorio del Basso ferrarese che vede nella Manifattura Tabacchi un polo economico di primissimo ordine, e poiche' la regione Emilia-Romagna nei propri programmi d'area ha ritenuto prevedere l'inclusione del comune di Mesola quale zona di riferimento per investimenti tendenti a creare possibilita' occupazionali, per delocalizzare imprese produttive da 'aree sature' dell'asse emiliano (Bologna e Modena in principal modo) mentre il piano dell'E.T.I. va nella direzione opposta ai piani regionali, mentre, con aumento dei volumi produttivi - garantiti prioritariamente a Mesola - ed investimenti tecnologici adeguati, si potrebbe consentire di continuare la produzione anche presso la Manifattura mesolana, si deliberava di chiedere ai ministeri delle finanze e al ministero dell'industria e alla regione Emilia-Romagna di farsi carico della garanzia occupazionale per la Manifattura di Mesola, previo aumento dei volumi produttivi regionali, garantiti prioritariamente per la Manifattura di Mesola e si auspicava che alla trattativa del piano regionale per il tabacco, venga tenuto conto della necessita' di investimenti tecnologici utilizzando strumenti agevolativi e finanziari (comunitari e non) che consentano una produzione economicamente vantaggiosa per garantire continuita' produttiva che preveda anche l'eventuale potenziamento della fabbrica -: quale sia il suo pensiero in merito a quanto sopra e quali urgenti decisioni intenda adottare al riguardo. (4-27774)
In merito alla problematica sollevata dall'interrogante riguardante, in particolare, la Manifattura di Mesola va, preliminarmente, ricordato che il Piano di ristrutturazione dell'ETI, i cui obiettivi e linee guida sono stati approvati all'unanimita' dal Consiglio di Amministrazione dell'Ente (i componenti del quale sono stati nominati con Decreto Interministeriale del 23 dicembre 1998) nella seduta del 4 ottobre 1999, e' finalizzato ad allineare l'Azienda ai livelli di produttivita' e redditivita' dei principali competitori presenti nello scenario europeo, attraverso una incisiva razionalizzazione vuoi delle strutture di produzione che di quelle della distribuzione. Il Piano cosi' delineato individua un'impresa che nella sua situazione a regime risultera' fondata sulle attivita' 'core' dei prodotti da fumo e della distribuzione, con indicatori di produttivita' e di redditivita' concorrenziali e sostenibili nel tempo tali da soddisfare le attese del mercato e dei portatori d'interesse, nonche' a garantire stabili livelli di occupazione. Per quanto riguarda, in particolare, l'identificazione dei siti produttivi in cui concentrare e razionalizzare la produzione di tabacco lavorato e di sigari, l'ETI ha adottato una griglia comparativa di criteri oggettivi di valutazione aventi riguardo - fra l'altro - alla loro ubicazione geografica, alle effettive potenzialita' produttive ed alla logistica dei collegamenti infrastrutturali. Tutto questo nell'ambito dei volumi produttivi che l'ETI e' ragionevolmente in grado di collocare sul mercato dopo un fin troppo lungo periodo di crisi a cui il nuovo assetto deve porre rimedio, creando le condizioni per il rilancio di un polo produttivo nazionale. La prima proposta di piano e' stata sottoposta al vaglio delle organizzazioni sindacali, a cui e' seguito un esame dettagliato dei problemi. Sulla base di questo confronto l'ETI, cercando di tenere conto delle osservazioni raccolte, ha avanzato una seconda e piu' aggiornata proposta di piano che ritiene comunque rispondere al criterio di economicita' e redditivita' della futura ETI S.p.a e quindi in grado di dare le necessarie garanzie per il futuro dell'azienda come deriva dal mandato ricevuto dal Governo. Il confronto con i sindacati e' proseguito e sembra essere ormai in fase conclusiva e il Ministero ha avviato, in rapporto a questo, tutte le iniziative necessarie per avere un quadro definitivo di utile ricollocazione di tutto il personale che l'ETI non utilizzera'. A tal fine, si precisa che tutto il personale in esubero, secondo quanto previsto dal decreto legislativo n. 283/98, istitutivo dell'ETI, non subira' alcun depauperamento della propria posizione lavorativa, tenuto conto che ha diritto di essere riammesso, anche nei sette anni successivi alla data di trasformazione dell'Ente in societa' per azioni, nei ruoli dell'Amministrazione finanziaria e in quelli di altre pubbliche Amministrazioni. A questo vanno aggiunte le iniziative di valorizzazione dei siti dismessi al fine di creare nuova occupazione nelle localita' coinvolte. A questo e' finalizzato il protocollo di accordo raggiunto tra l'ETI e Sviluppo Italia. Fermo restando che non e' compito del Governo entrare nel merito delle singole scelte del piano industriale comprese le localizzazioni, che sono competenza dell'ETI, va sottolineato che gli esiti che si vanno delineando sono il frutto di una trattativa nazionale complessiva con i sindacati. L'ETI in sede di conclusione di questa fase dovra' rispondere al Governo in relazione all'adempimento del mandato che ha ricevuto di dare vita ad un'azienda produttiva ed efficiente, in grado di stare sul mercato. Il Ministro delle finanze: Ottaviano Del Turco.