Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
RISOLUZIONE IN COMMISSIONE 7/00860 presentata da OCCHETTO ACHILLE (DEMOCRATICI DI SINISTRA - L'ULIVO) in data 20000204
La III e la XIV Commissione, considerato che: l'Europa si trova alla vigilia di un processo di unificazione destinato a coinvolgere anche piu' trenta paesi e di cinquecento milioni di cittadini; alla vigilia di tale unificazione, e' essenziale procedere ad una profonda riforma delle regole costitutive dell'Unione per rendere il suo sistema decisionale piu' democratico e piu' efficace, e per permettere ai cittadini di vivere in un'Unione europea che sia piu' trasparente, piu' accessibile e che possa ulteriormente sviluppare la propria identita' e coesione politica, coerentemente al disegno dei padri fondatori; la profonda riforma delle regole costitutive dell'Unione deve essere realizzata senza ritardi, poiche' e' ormai evidente che il suo ampliamento non sara' piu' effettuato in ondate successive ma nel corso di un processo continuo che coinvolgera' progressivamente tutti i paesi candidati; considerati i rischi di sottoporre l'Unione a delle riforme parziali successive sempre piu' complicate dall'aumento del numero dei Paesi membri; giudicate ancora insufficienti le previsioni riguardo allo svolgimento dei lavori della CIG che sono state proposte dal Consiglio europeo di Helsinki; viste le proposte espresse dalla Commissione europea nel suo parere del 26 gennaio 2000; condividendo gli elementi essenziali delle posizioni adottate dal Parlamento europeo il 18 novembre 1999 e il 3 febbraio 2000, sulla preparazione della prossima riforma dei Trattati; sottoscrivendo le esigenze e le ambizioni espresse da numerose organizzazioni non governative della societa' civile e dai movimenti europeisti e federalisti; esprimendo la volonta' di avviare un dialogo con le piu' significative rappresentanze della societa' civile italiana durante tutti i negoziati per riforma del trattato di Amsterdam, che si prevede chiudersi nel dicembre del 2000 a Nizza; rinnovando l'impegno del Parlamento italiano a favore di una vera Costituzione federale dell'Unione europea, ricordando il sostegno del popolo italiano - in occasione del referendum di indirizzo del giugno 1989 - al principio del mandato costituente al Parlamento europeo; auspicando che il Governo possa proporre il prossimo 14 febbraio, all'apertura della Conferenza intergovernativa di revisione dei Trattati, l'adozione di un'agenda allargata, in grado di rendere la prossima riforma dell'Unione conforme ai seguenti tre obiettivi prioritari: a) una revisione globale e coerente del sistema istituzionale dell'Unione europea che consenta di rafforzare l'autorita' ed il carattere democratico della Commissione come organo di governo dell'Unione; che introduca la generalizzazione del voto a maggioranza qualificata nel Consiglio dell'Unione sia nelle materie costituzionali (revisione dei trattati, adesioni e risorse proprie) che legislative, la conseguente generalizzazione del potere di codecisione costituzionale, legislativo e di bilancio del Parlamento europeo - con la soppressione delle residue procedure di consultazione e di cooperazione -, la comunitarizzazione della politica estera, della sicurezza e della difesa nonche' la piena comunitarizzazione degli affari interni e giudiziari; b) il rafforzamento delle grandi politiche comuni, in particolare nell'ambito dell'Unione economica, della lotta alla disoccupazione e della coesione economica e sociale, in modo tale da creare le condizioni per lo sviluppo di una effettiva politica macro-economica dell'Unione, nell'interesse dei suoi cittadini, all'interno della quale si dovra' collocare l'autonoma azione della Banca Centrale Europea; c) favorire l'elaborazione di un 'patto costituzionale fondatore', che possa venire incontro alle ambizioni di tutti quei cittadini e quegli Stati membri che vogliano ulteriormente rafforzare l'identita' e la coesione politica europea. Tale patto deve contenere i principi fondamentali dell'Unione, le basi della sua organizzazione costituzionale, le regole che all'interno della stessa rendano possibile il ricorso a cooperazioni rafforzate, nonche' le norme relative alla cittadinanza europea, con particolare riferimento alla carta dei diritti e delle liberta' fondamentali. Tale 'patto costituzionale' andrebbe, quindi, sottoposto alla ratifica da parte dei cittadini europei, impegnano il governo: a vigilare, durante i lavori della Conferenza intergovernativa, affinche' non venga mai messo in pericolo l'obiettivo ultimo, di tipo federale, dell'integrazione europea, come il solo modo valido per creare una Unione democratica; ad attivarsi affinche' venga adottato un metodo negoziale trasparente che favorisca: un ampio dibattito pubblico; il controllo democratico del processo di revisione e di adozione delle modifiche dei Trattati; la coerenza dei risultati; a preannunciare che l'Italia esprimera' il suo consenso sul progetto finale di riforma da sottoporre alle ratifiche nazionali solo a condizione che la decisione finale degli Stati membri sia sottoposta al Parlamento europeo con la procedura gia' indicata al punto 6) della risoluzione del Parlamento europeo sulla convocazione della Conferenza intergovernativa, approvata nella seduta del 3 febbraio 2000; ad adottare ogni possibile iniziativa per consentire che una Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, la cui elaborazione e' stata decisa dal Consiglio europeo di Colonia, sia conclusa prima dell'adozione definitiva delle previste modifiche dei Trattati, affinche' essa possa essere assunta come preambolo fondante e costitutivo dei Trattati stessi; a riferire periodicamente alle Commissioni competenti della Camera e del Senato sullo stato dei lavori nelle varie fasi della Conferenza intergovernativa, in modo tale da garantire una effettiva partecipazione delle Camere alla definizione degli indirizzi relativi alla posizione italiana in seno alla stessa Conferenza intergovernativa e da permettere di decidere se sono riunite tutte le condizioni indispensabili alla realizzazione degli obiettivi prioritari ripetutamente affermati dal Parlamento italiano. (7-00860)