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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XIII Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/27939 presentata da PIVETTI IRENE (UNIONE DEMOCRATICA PER L'EUROPA) in data 20000120

Al Presidente del Consiglio dei ministri ed al Ministro delle comunicazioni. - Per sapere - premesso che: dal 19 dicembre 1999 e' possibile telefonare nell'area di Milano (e presto anche a Roma) attraverso "GratisTel", il tele-servizio opzionale che consente di effettuare telefonate urbane e interurbane da apparecchi fissi, gratuitamente, con il costo degli scatti interamente sostenuto dalla pubblicita'. Si tratta di un servizio che consente, ai gestori della telefonia, la possibilita' di offrire un abbassamento delle tariffe delle comunicazioni telefoniche in cambio dell'accettazione, da parte dell'abbonato, che le sue comunicazioni possano essere interrotte da messaggi pubblicitari che arriveranno ogni 80 secondi; 63.000 persone hanno gia' sottoscritto l'abbonamento, senza che siano stati ancora pienamente risolti tutti i problemi che il contratto effettivamente comporta in tema di privacy, non soltanto per chi accetta il servizio, cioe' il chiamante, ma anche per chi riceve questo tipo di telefonate, cioe' il chiamato. Cio' e' ancora piu' grave se si considera che sottoscrittori del contratto di "GratisTel" possono essere anche persone che non hanno ancora raggiunto la maggiore eta', purche' abbiano compiuto i quattordici anni, a prescindere dal fatto che siano o meno intestatari di contratto telefonico, fisso o mobile, con alcuno dei gestori autorizzati; per ottenere un certo tempo di chiamate gratuite, i sottoscrittori del contratto devono comunicare un considerevole numero di dati personali, tra questi anche il codice fiscale, che saranno poi utilizzati per diverse finalita', e con l'obbligo da parte del sottoscrittore di aggiornarli periodicamente. I messaggi pubblicitari trasmessi comprendono anche spot interattivi con facolta' per il sottoscrittore di richiedere ad esempio l'invio di materiale pubblicitario, di accettare proposte commerciali, di rispondere a sondaggi. In questo modo, i cittadini cedono un bene ormai essenziale al funzionamento del mercato e comunque ad altissimo valore aggiunto, e cioe' i loro dati personali. A fronte di cio' e' un preciso dovere dello Stato, da una parte, far si' che ciascuno sia ben consapevole delle conseguenze della sua scelta e, dall'altra, fornire un quadro normativo coerente, che impedisca utilizzazioni improprie delle informazioni cedute, ad esempio elaborando profili personali che possano essere successivamente ceduti ad altri soggetti i quali, a loro volta, li utilizzeranno per fini diversi da quelli per cui erano stati forniti; l'Autorita' garante per la protezione dei dati personali ha gia' investito della questione l'Autorita' per le comunicazioni, ponendo il problema che, da ogni punto di vista, Gratistel si configura come una vera fornitura di servizio, e non, come asserito dalla societa', un semplice centralino per lo smistamento delle telefonate. Ora, se gli fosse riconosciuta la natura di servizio, ne discenderebbe per Gratistel la necessita' di richiedere ed ottenere le previste autorizzazioni, in assenza delle quali detto servizio sarebbe illegale; tale servizio costituisce una violazione della privacy del chiamato, poiche' anche alcuni dei suoi dati sensibili (per esempio, numero di telefono, identita' dell'intestatario) vengono di fatto messi a disposizione della societa', e dei terzi cui essa volesse cederli, senza che questi possa esprimere una volonta' veramente libera, perche' condizionata dall'aspettativa nei confronti del chiamante, che puo' essere infatti un collega o datore di lavoro, un familiare, o chiunque altro di suo interesse; per questa medesima ragione, il servizio costituisce anche una violazione della piena liberta' di comunicazione del chiamato, che accetta l'interruzione pubblicitaria della propria conversazione per non perdere la telefonata -: se non ritengano di dovere, con una iniziativa urgente, impedire il servizio di telefonate con spot commerciali in assenza di una normativa specifica, sospendendolo almeno fino a quando il Parlamento non avra' legiferato in materia, al fine di tutelare i cittadini da questa intrusione nella loro vita privata e violazione delle loro liberta' fondamentali. (4-27939)

 
Cronologia
mercoledì 19 gennaio
  • Politica, cultura e società
    Muore ad Hammamet, in Tunisia, l'ex leader del Psi, Bettino Craxi, già Presidente del Consiglio dei ministri.

giovedì 3 febbraio
  • Parlamento e istituzioni
    La Camera approva il disegno di legge Disposizioni per la parita' di accesso ai mezzi di informazione durante le campagne elettorali e referendarie e per la comunicazione politica (AC 6483), che sarà approvato dal Senato il 18 febbraio (Legge 22 febbraio 2000, n. 28 - par condicio).