Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/07221 presentata da NAPOLI ANGELA (ALLEANZA NAZIONALE) in data 20000124
Al Ministro della pubblica istruzione. - Per sapere - premesso che: l'articolo 29 del contratto collettivo nazionale di lavoro e l'articolo 38 del contratto collettivo nazionale integrativo, sottoscritti da Cgil, Cisl, Uil e Snals, prevedono un trattamento economico accessorio connesso allo sviluppo della professione docente, per i docenti con contratto a tempo indeterminato con almeno 10 anni di effettivo servizio di insegnamento dalla nomina in ruolo e per gli educatori dei convitti e degli educandati in possesso del medesimo requisito di servizio; le risorse stanziate dal Ccnl prevedono di assegnare un trattamento economico accessorio corrispondente ad una maggiorazione pari a lire 6.000.000 annui lordi a 150.000 docenti, corrispondenti ad una percentuale pari al solo 20 per cento complessivo degli insegnanti con contratto a tempo indeterminato in servizio in ciascuna provincia al 31 dicembre 1999; il comma 5 del citato articolo 38 del Ccnl prescrive che la maggiorazione retributiva in questione e' assegnata ai docenti che, nel limite del 20 per cento, abbiano superato una 'procedura concorsuale selettiva', la cui indizione era prevista entro il 15 novembre 1999 attraverso l'emanazione di una ordinanza ministeriale; il concorso e' stato indetto con notevole ritardo rispetto ai tempi previsti dal contratto e la relativa procedura appare all'interrogante incostituzionale, sbagliata, iniqua e controproducente; la presenza, infatti, di elementi discriminatori nei criteri di selezione previsti dal concorso indetto dal dicastero della pubblica istruzione, provochera' di trattamento, che, come giustamente ha fatto notare Vincenzo Caianello, presidente emerito della Corte Costituzionale, potrebbe entrare in contrasto con l'articolo 3 della nostra Carta Costituzionale; la mancanza di un criterio nazionale uguale per tutti certamente non individuera' i docenti 'migliori', lasciando, peraltro, fuori numerosi e validi insegnanti di ruolo che non potranno rientrare nella fetta del 20 per cento prevista dal contratto; il megaconcorso dovrebbe avere, secondo una prima stima effettuata dal ministero della pubblica istruzione, circa 530 mila potenziali candidati, ma solo 150 mila di questi, cioe' quasi 1 su 3, saranno soddisfatti, mentre l'immagine professionale del restante 80 per cento pur se meritevole, verra' 'distrutta' sia nell'ambito della singola istituzione scolastica sia in quello della singola provincia; qualsiasi prova concorsuale dovrebbe essere finalizzata ad individuare professionalita' piu' elevate per svolgere funzioni piu' complesse, mentre la prova concorsuale in argomento manterra' lo status di docente di ruolo gia' in possesso prima della partecipazione al concorso in questione, senza alcuna prospettiva di carriera; l'interrogante ha sempre evidenziato che l'attuazione delle innovazioni in materia di istruzione puo' avvenire solo privilegiando il merito, la qualita', la preparazione individuale e l'impegno della classe docente; proprio per questo ritiene impensabile che per tentare di sanare la piaga che vede la classe docente del nostro Paese priva di un adeguato riconoscimento economico, possa essere varato un concorso che rischia di premiare non la competenza e la vera professionalita', ma chi, in questi anni, sotto le direttive delle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative, ha finto di aggiornarsi su argomenti vari, ovviando, persino, al suo doveroso ruolo di insegnante; le stesse Organizzazioni sindacali firmatarie hanno, peraltro, gia' dato inizio al loro 'business', organizzando corsi, dispense e quant'altro, a pagamento, per il superamento dell''esame di ammissione ai 6 milioni' (profitto potenziale dell'operazione: 106 miliardi); se tutti i potenziali candidati dovessero legittimamente presentarsi al concorso verrebbe richiesto al ministero della pubblica istruzione un notevole sforzo organizzativo per la costituzione delle circa 1.500 commissioni necessarie, con un dispendio economico che supererebbe la spesa prevista per l'aumento dello stipendio al 20 per cento dei docenti; le conseguenze di quanto sta per abbattersi con questo ulteriore 'concorso-beffa' sulla scuola italiana, anche se intuibili, non sono neppure misurabili; se non ritenga necessario ed urgente eliminare il tetto del 20 per cento per dare a tutti la possibilita' di ottenere un'adeguata maggiorazione del trattamento economico connesso allo sviluppo della professione docente; modificare la procedura concorsuale in maniera da garantire criteri uguali per tutti, e in ultima analisi, di abolire il concorso indetto e trovare altre forme di incentivazione tendenti a motivare i docenti ed a riconoscerne la professionalita'. (5-07221)