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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XIII Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/05018 presentata da TARADASH MARCO (MISTO) in data 20000201

Al Ministro della giustizia. - Per sapere - premesso che: il 21 gennaio 2000, il signor Antonio Fabiani, detenuto nel carcere di Parma, e' stato trovato morto sul pavimento della sua cella; il detenuto e' stato riferito sembra si sia impiccato; il signor Fabiani era stato trasferito, 'per punizione' come riferisce un quotidiano (Il Messaggero, 27 gennaio 2000), nel carcere di Parma da quello di Civitavecchia il 14 gennaio e la mattina successiva, poco prima che scoppiasse una rivolta di detenuti, durante la quale fu preso in ostaggio un agente, aveva inviato ai familiari un fax nel quale scriveva 'qualsiasi cosa avvenga, fatemi fare l'autopsia' e 'io continuo lo sciopero della fame e della sete. Ricordatevi delle botte.'; il 15 gennaio, secondo la versione ufficiale, la rivolta venne sedata alle 17.00 a seguito delle trattative intercorse tra la direzione del carcere ed i detenuti che avrebbero infine ceduto, mentre altre fonti di cui riferisce lo stesso quotidiano addebitano la conclusione ad una azione di forza della polizia; il 19 gennaio, alla moglie del signor Fabiani, la signora Paola Attili, che si era recata a Parma da Roma dopo aver ricevuto un telegramma dal marito che voleva vederla, non e' stato autorizzato il colloquio poiche' il detenuto non intendeva incontrarla - cosi' le e' stato detto - e solo il 23 gennaio successivo e' stata avvertita della sua morte; la signora Attili ha raccontato al quotidiano che il marito aveva subito maltrattamenti in tutte le carceri in cui era stato, a Regina Coeli, a Viterbo, a Cassino, a Velletri, a Pisa, con una parentesi nell'ospedale di Bologna, poi a Civitavecchia e nel manicomio criminale di Aversa ed infine a Parma dove era in regime di carcere duro (articolo 14-bis e articolo 14-quater del codice di procedura penale); le condizioni fisiche del signor Fabiani erano tali da far ritenere improbabile la versione sulle cause della sua morte poiche' era affetto da una malattia che lo aveva paralizzato e che non gli consentiva di sostenersi se non con delle stampelle; il 28 gennaio il dottor Caselli in una lettera pubblicata dal quotidiano Il Messaggero pur scrivendo che 'sullo svolgimento della vicenda sono attualmente in corso ben due inchieste e, dunque verrei meno ai miei doveri istituzionali se solo provassi ad entrare nel merito della stessa', puntualizzava; riferendosi all'articolo del giorno precedente, che 'i dubbi sollevati circa gravi responsabilita' del personale penitenziario, che per quanto risulta non hanno fondamento nella realta' fattuale conoscibile allo stato degli atti, rischiano di ingenerare nella pubblica opinione falsi e pericolosi pregiudizi in ordine alla correttezza di quei servitori dello Stato che, quotidianamente, con estrema dedizione e non comune senso del dovere, impegnano la loro vita nel duro (e spesso poco gratificante) lavoro all'interno delle strutture penitenziarie' -: quali siano i motivi per i quali i familiari del signor Fabiani sono stati avvisati della sua morte con tale significativo ritardo e non siano stati informati dell'apertura delle due inchieste sulla vicenda come annunciato dal dottor Caselli nella lettera al quotidiano; sulla base di quali elementi, nonostante siano ancora in corso le inchieste nel carcere di Parma, come riferito dal dottor Caselli, il direttore dell'amministrazione penitenziaria abbia escluso che vi possano essere dubbi sulle responsabilita' del personale penitenziario. (3-05018)

 
Cronologia
mercoledì 19 gennaio
  • Politica, cultura e società
    Muore ad Hammamet, in Tunisia, l'ex leader del Psi, Bettino Craxi, già Presidente del Consiglio dei ministri.

giovedì 3 febbraio
  • Parlamento e istituzioni
    La Camera approva il disegno di legge Disposizioni per la parita' di accesso ai mezzi di informazione durante le campagne elettorali e referendarie e per la comunicazione politica (AC 6483), che sarà approvato dal Senato il 18 febbraio (Legge 22 febbraio 2000, n. 28 - par condicio).