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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XIII Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/27846 presentata da LOSURDO STEFANO (ALLEANZA NAZIONALE) in data 20000117

Ai Ministri per le politiche agricole e della sanita'. - Per sapere - premesso che: dallo scorso mese di novembre 1999 il virus dell'influenza aviarie ha provocato autentiche stragi negli allevamenti avicoli posti nelle province di Mantova, Brescia, Verona e Pavia allorche' tale microrganismo patogeno si e' rilevato nella sua piena potenzialita' distruttiva agevolata da alcuni veicoli portatori come uccelli selvatici (es. piccioni e passeri) e dai mezzi di autotrasporto utilizzati dalle ditte mangimistiche per portare gli alimenti nei vari insediamenti produttivi; le norme sanitarie vigenti prevedono che, al manifestarsi del focolaio, tutti gli animali dell'allevamento, morti e non morti, vengano distrutti e che l'allevatore coinvolto dall'epidemia assolva all'obbligo dello smaltimento delle carcasse dei capi morti e della disinfezione degli ambienti e delle attrezzature. Tali operazioni richiedono almeno 60 giorni e l'allevatore puo' riprendere l'attivita' solo dopo un mese dall'avvenuta disinfezione ed in ogni caso dopo che le Assl competenti hanno abolito la zona di sorveglianza sanitaria, che si puo' prevedere non prima di 10/12 mesi; e' appena il caso di ricordare che nel panorama zootecnico italiano il comparto avicolo rappresenta una attivita' di importanza primaria sia come numero di addetti (oltre 80.000 senza contare le strutture a monte come mangimistici e a valle come strutture di macellazione) sia come numero di capi prodotti annualmente stimati in circa 42.000.000; l'allevamento avicolo e' l'unica produzione zootecnica capace di assicurare la copertura dei fabbisogni nazionali in quanto corrisponde al 110 per cento dei fabbisogni; le aree geografiche maggiormente interessate da queste tipologie di allevamenti si trovano principalmente nel Centro-Nord Italia in particolare in Lombardia, in Veneto e Romagna. La Lombardia da sola contribuisce alla produzione del 20 per cento della produzione nazionale con oltre due milioni di quintali di carne e piu' di undici milioni di uova prodotte annualmente con un volume di affari corrispondente a circa mille miliardi di lire e con 22.000 addetti che lavorano nel comparto; dallo scorso mese di novembre purtroppo questo patrimonio zootecnico di primaria importanza rischia di andare in fumo perche' ormai sono oltre 50 gli allevamenti nei quali i servizi veterinari provinciali hanno segnalato focolai di influenza con un danno stimato di circa 30 miliardi di lire che i produttori non possono sopportare pena la chiusura della propria attivita' con le gravi conseguenze sul piano economico ed occupazionale che si possono intuire; quotidianamente nuovi focolai vengono evidenziati e circoscritti dai veterinari delle Assl e di conseguenza aumentano le aree di sorveglianza sanitaria sottoposte ad un fermo produttivo -: quali immediate misure di intervento intendano adottare a seguito della epidemia d'influenza aviarie che ha colpito il comparto avicolo e soprattutto se non si ritenga che sussistano, come a noi sembrano sussistere, gli estremi per una applicazione in modo estensivo e tempestivo dei contenuti della legge n. 218 del 2 giugno 1988 che prevede la corresponsione di una indennita' pari al valore di mercato del capo entro 60 giorni dall'abbattimento degli animali e comprendendo altresi' anche i capi morti che a seguito dell'azione fulminante della malattia non e' stato possibile abbattere; se non si ritengano altresi' sussistenti gli estremi per dichiarare lo stato di calamita' naturale nelle zone maggiormente colpite attesa l'entita' del danno e per perseguire la strada degli aiuti comunitari al fine di indennizzare gli allevatori che hanno subito, come detto, uno stop produttivo solo per il fatto di trovarsi vicino ad allevamenti coinvolti dall'epidemia. (4-27846)

 
Cronologia
venerdì 31 dicembre
  • Politica estera ed eventi internazionali
    Boris Eltsin si dimette dalla presidenza della Russia. Prima di allontanarsi dal potere ha nominato Primo Ministro Vladimir Vladimirovič Putin, al quale lascia la guida del paese.

mercoledì 19 gennaio
  • Politica, cultura e società
    Muore ad Hammamet, in Tunisia, l'ex leader del Psi, Bettino Craxi, già Presidente del Consiglio dei ministri.