Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/27770 presentata da BONATO FRANCESCO (MISTO) in data 20000112
Ai Ministri dell'ambiente e della sanita'. - Per sapere - premesso che: il 17 dicembre 1999, un incendio e' scoppiato nei locali del laboratorio CNR del Consorzio Rfx, Reversed Field Project, sito a Camin (Padova); sembra che il laboratorio avesse una capacita' di calore di 3 milioni di gradi centigradi, per ricerche scientifiche con utilizzo di materiali pericolosi, tra cui il mercurio; non si conoscono la natura e la quantita' dei materiali andati combusti in attesa del controllo dei periti del Pubblico Ministero (che ha concesso sei mesi di tempo per completare tutta la perizia), stime ufficiose calcolano in 30 litri le quantita' di mercurio incendiato, su un totale presumibile di 1300 kg (dato riportato dalla stampa locale), custoditi - sembra - in 'ampolle' di acciaio (interruttori), oltre a 15 mila kg di olio organico per condensatori (Fenil e Xenil etano), imprecisate quantita' di piombo dei condensatori, guaine e altro materiale plastico in PVC; resta tuttora indeterminata l'area di ricaduta dei fumi e di deposizione al suolo del materiale volatile, ne' e' dato sapere se siano state effettuate rilevazioni fotografiche da elicottero e da satellite, rilevazioni empiriche con la rete di deposimetri e, a media-lunga distanza di tempo, sui licheni; in mancanza di una mappa della probabile ricaduta dei fumi, le autorita' sembrano limitarsi per le loro rilevazioni alle aree interne all'edifico CNR e a quelle immediatamente adiacenti e, d'altra parte, nessun prelievo sembra essere stato effettuato sulla caligine depositata sui tralicci dell'alta tensione, sui tetti e sugli edifici, che avrebbero potuto servire a stimare le quantita' e le qualita' dei microinquinanti volatilizzati; le prime analisi effettuate hanno rilevato una presenza di mercurio, nelle acque di fognature del CNR e nei canaletti di irrigazione, a norma di legge: tutte le dichiarazioni ufficiali da parte delle pubbliche autorita' considerano questi dati tranquillizzanti per la salute pubblica; il decreto-legge n. 152 del 1999, nella tabella in allegato 5) stabilisce il limite massimo di scarico in fognature e in acque superficiali, per quanto riguarda il mercurio, pari a 0,005 milligrammi per litro; vi e' il pericolo che la maggior parte dei quantitativi di mercurio sia finita dispersa in atmosfera, evaporando a poche centinaia di gradi e quindi trasportata dal vento e dalle particelle di carbonio prodotte dalla combustione: in questo modo una vasta area circostante potrebbe essere stata contaminata; nessun piano di sicurezza e di informazione, rivolto ai cittadini della zona, e' mai stato predisposto prima e dopo l'incidente, nonostante gli obblighi previsti dalle leggi Severo -: quali interventi siano stati predisposti, visti i pericoli gravissimi incorsi durante e dopo l'incendio, a tutela della salute pubblica; quali informazioni siano in possesso sulla natura e sulla quantita' di materiale combusto; quali azioni intendano intraprendere verso le autorita' preposte alla sicurezza e alla salute pubblica, affinche' siano assicurate analisi, perizie ed interventi efficaci ed efficienti, per garantire trasparenza e verita' sull'accaduto, per assicurare immediate operazioni di bonifica, per dotare la zona industriale di Padova di un piano di sicurezza, di informazione, di monitoraggio permanente e di strumenti di pronto intervento, come previsto dalla cosiddetta 'Severo 2'; se corrisponda al vero che il laboratorio, non essendo classificato come 'impianto industriale', non debba sottostare alle prescrizioni del decreto del Presidente della Repubblica n. 175 del 1988 e della legge n. 137 del 1997, in materia di sicurezza sui grandi rischi; se siano state rispettate, all'interno del laboratorio in questione, le norme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro previste dalla legge n. 626. (4-27770)