Vai al sito parlamento.it Vai al sito camera.it

Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XIII Legislatura della repubblica italiana

INTERPELLANZA 2/02164 presentata da NAPOLI ANGELA (ALLEANZA NAZIONALE) in data 20000117

La sottoscritta chiede di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri e il Ministro della pubblica istruzione, per sapere - premesso che: in data 26 maggio 1999 ed in data 3 agosto 1999 le organizzazioni sindacali Cgil, Cisl, Uil e Snals hanno sottoscritto il contratto collettivo nazionale di lavoro relativo al quadriennio normativo 1998-2001 ed al biennio 1998-1999 del comparto 'scuola' nonche' il contratto collettivo nazionale integrativo; l'articolo 29 del contratto collettivo nazionale di lavoro e l'articolo 38 del contratto collettivo nazionale integrativo prevedono un trattamento economico accessorio connesso allo sviluppo della professione docente, per i docenti con contratto a tempo indeterminato con almeno 10 anni di effettivo servizio di insegnamento dalla nomina in ruolo e per gli educatori dei convitti e degli educandati in possesso del medesimo requisito di servizio; le risorse stanziate dal C.c.n.l. prevedono di assegnare un trattamento economico accessorio corrispondente ad una maggiorazione pari a lire 6.000.000 annui lordi a 150.000 docenti, corrispondenti ad una percentuale pari al solo 20 per cento complessivo degli insegnanti con contratto a tempo indeterminato in servizio in ciascuna provincia al 31 dicembre 1999; il comma 5 del citato articolo 38 del C.c.n.l. prescrive che la maggiorazione retributiva in questione e' assegnata ai docenti che, nel limite del 20 per cento abbiano superato una 'procedura concorsuale selettiva', la cui indizione era prevista entro il 15 novembre 1999 attraverso l'emanazione di una ordinanza ministeriale; il comma 7, sempre del citato articolo 38, delega ancora al Ministro della pubblica istruzione le predisposizione della griglia strutturata riguardante gli elementi di giudizio per la valutazione; il Ministro della pubblica istruzione ha indetto il concorso con notevole ritardo, rispetto ai tempi previsti dal contratto, e non con un'ordinanza ministeriale, cosi' come avviene per tutti i concorsi, bensi' con il decreto ministeriale n. 319 del 1999 con il quale stranamente ha delegato un dirigente all'adozione di tutti i provvedimenti connessi all'attuazione dell'articolo 38, del C.c.n.l.; il provvedimento non e' stato neppure sottoposto al vaglio della Corte dei conti giacche' lo stesso e' stato definito dal ministero della pubblica istruzione 'procedura finalizzata all'assegnazione del trattamento economico necessario' e non, quindi, concorso; la stessa procedura concorsuale prevista nel C.c.n.l. e nel C.c.n.i., sottoscritti dalle organizzazioni sindacali Cgil, Cisl, Uil e Snals, appare all'interrogante incostituzionale, sbagliata, iniqua e controproducente; la presenza, infatti, di elementi discriminatori nei criteri di selezione previsti dal concorso indetto dal dicastero della pubblica istruzione, provochera' un trattamento, che, come giustamente ha fatto notare Vincenzo Caianello, presidente emerito della Corte costituzionale, potrebbe entrare in contrastro con l'articolo 3 della nostra Carta costituzionale; la mancanza di un criterio nazionale uguale per tutti certamente non individuera' i docenti 'migliori', lasciando, peraltro, fuori numerosi e validi insegnanti di ruolo che non potranno rientrare nella fetta del 20 per cento prevista dal contratto; il megaconcorso dovrebbe avere, secondo una prima stima effettuata dal ministero della pubblica istruzione, circa 530 mila potenziali candidati, ma solo 150 mila di questi, cioe' quasi 1 su 3, saranno soddisfatti, mentre l'immagine professionale del restante 80 per cento pur se meritevole, verra' 'distrutta' sia nell'ambito della singola istituzione scolastica sia in quello della singola provincia; qualsiasi prova concorsuale dovrebbe essere finalizzata ad individuare professionalita' piu' elevate per svolgere funzioni piu' complesse, mentre la prova concorsuale in argomento manterra' lo status di docente di ruolo gia' in possesso prima della partecipazione al concorso in questione, senza alcuna prospettiva di carriera; l'interrogante ha sempre evidenziato che l'attuazione delle innovazioni in materia di istruzione puo' avvenire solo privilegiando il merito, la qualita', la preparazione individuale e l'impegno della classe docente; proprio per questo ritiene impensabile che per tentare di sanare la piaga che vede la classe docente nel nostro Paese priva di un adeguato riconoscimento economico, possa essere varato un concorso che rischia di premiare non la competenza e la vera professionalita', ma chi, in questi anni, sotto le direttive delle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative, ha finito di aggiornarsi su argomenti vari, ovviando, persino, al suo doveroso ruolo di insegnante; il vanto dei sindacalisti sottoscrittori del C.c.n.l e C.c.n.i. secondo i quali questo concorso sarebbe 'l'istituto piu' innovativo ed atteso del contratto stesso' appare demagogico e strumentale se si pensa, peraltro, che il compenso accessorio in questione non rientra nel computo della 13^ mensilita', ne' viene percepito in caso di malattia, ne' vi e' certezza che il finanziamento di questo istituto perduri nel successivo contratto; le stesse organizzazioni sindacali firmatarie hanno, peraltro, gia' dato inizio al loro business, organizzando corsi, dispense e quant'altro, a pagamento, per il superamento dell''esame di ammissione ai 6 milioni' (profitto potenziale dell'operazione: 106 miliardi); se tutti i potenziali candidati dovessero legittimamente presentarsi al concorso verrebbe richiesto al ministero della pubblica istruzione un notevole sforzo organizzativo per la costituzione delle circa 1.500 commissioni necessarie, il reclutamento e la nomina di 62 mila commissari e 1.500 presidenti, con un dispendio economico che supererebbe la spesa prevista per l'aumento dello stipendio al 20 per cento dei docenti; peraltro, come denuncia la presidente dell'Associazione docenti italiani, professoressa Alessandra Cenerini, 'per un professionista da 10 anni in cattedra, il dover tenere una lezioncina sui Promessi Sposi o sul secondo principio della dinamica davanti ad una giuria di colleghi che ne sanno meno di lui (o di lei), ha tutto il sapore dell'umiliazione'; le conseguenze di quanto sta per abbattersi con questo ulteriore 'concorso- beffa' sulla scuola italiana, anche se intuibili, non sono neppure misurabili -: se non ritengano necessario ed urgente eliminare il tetto del 20 per cento per dare a tutti la possibilita' di ottenere un'adeguata maggiorazione del trattamento economico connesso allo sviluppo della professione docente; se non ritengano di dover modificare la procedura concorsuale in maniera da garantire criteri uguali per tutti; se non ritengano, in ultima analisi, di abolire il concorso indetto e trovare altre forme di incentivazione tendenti a motivare i docenti ed a riconoscerne la professionalita'. (2-02164)





 
Cronologia
venerdì 31 dicembre
  • Politica estera ed eventi internazionali
    Boris Eltsin si dimette dalla presidenza della Russia. Prima di allontanarsi dal potere ha nominato Primo Ministro Vladimir Vladimirovič Putin, al quale lascia la guida del paese.

mercoledì 19 gennaio
  • Politica, cultura e società
    Muore ad Hammamet, in Tunisia, l'ex leader del Psi, Bettino Craxi, già Presidente del Consiglio dei ministri.