Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/28050 presentata da GALLETTI PAOLO (MISTO) in data 20000126
Ai Ministri per la solidarieta' sociale e della funzione pubblica. - Per sapere - premesso che: da una recente indagine condotta dal ministero della solidarieta' sociale si e' avuta la conferma di quello che da diversi anni la Fenasap (Federazione nazionale Associazioni di servizi pubblici) ha piu' volte ripetuto sui numeri, il ruolo e l'importanza che il sistema Ipab riveste nel modo dell'assistenza italiana, dai minori agli anziani; purtoppo a fronte di 4.200 Ipab esistenti con un patrimonio di 50 mila miliardi ed in cui operano circa 60.000 addetti, non corrisponde una adeguata tutela legislativa che permetta di gestire questi enti in linea con la societa' del 2000 e di poter sopravvivere nel cosiddetto mercato globalizzato continuando a portare la loro secolare esperienza patrimoniale nel principio della sussidiarieta'; si sta verificando invece che nel concetto di pubblico le Ipab vengono sempre piu' emarginate, mentre essendo enti pubblici non rientrano tra le Onlus; piu' volte Fenasap ha denunciato questo stallo in cui le Ipab si trovano, trovando orecchie attente sia presso il ministero degli affari sociali che presso la XII Commissione parlamentare della Camera dei deputati in sede redigente della proposta di legge unificata sull'assistenza che dedica l'articolo 10 alla riforma delle Ipab; cosi' non e' stato invece per il ministero della funzione pubblica, a cui ci si e' rivolti per quanto riguarda i contratti collettivi di lavoro; per quanto riguarda il Ccnnll le Ipab sono inserite per la maggior parte nel comparto enti locali e per il rimanente nel comparto sanita'. Questo sia per il contratto dei dipendenti che per il contratto inerente i dirigenti; nonostante per le Ipab sia previsto l'inserimento in questi due comparti, nei Dpr che le hanno costituite e successivamente citate nei vari Ccnnll, sono enti che non hanno rappresentanza in sede Aran anche se con i suoi 60.000 dipendenti si collocano al secondo posto come numero di persone dopo i comuni nel comparto enti locali; il ministero della funzione pubblica, piu' volte interessato sia dall'Associazione degli enti che da quella dei dirigenti, ha chiamato in causa l'Aran mentre quest'ultima ha rimandato al ministero della funzione pubblica affermando che la composizione che hanno i Comitati di settore all'Aran vengono definite per legge, in particolare dall'articolo 46 del decreto legislativo 29 del 1993 e successive modifiche ed integrazioni; purtroppo questo sta comportando grave conseguenze nell'applicazione contrattuale in quanto questi enti hanno particolari pecurialita' rispetto agli enti di comparto; fra tutti il fatto che l'80 per cento del personale nelle Ipab opera in turni, 24 ore su 24, trattandosi di servizi alla persona, mentre negli altri enti del comparto questo tipo di lavoro e' quasi inesistente; quello che Fenasap richiede e' di entrare a pieno titolo nel comitato consultivo presso l'Aran al pari dell'Anci per comune, Union Camere per le Camere di Commercio, eccetera; si fa presente infine che le Ipab non si sentono rappresentate dall'Anci, in quanto portano avanti interessi che in molti casi non coincidono anzi talvolta sono esattamente il contrario. D'altronde in molte occasioni le Ipab, nella gestione dei servizi, si trovano come controparte proprio i comuni -: se il ministero competente non intenda predisporre una specifica disposizione di legge attraverso la modifica del comma 3 lettera a) all'articolo 46 del decreto legislativo 29 del 1993 e successive modificazioni, prevedendo che la rappresentanza delle Ipab venga inserita tra coloro che formano il Comitato di settore, che e' l'organo che da' gli indirizzi all'Aran per la sottoscrizione dei contratti. (4-28050)
Si risponde per delega del Presidente del Consiglio dei Ministri. In relazione alle osservazioni e alle richieste formulate dall'interrogante si comunica che la composizione del Comitato di settore relativo al comparto enti locali e' determinata, sulla base dell'articolo 46 del d.lgs. n. 29/93, da accordi interni tra le istanze associative e rappresentative degli enti compresi nel comparto. Infatti il comma 3, lettera a) del citato articolo prevede la costituzione di un Comitato di settore per le Regioni e le autonomie locali; il comma 4 prevede che i Comitati di settore regolino i rapporti con l'Aran con appositi protocolli. Il Dipartimento della funzione pubblica non puo', pertanto, intervenire sulla modifica della composizione del richiamato Comitato, e, quindi, anche l'inserimento della rappresentanza delle IPAB deve essere decisa all'interno del Comitato medesimo. Allo stato, peraltro, non vi sono iniziative circa eventuali modifiche legislative del richiamato articolo 46 nel senso prospettato nell'interrogazione. Il Ministro per la funzione pubblica: Franco Bassanini.