Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/07216 presentata da GIOVANARDI CARLO AMEDEO (MISTO) in data 20000121
Al Ministro della pubblica istruzione. - Per sapere - premesso che: in data 11 gennaio 2000, e' stato bandito il concorso per l'attribuzione del trattamento economico connesso allo sviluppo della professione docente; il bando del concorso sta determinando sconcerto e demotivazione nei docenti della scuola per le modalita' di selezione e di valutazione previste; la determinazione burocratica del 20 per cento di capaci e meritevoli in ogni provincia, in ogni ordine e grado di scuola e' inaccettabile come criterio per riconoscere il merito; la procedura concorsuale individuata contrasta nel metodo e nel merito con il processo autonomistico delle istituzioni recentemente avviato e ripristina forme di centralismo esasperato nella gestione del personale decisamente inconciliabili con quello; l'assenza di finalizzazione di tale concorso interno, se si esclude il puro aumento del trattamento economico per pochi docenti, influira' debolmente sulla qualita' del servizio scolastico; molti dei partecipanti sono vicini all'eta' pensionabile e quindi sfuggiranno a successive valutazioni; dal punto di vista dell'utenza, non si capisce perche' alcuni studenti e, in alcune discipline, avranno docenti ritenuti meritevoli ed altri, invece, docenti ritenuti meno professionalizzati o meno preparati; l'emanazione del bando con espletamento delle procedure in tempi ristretti e durante lo svolgimento delle lezioni avra' delle ripercussioni negative sulla regolarita' delle stesse e sull'organizzazione scolastica, gia' provata dall'espletamento dei concorsi ordinari e dei corsi abilitanti per la sessione riservata, nonche' dei corsi di riqualificazione dei dirigenti; i criteri individuati per la valutazione della professionalita' docente pongono questioni di legittimita' costituzionale, in quanto introdurrebbero disparita' di trattamento a parita' di risultato (con uno stesso punteggio si potra' aver diritto all'incentivo in una provincia, ma non in un'altra); le prove previste sono discutibili da piu' punti di vista, soprattutto per quanto riguarda la 'lezione' che i partecipanti dovrebbero svolgere davanti alla Commissione: si tratta di docenti professionalmente maturi (almeno 10 anni di insegnamento) e tale competenza dovrebbe essere considerata acquisita e non gia' un elemento di 'eccellenza'; in altri Paesi i docenti vengono sottoposti a questa prova didattica all'inizio della carriera; la valutazione del curriculum dei candidati e' soggetta all'arbitrarieta' delle Commissioni, perche' non e' stata stabilita alcuna tabella oggettiva di valutazione dei titoli stessi; la prova dei cosiddetti 'quiz a risposta chiusa', atti a valutare la capacita' metodologica didattica dei docenti, rischia di introdurre un pericoloso concetto di unicita' metodologica di insegnamento, ledendo gravemente il principio costituzionale di liberta' di insegnamento; l'elargizione burocratico-sindacale di incentivi economici, oltre a non introdurre prospettive di carriera per i docenti, rischia di demotivare definitivamente i docenti della scuola italiana; alcuni sindacati scolastici hanno gia' predisposto costose attivita' di sostegno alla preparazione delle prove concorsuali -: se non intenda sospendere la procedura concorsuale avviata e rivedere conseguentemente la materia degli incentivi economici e della progressione di carriera dei docenti, interpretandola come articolazione di funzioni differenziate. (5-07216)