Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERPELLANZA 2/02168 presentata da GALLETTI PAOLO (MISTO) in data 20000118
Il sottoscritto chiede di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri ed i Ministri della sanita' e dell'ambiente, per sapere - premesso che: la conservazione e la difesa della diversita' genetica di piante animali e' uno dei grandi problemi del 2000 e questa fondamentale risorsa del pianeta, che ha permesso e permette alla vita di adattarsi ed evolvere nelle piu' diverse condizioni ambientali, non e' messa in pericolo solo dalla manipolazione genetica di piante e animali ma anche da sistemi tradizionali di coltura e allevamento; per fronteggiare le crescenti necessita' di cibo del mercato alimentare internazionale, la produzione mondiale di pesci, molluschi e piante acquatiche di allevamento e' raddoppiata tra il 1987 e il 1996 fino a raggiungere i 34,1 milioni di tonnellate; in particolare la produzione del salmone atlantico di allevamento, pari al 98 per cento del salmone atlantico presente sul mercato mondiale, e' aumentata del 700 per cento mentre quella del salmone dell'oceano Pacifico e' quintuplicata; nel corso dei millenni i salmoni si sono adattati a centinaia di correnti marine e fiumi, sviluppando, in questo processo, tratti genetici che li distinguono da salmoni della stessa specie ma di correnti e fiumi diversi; la valutazione di queste diversita' genetiche, resa possibile solo recentemente grazie alle nuove tecniche di analisi, ha documentato nella sola Columbia Britannica, ben 3.150 qualita' di salmone del Pacifico, un notevole patrimonio genetico ora messo purtroppo in pericolo da salmoni atlantici sfuggiti dagli allevamenti; essendo il salmone considerato una macchina per produrre carne, gli allevatori favoriscono e selezionano, utilizzando gli incroci tradizionali e l'ingegneria genetica, i caratteri genetici associati ad una rapida crescita e alla capacita' di sopportare l'affollamento delle gabbie e la conseguente diffusione di malattie infettive; nei primi anni novanta una compagnia americana ha prodotto il primo salmone transgenico con una velocita' di crescita tripla rispetto a quella normale; generalmente i salmoni di allevamento, che a diciotto mesi di eta' sono messi in gabbie sospese in acque costiere oceaniche e alimentati con pesce, vegetali, vitamine e farmaci, raggiunto il peso di 5 chili, dopo circa due anni sono pronti per il mercato, (dominato da pochi Paesi, come la Norvegia, la Gran Bretagna, il Cile e il Canada); le fughe di salmoni di allevamento nell'ambiente naturale sono di routine giacche' solo dagli allevamenti norvegesi, ne fuggono una media di 1,3 milioni all'anno e sebbene gli allevatori neghino che i salmoni di allevamento possano sopravvivere in natura, essi sono oggi la specie di gran lunga piu' frequente nei fiumi norvegesi; nel 1995 sono stati trovati salmoni atlantici di allevamento sulla costa pacifica del continente nordamericano, in 18 fiumi della Columbia Britannica e in Alaska, ove la cattura di salmoni atlantici costituisce ormai la normalita'; salmoni di allevamento, in particolare quelli transgenici, minacciano la diversita' genetica dei salmoni selvaggi in modi diversi, entrando con essi in competizione per il cibo e per la riproduzione; in Cile ad esempio, dove il salmone non esiste allo stato naturale, i salmoni sfuggiti dagli allevamenti stanno addirittura mettendo in pericolo l'intera fauna ittica locale; anche le malattie virali, batteriche e parassitarie, cosi' frequenti negli allevamenti, minacciano i salmoni selvaggi e mentre gli antibiotici, i vaccini o altri trattamenti possono funzionare in itticoltura, sono invece inutilizzabili nell'ambiente naturale; le malattie sono inoltre particolarmente pericolose nelle popolazioni di salmoni indebolite dall'inquinamento ambientale o dalla pesca incontrollata; in alcuni casi si e' arrivati a interventi disperati, come quando in Norvegia, per eliminare un parassita diffuso dai salmoni di allevamento le autorita' hanno fatto sterilizzare 17 fiumi con il rotenone, uccidendo il parassita ma anche tutti gli altri organismi, compresi i salmoni selvaggi; nonostante gli allevatori neghino la possibilita' che il salmone atlantico possa incrociarsi con il salmone del Pacifico, recentemente alcuni biologi hanno documentato il contrario in numerosi fiumi della Columbia Britannica; alla luce delle considerazioni elencate in premessa si puo' sostenere che il patrimonio genetico di ogni specie ittica in natura, possa essere messo in pericolo dall'incontrollata immissione nell'ambiente naturale di pesci allevati dall'uomo anche con l'ausilio dell'ingegneria genetica, con innegabili pericoli anche per la salute umana -: se nel nostro Paese esistano allevamenti di pesci transgenici e dove siano dislocati; se vengano posti in commercio esemplari transgenici di salmoni atlantici o di altre specie di allevamento e quali sistemi di controllo sull'origine e sulla qualita' degli alimenti operino in Italia a tutela della salute dei consumatori; se al Governo risulti che via siano state fughe in natura di pesci transgenici da impianti di itticoltura e in che modo siano assicurate le condizioni di sicurezza idonee ad evitare che la fuga di pesci dagli allevamenti danneggi la biodiversita' dei mari italiani; se non ritenga opportuno promuovere al piu' presto una campagna di informazione che conduca ad un sistema di etichettatura e rassicuri il consumatore sulle caratteristiche del salmone acquistato, indicando se sia selvatico o di allevamento e, nell'ambito di quelli allevati, se sia un organismo transgenico. (2-02168)