Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERPELLANZA 2/02205 presentata da SELVA GUSTAVO (ALLEANZA NAZIONALE) in data 20000201
I sottoscritti chiedono di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri, per sapere - premesso che: tra gli 'eventi civili' in programma per l'anno giubilare nella citta' di Roma secondo il calendario dell'ufficio del commissario straordinario del Governo per il Giubileo rientra il World Pride Gay, e cioe' il raduno mondiale dei gay, dal 28 giugno all'8 luglio. Questo vuol dire che, nel cuore dell'Anno Santo, per undici giorni le celebrazioni giubilari - fra le quali, il 6 luglio, il pellegrinaggio nazionale dei polacchi - avverranno contestualmente e in sovrapposizione alle manifestazioni che coinvolgeranno centinaia di migliaia di omosessuali, il cui raduno e' teso a dare evidenza e visibilita' al loro movimento; il commissario straordinario del Governo per il Giubileo, la cui persona coincide col sindaco di Roma, ha giustificato la disponibilita' data dal municipio capitolino al raduno, cui si e' aggiunto un contributo di lire 350 milioni, con l'indiscutibilita' dei 'diritti di opinione, espressione e manifestazione', aggiungendo che Roma e' 'citta' aperta e tollerante', che sara' compito del comune e di tutte le istituzioni richiedere il massimo rispetto e la non intromissione negli eventi religiosi del Giubileo', e che sara' doveroso 'consigliare agli organizzatori un modo di svolgimento equilibrato che, nella tutela della liberta' di espressione, eviti ogni provocazione e mancanza di rispetto al pellegrinaggio religioso' (Il Messaggero, 28 gennaio 2000). Posto che non e' ben chiaro in che modo, con quali e con quante forze il Comune, in presenza di centinaia di migliaia di manifestanti gay, esercitera' il compito di 'impedire l'intromissione negli eventi religiosi del Giubileo', sfugge evidentemente che il pellegrinaggio giubilare non coinvolge soltanto l'interno delle Basiliche e dei luoghi di culto, bensi' pure le vie di accesso ai luoghi medesimi e l'intera citta', il cui 'particolare significato (...) per la cattolicita'', in quanto 'sede vescovile del Sommo Pontefice' non a caso e' richiamato dall'articolo 2 comma 4 del nuovo Concordato; e' da sottolineare che il testo concordatario, nei commi precedenti dell'articolo appena menzionato, riconosce alla Chiesa cattolica la piena liberta' di svolgere la sua missione, che il riconoscimento include esplicitamente la piena liberta' per i cattolici di riunione e di manifestazione, e che, in questo contesto, il richiamo al 'particolare significato (...) per la cattolicita'' non attiene ai singoli edifici religiosi, ma all'intera citta' di Roma, ha il senso non equivoco di una cura particolare che la Repubblica italiana deve porre per rispettare quel 'particolare significato'; in presenza poi di un evento che esalta nel mondo il 'particolare significato (...) per la cattolicita'' della citta' di Roma, qual e' il Grande Giubileo del 2000, la circostanza che nelle strade della citta' i pellegrini siano affiancati dai manifestanti gay lede direttamente e in modo grave, prima ancora del testo concordatario, il buon senso e il senso comune. In quest'ottica l'impegno del commissario straordinario del Governo per il Giubileo a 'consigliare agli organizzatori (del raduno gay) un modo di svolgimento equilibrato' suona irridente, solo se si ricordano le modalita' di realizzazione, in un passato recente e meno recente, di analoghi raduni e gli annunci di polemica aperta nei confronti del Pontefice, della Chiesa e della religione cattolica che da parte di varie associazioni gay; la vicenda, che per ragioni di forma e di sostanza, non puo' restare circoscritta alla competenza del municipio di Roma, fa esigere di conoscere con chiarezza qual e' la posizione del Governo in materia, se cioe' condivide la disponibilita' data allo svolgimento degli undici giorni di manifestazioni gay, e se non ritiene necessario, piu' che opportuno, revocare l'incarico di commissario straordinario del Governo per il Giubileo a chi, come l'onorevole Francesco Rutelli, ha dimostrato di non tenere in alcuna considerazione le piu' elementari esigenze connesse allo svolgimento dell'evento giubilare; tale mancata considerazione appare non una mera svista, se e' vero che quando Rutelli comunico' alla Santa Sede il calendario degli 'eventi civili' del Giubileo, si limito' a riferirsi a un genetico 'World Pride', omettendo la parola gay': il che rivela la consapevolezza dell'assoluta sconvenienza in periodo giubilare del raduno, unita al doloso occultamento dell'esatta natura delle manifestazioni, che avrebbe potuto sollevare subito le reazioni vaticane, e conferma l'altrettanto assoluta inadeguatezza dell'attuale commissario straordinario -: se condivida lo svolgimento, nello stesso periodo di importanti eventi dell'Anno giubilare, delle manifestazioni gay previste dal 28 giugno all'8 luglio; se non ritenga necessario revocare all'onorevole Francesco Rutelli l'incarico di commissario straordinario del Governo per il Giubileo. (2-02205)