Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/27860 presentata da MUSSOLINI ALESSANDRA (ALLEANZA NAZIONALE) in data 20000117
Ai Ministri della sanita' e dell'ambiente. - Per sapere - premesso che: un altro veleno e' in agguato nell'aria delle citta': le polveri sottili, le cosiddette PM10, responsabili di molte gravi patologie dell'apparato respiratorio; l'allarme e' stato lanciato nei giorni scorsi da Legambiente dopo lo stop parziale del traffico stabilito a Milano proprio a causa di questo inquinante che esce soprattutto dai tubi di scappamento dei veicoli a motore; secondo quanto affermato da Legambiente se le citta' prendessero in considerazione i limiti imposti per il PM10,50 microgrammi per metro cubo per far scattare il livello di attenzione e 100 per quello di allarme, sarebbero oggi ben pochi i centri urbani aperti alla circolazione; la citta' di Milano, che chiude per polveri, si avvale invece di uno strumento in piu' rispetto alle altre citta' in quanto per prima ha recepito la direttiva Ue dell'aprile del 1999 e il decreto dell'agosto dello stesso anno sulle PM10; Legambiente ha inoltre ricordato che i veleni che escono dagli scappamenti hanno un bersaglio privilegiato: i bambini che rischiano soprattutto leucemie (il pericolo aumenta del 270 per cento nelle zone ad alto traffico). L'ultima generazione poi fin dalla nascita e' costretta a fare i conti con concentrazioni di smog e rumore ben al di sopra dei limiti tollerati dal corpo umano; l'allarme polveri riguarda soprattutto le citta' del nord Italia. Secondo il rapporto su ambiente e salute in Italia dell'Organizzazione mondiale della sanita', a Milano e Torino, se per tre giorni di seguito si registrano concentrazioni in atmosfera di PM10 tra i 100-200 microgrammi/metro cubo, si verificano da 8 a 16 morti in piu' al giorno; l'allarme non riguarda pero' solo le due metropoli del nord, ma anche citta' come Bergamo, Brescia, Modena e Bologna dove l'Oms ha registrato a inizio 1990 concentrazioni di polveri superiori anche a 100 microgrammi/metro cubo, e in Europa occidentale che si sta peggio per polveri, secondo il rapporto dell'Oms, e' proprio l'Italia del nord; il rischio polveri colpisce soprattutto chi e' gia' affetto da patologie croniche cardiovascolari o respiratorie. Secondo gli esperti l'ipotesi piu' accreditata e' che tali particelle ultrasottili di diametro piccolissimo (meno di un micron), sarebbero chimicamente attive ed in grado di indurre una reazione infiammatoria del polmone profondo. Da questo processo infiammatorio potrebbero originare mediatori in grado di alterare i fattori di coagulabilita' e quindi di indurre eventi acuti cardiovascolari anche letali; categoria a rischio e' costituita anche dai bambini, per i quali e' stata osservata una relazione tra la frequenza dei ricoveri ospedalieri per asma e i livelli crescenti di polveri; le polveri sottili nelle loro composizioni chimiche includono - come ricorda l'Enea - solfati, carbonati, ammoniaca, piombo, nitrati e alcuni componenti in traccia come gli idrocarburi policiclici aromatici e i metalli -: quali iniziative i Ministri interrogati abbiano assunto o intendano assumere anche verso gli enti locali per difendere i cittadini da un cosi' forte attacco alla salute e al benessere, considerato che l'allarme viene dato da un organismo certamente da considerare vicino politicamente agli esponenti dei dicasteri competenti e, pertanto, da non considerare animato da spirito di mera propaganda. (4-27860)