Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERPELLANZA 2/02206 presentata da FRAGALA' VINCENZO (ALLEANZA NAZIONALE) in data 20000201
I sottoscritti chiedono di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri ed il Ministro della giustizia, per sapere - premesso che: nel corso delle indagini per l'omicidio di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin il procuratore della Repubblica di Roma Salvatore Vecchione ha revocato la designazione allo svolgimento delle indagini al pubblico ministero incaricato, dottor Giuseppe Pititto, a causa di una presunta 'disparita' di vedute sulle modalita' di conduzione delle indagini' tra lo stesso pubblico ministero ed il sostituto Andrea De Gasperis che lo affiancava, con un provvedimento apparso sin dall'inizio di particolare gravita', tanto che il quotidiano Liberazione ha parlato di 'inquietante estromissione del dottor Pititto'; le indagini condotte dal dottor Pititto avevano portato all'individuazione di due testimoni oculari dell'omicidio ed all'iscrizione quale mandante del delitto di tale Moussa Bogor, detto il Sultano di Bosaso, che il pubblico ministero aveva pure provveduto ad interrogare in Yemen, ma la revoca della designazione e' intervenuta proprio nel momento in cui stavano per giungere dalla Somalia i due testimoni, impedendo che fossero sentiti; dopo la sottrazione dell'inchiesta al dottor Pititto, la procura della Repubblica di Roma ha richiesto l'archiviazione per il detto Moussa Bogor ed ha proceduto per il duplice omicidio nei confronti di tale Hashi Omar Hassan, successivamente assolto dalla Corte di assise con sentenza del 20 luglio 1999 'per non aver commesso il fatto'; la motivazione della sentenza, depositata il 29 ottobre 1999, contiene affermazioni estremamente inquietanti che gettano ombre pesanti sulla conduzione dell'inchiesta dopo che e' stata sottratta al pubblico ministero Pititto; i giudici hanno scritto, infatti, che il riconoscimento dell'imputato, sulla cui base e' stato chiesto il rinvio a giudizio, 'deve ritenersi ... poco affidabile (...) appare anche sospetto' e 'sembra quindi non immune dall'intervento degli inquirenti' e che, inoltre, poiche' 'il caso Alpi pesava come un macigno nei rapporti tra Somalia e Italia ... vi puo' ... essere il sospetto che, per risolvere il problema ... l'unica soluzione praticabile sia apparsa ... quella di consegnare tale persona alle autorita' italiane, perche' queste potessero procedere'; nel corso delle indagini per l'omicidio della giovane studentessa Marta Russo sono state esercitate pressioni inammissibili dai magistrati inquirenti sulla testimone Gabriella Alletto, pressioni che costituiscono un vulnus alla civilta' giuridica del nostro Paese ancor prima che una violazione gravissima di regole procedurali e deontologiche della quale non puo' non ritenersi responsabile il procuratore della Repubblica, sia per la responsabilita' del suo incarico, sia perche' egli ha seguito direttamente lo svolgimento delle indagini; nel caso Marta Russo, inoltre, il procuratore Vecchione si e' reso protagonista di una intromissione a mezzo stampa nella gestione delle indagini, criticando pesantemente e nel merito le conclusioni cui erano pervenuti i periti nominati dal giudice e che smentivano la tesi della pubblica accusa circa la provenienza dello sparo dall'aula n. 6; nell'ambito di un'ulteriore inchiesta, riguardante i cacciabombardieri AMX e gli elicotteri acquistati dal ministero della difesa, il procuratore Vecchione ha bloccato un decreto di sequestro probatorio di un cacciabombardiere e di un elicottero legittimamente emesso dal sostituto unico titolare dell'inchiesta, e cio' non sulla base di ragioni ostative al sequestro gia' accertate, ma al dichiarato fine di accertare se sussistessero ragioni ostative; si e' registrata in questo caso una chiara prevaricazione del potere collegato all'incarico di procuratore capo sulla funzione giurisdizionale, esercitata senza l'indicazione di una ragione valida, ed anche in relazione a questo caso il procuratore capo ha quindi e ancora una volta sottratto l'inchiesta al sostituto designato, con la motivazione che il sostituto non lo avrebbe preventivamente informato del sequestro che andava a disporre; in relazione all'inchiesta relativa al dossier Mitrokhin ed all'attivita' del KGB in Italia il procuratore Vecchione ha assegnato a se stesso l'inchiesta e, con autonoma scelta, ha nominato quale codesignato il sostituto dottor Franco Ionta, con comportamento che appare illegittimo, perche', salva ovviamente la facolta' del procuratore di assegnarsi qualsiasi inchiesta, qualora egli decida di avvalersi della collaborazione di un sostituto, deve pero' sceglierlo col procedimento automatico imposto dal Consiglio superiore della magistratura; nel corso della stessa indagine il dottor Vecchione ha ritenuto di rendere pubblico che nella lista del Kgb non vi erano nominativi di magistrati, con una comunicazione che, da un lato, costituisce obiettivamente violazione del segreto istruttorio e, dall'altro, denota una non adeguata considerazione per altre categorie, prima tra tutte quella dei membri del Parlamento; qualche tempo fa, i pubblici ministeri Maria Cordova e Gloria Attanasio, sostituti tra i piu' anziani, hanno dichiarato alla stampa che la procura della Repubblica di Roma non si e' mai trovata in una situazione di cosi' grave disagio quale quella verificatasi sotto la direzione Vecchione; il procuratore della Repubblica di Roma ha ritenuto illegittimamente di sottoporre alla propria valutazione pubbliche dichiarazioni rese dal giudice istruttore dottor Rosario Priore sul caso Mitrokhin, pur non potendo esercitare sul detto magistrato alcun potere di controllo, di inchiesta, di rilievo deontologico o disciplinare; la rivista Il Mondo ha segnalato il vero e proprio esodo di magistrati dalla procura di Roma successivamente all'arrivo del procuratore Vecchione; e' notorio che la gestione Vecchione si distingue per il carattere eminentemente burocratico, di cui sono espressione le circolari a getto continuo, da quella che fa carico ai sostituti di vigilare sul rispetto delle norme del codice stradale da parte degli autisti a quella che pretende di imporre ai sostituti medesimi una certa e discutibile interpretazione delle norme giuridiche; i fatti sopra esposti, valutati tanto singolarmente quanto a maggior ragione nel loro insieme denotano in maniera evidente, quantomeno, l'inadeguatezza del dottor Vecchione rispetto al delicato incarico ricoperto; desta perplessita' che il Ministro Guardasigilli, il procuratore generale della Cassazione ed il Consiglio superiore della magistratura non siano ancora intervenuti nell'ambito delle rispettive competenze con provvedimenti adeguati -: se il Ministro sia informato dei fatti esposti in premessa e quali opportune misure a carattere ispettivo e, se del caso, disciplinare intenda assumere al fine di verificare la legittimita' e la regolarita' della gestione della procura della Repubblica di Roma sotto la direzione del dottor Vecchione e per accertare la sua eventuale incompatibilita' funzionale e/o ambientale, assumendo altresi' ogni altra iniziativa normativamente dovuta; quali iniziative il Ministro competente intenda assumere per fare chiarezza nelle inchieste oggetto della presente interpellanza, sia sotto il profilo della regolarita' della loro conduzione sia sotto quello della certezza degli esiti investigativi e giudiziari. (2-02206)