Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/27847 presentata da MARENGO LUCIO (ALLEANZA NAZIONALE) in data 20000117
Ai Ministri del tesoro, del bilancio e della programmazione economica e delle finanze. - Per sapere - premesso che: la stampa riferisce del nuovo corso che l'Ente tabacchi italiani - distributore di tabacchi stranieri per l'80 per cento del consumo complessivo - intende dare alla propria struttura in modo da realizzare duemila miliardi di fatturato nel 2003; secondo tale comunicato, diffuso in particolare da Italia Oggi del 4 gennaio 2000, il core business reale ed effettivo sarebbe quello della funzione patrimoniale con 'la missione di curare il patrimonio aziendale non funzionale alla produzione, in coerenza con il piano strategico'; se la strategia e' quella di dismettere il maggior numero di opifici, depositi e aree non economiche e quindi curare la presenza economica sul mercato in termini che sicuramente non potranno modificare fino al 2001 (data della trasformazione obbligatoria in S.p.A.) l'attuale assetto del mercato (80 per cento di presenza estera e 20 per cento di prodotto nazionale), il maggior apporto finanziario all'ente verra' quindi dall'alienazione o valorizzazione del patrimonio immobiliare non necessario alla produzione; tale patrimonio doveva, a norma di legge, essere restituito allo Stato affinche' questo ne disponesse cosi' come, da ultimo, la Finanziaria 2000 prevede agli articoli 3 e seguenti; disattendendo l'obbligo di separare il patrimonio necessario alla produzione da quello destinato alla dismissione effettiva e quindi alla restituzione allo Stato, si attribuisce all'ETI una valenza finanziaria diversa da quella che avrebbe dovuto assumere, di cimentarsi sul mercato in condizioni concorrenziali adeguate per recuperare, o quanto meno conservare, cio' che gli e' stato trasferito all'atto della sua costituzione -: se l'amministrazione finanziaria abbia svolto compiutamente il suo compito di vigilare sull'esatta individuazione dei soli immobili necessari all'attivita' produttiva del nuovo ente, evitando che questo fosse indotto, come appare dal suo piano strategico pubblicizzato nei termini di cui sopra, a mutare addirittura vocazione: da ente commerciale ad ente immobiliare.