Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/27879 presentata da MUSSOLINI ALESSANDRA (ALLEANZA NAZIONALE) in data 20000118
Al Ministro della giustizia, dei trasporti e della navigazione. - Per sapere - premesso che: nel corso dell'estate del 1997 la delegazione di Marevivo (Associazione ambientalista riconosciuta dallo Stato) seppe che la procura della Repubblica presso la pretura di Agrigento aveva sottoposto a sequestro una imbarcazione libica denominata Altabath sulla quale avevano viaggiato alcuni extracomunitari sbarcati clandestinamente sulle coste agrigentine (e qui la prima stranezza: considerato che i reati ipotizzati non erano di competenza pretorile il sequestro doveva essere operato o convalidato dai magistrati del tribunale); ritenuto che la totalita' dei natanti sequestrati in conseguenza di fatti di reato simili vengono affidati in custodia alle autorita' di polizia che, regolarmente, li abbandonano nei porti o nelle aree ad essi adiacenti fin quando, totalmente incustoditi, finiscono per essere trasportati in discarica o "accompagnati" in fondo al mare (nella sola isola di Lampedusa oltre duecento imbarcazioni si sono totalmente perdute nell'ultimo triennio con ovvio gravissimo danno ambientale ed erariale), l'associazione in questione decise di chiedere l'affidamento dell'Altabath al fine di poterne fare gli usi istituzionali cui il sodalizio e' preposto; fu avanzata dunque formale richiesta al non competente procuratore della Repubblica presso la pretura e, con provvedimento del 5 agosto 1997 emesso dal sostituto procuratore dottor Walter Carlisi fu accolta l'istanza non senza una serie di prescrizioni a tutela del valore patrimoniale del bene affidato con facolta' d'uso; fu prescritta una perizia ed una assicurazione per il rischio di perdita del natante ed una fidejussione. L'ingegner Paolo Savatteri del RINA di Porto Empedocle stimo' il natante e stabili' che il suo valore, al momento dell'affidamento ed a seguito delle precarie condizioni generali in cui versava, era di lire 46.800.000; necessitando opere urgenti di manutenzione ordinaria e straordinaria finalizzate da un lato alla conservazione del bene e dall'altro alla sua fruizione per le finalita' per le quali la barca era stata affidata, Marevivo avanzo' istanza alla stessa procura della Repubblica (che non si sa per quale ragione continuava a rivendicare la competenza) al fine di ottenere una autorizzazione al trasporto in un cantiere ed all'esecuzione di tutte le necessarie opere per il suo mantenimento e per la concreta sua fruizione; con provvedimento del 24 dicembre 1997 il procuratore capo della Repubblica presso la pretura, dottor Vittorio Lo Presti, accogliendo la dettagliata richiesta di cui si e' teste' detto, emise un provvedimento con il quale si autorizzava "quanto richiesto". l'imbarcazione fu portata in Sciacca presso un qualificato cantiere che effettuo' tutti i lavori necessari all'occorrenza che ebbero un costo complessivo di lire 110.000.000: considerato che la capitaneria di porto di Porto Empedocle creava problemi per il legittimo uso dell'imbarcazione, ancora una volta Marevivo si e' rivolta alla magistratura ed il Gip del tribunale di Agrigento (al quale frattanto erano stati rimessi gli atti per competenza ratione materiae), dottor Domenico Zeno, il 13 giugno 1998 autorizzava il sodalizio scrivente alla navigazione con l'Altabath entro i limiti del compartimento marittimo di Porto Empedocle e per una distanza massima di sei miglia dalla costa! Coevamente, e mentre il processo contro i responsabili dell'immigrazione clandestina era ancora in corso, disponeva la confisca del natante e la sua successiva vendita, in aperto dispregio delle norme processuali che consentono di tramutare il sequestro in confisca solo ad esito del procedimento giudiziale; ottenuto cio' Marevivo si rivolge alla capitaneria di porto e li', nonostante il provvedimento del predetto dottor Zeno. viene eccepito che la navigazione era interdetta poiche' cio' era possibile solo dopo che il natante fosse stato iscritto nei pubblici registri, cosa che avrebbe dovuto effettuare "il legittimo proprietario" (duplice condizione dunque: proprietario e per di piu' legittimo); stante l'impedimento all'uso determinato dall'opposizione della capitaneria di porto di Porto Empedocle, Marevivo - per l'ennesima volta - in data 20 agosto 1998 si rivolge al tribunale di Agrigento al fine di ottenere l'alienazione del natante in modo che - divenuto proprietario - ne potesse finalmente fare quell'uso per le ragioni istituzionali che ne avevano determinato il giudiziale affidamento. In via subordinata chiedeva che il natante fosse affidato all'associazione per piu' anni, in modo da consentire un consistente ammortamento delle notevoli spese sostenute e, comunque. chiedeva che le stesse fossero riconosciute preventivamente, in modo da operare un eventuale conguaglio laddove Marevivo fosse stato l'aggiudicatario, avendo l'intenzione di partecipare all'indicenda asta pubblica; tutto tace per circa cinquanta giorni e cioe' fin quando il presidente di sezione del tribunale di Agrigento, dottor Salvatore Cardinale, comunica che erano state avviate le pratiche per la vendita del bene e che le spese effettuate non potevano essere riconosciute perche' non autorizzate (dimenticando, ovviamente, il provvedimento autorizzatorio del dottor Lo Presti procuratore della Repubblica presso la pretura del 24 dicembre 1997). Aggiungeva che Marevivo, comunque, poteva avanzare richiesta di compenso per la custodia e per le spese di conservazione del natante; in data 6 ottobre 1998 il predetto dottor Cardinale disponeva che l'ingegner Giordano di Trapani procedesse a perizia sull'Altabath al fine di valutarla, dovendosi procedere all'asta pubblica. Il tecnico verificava che il valore dell'imbarcazione, a seguito dei lavori effettuati da Marevivo, era di lire 145.000.000 e riconosceva a quest'ultima di avere effettuato opere di manutenzione ordinaria e straordinaria, consistenti in revisioni e ristrutturazioni, per lire 100.000.000; in data 1^ febbraio 1999 il tribunale di Agrigento indiceva un'asta pubblica per la vendita a pubblico incanto dell'imbarcazione Altabath (per il prezzo a base d'asta di lire 145.000.000) in aperta violazione del decreto legislativo 286 del 25 luglio 1998 che all'articolo 12, comma 8, non consente alcuna vendita e prevede, semmai, l'affidamento ad organi di polizia o ad associazioni. Nessuna richiesta era stata mai avanzata da alcuno organo di polizia mentre da tempo, invece, era stata avanzata richiesta di affidamento da parte di Marevivo; appreso che il tribunale aveva indetto la gara, con istanza del 15 febbraio 1999 Marevivo chiede ancora al tribunale di Agrigento se intenda o meno riconoscere le spese sostenute per la conservazione del natante in modo da potersi regolare in ordine ad una sua eventuale partecipazione all'asta pubblica ed alla eventuale compensazione preventiva delle somme; in data 3 marzo 1999 il Presidente di sezione del tribunale di Agrigento, dottor Salvatore Cardinale, emette un provvedimento col quale dichiara che Marevivo non ha alcun diritto al riconoscimento delle spese perche' non predeterminate lasciando intendere (e rifacendo in cio' ad un parere di un P.M - peraltro non dovuto -) che i diritti di credito di Marevivo dovrebbero essere determinati da un Giudice in sede civile. Si esperisce la gara che va deserta!; in data 12 maggio 1999 viene esperito un nuovo tentativo di vendita emesso in palese dispregio dell'articolo 2 del decreto legislativo n. 113 del 13 aprile 1999. Ancora nessuna offerta!; in data 13 luglio 1999 il presidente del tribunale, dottor Cardinale, conformemente al decreto legislativo 113 del 1999, comunica, ad esito della predetta istanza del 29 giugno 1999, che i beni sequestrati (ma in questo caso si tratta di bene confiscato) non possono essere alienati a privati e che pertanto il bene verra' affidato agli organi di polizia che ne faranno richiesta o ad enti pubblici aventi gli stessi fini di questa associazione (e nel frattempo si ha notizia che, guarda caso con estrema tempestivita' la capitaneria di porto di Porto Empedocle ne ha fatto richiesta pur non essendosi mai interessata dell'Altabath se non per impedirne a qualsiasi costo il suo uso); in data 15 dicembre 1999 il tribunale di Agrigento notifica a Marevivo che ha deciso di affidare alla capitaneria di porto di Porto Empedocle l'imbarcazione Altabath; sarebbe opportuno conoscere quali siano le motivazioni in base alle quali il tribunale di Agrigento ha disconosciuto il rimborso delle spese effettuate da Marevivo sul natante Altabath debitamente autorizzate dal procuratore dottor Lo Presti sarebbe interessante conoscere per quale ragione sia stata applicata in danno di Marevivo una norma sopravvenuta che, evidentemente, non ha effetti retroattivi e che e' stata usata per impedire il legittimo affidamento all'associazione Marevivo che svolge attivita' di interesse collettivo ed anzi sociale -: se mai il Ministro dei trasporti abbia effettuato un monitoraggio delle imbarcazioni sequestrate nel circondario della capitaneria di porto di Porto Empedocle e degli Uffici marittimi di Licata, Sciacca e Lampedusa, confiscate ed affidate in uso a forze di polizia locali o ad altri enti pubblici e per quante di esse siano state lasciate in tale stato di abbandono al punto di costringere il sindaco di Lampedusa ad avanzare richiesta alla procura della Repubblica presso il tribunale di Agrigento per essere autorizzato al trasporto a discarica ed alla distruzione dei residui rottami derivati dai natanti che costituivano pericolo per la pubblica sanita' e motivo di deturpamento del territorio a causa dello stato totale abbandono in cui esse versavano; se risponda a canoni di legittimita' che l'erario si sia indebitamente arricchito dell'aumento di valore determinato dalle spese effettuate da Marevivo sul natante in argomento, spese non rimborsate alla precitata associazione ambientalistica; se mai sia stato emesso un provvedimento di rimborso delle spese e degli oneri di custodia, guardiana e manutenzione del natante giudizialmente affidato in custodia all'associazione Marevivo. (4-27879)