Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERPELLANZA 2/02225 presentata da RALLO MICHELE (ALLEANZA NAZIONALE) in data 20000209
I sottoscritti chiedono di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri, per sapere - premesso che: a partire dal 1997 le crisi finanziarie in Asia, in America Latina, in Russia e il crollo del piu' grande hedge fund Ltcm non rappresentano ormai casi isolati o fortuiti ma sono piuttosto manifestazioni di una crisi dell'intero sistema finanziario e monetario internazionale, che e' piu' volte giunto sulla soglia di una implosione vera e propria; nel processo di globalizzazione e di totale internazionalizzazione dei mercati finanziari un qualsiasi crollo in qualunque mercato finanziario diventa un momento di instabilita' nell'intero sistema, a causa principalmente di due fattori: a) gran parte delle operazioni sono svolte a breve e al brevissimo termine; b) il cattivo funzionamento delle istituzioni internazionali, quali il Fondo monetario internazionale e la Banca mondiale, nell'assolvere al loro compito, come recentemente si e' dimostrato in modo clamoroso nelle vicende economiche della Russia; negli ultimi mesi molti esperti di economia internazionale, che fino a poco prima non avrebbero espresso pubblicamente le loro preoccupazioni, hanno cominciato a paventare pericoli di un imminente crac finanziario: Ernst Welteke, governatore della Bundesbank, infatti, il 18 ottobre 1999, a Lipsia, ha ammonito circa i contraccolpi negativi non solo sulle borse ma sull'intera economia della cosiddetta 'bolla speculativa' creata dal valore eccessivo dei corsi azionari; l'ex cancelliere Helmut Schmidt sul giornale Welt am Sonntag del 1^ agosto 1999 ha sottolineato che 'la gente non capisce che il boom in borsa e' totalmente sopravvalutato e che ci sono psicopatici che fanno salire i titoli ancor di piu'... Quanto all'indice Dow Jones, la data del crollo non e' nota, ma verra' ed e' sicura come l'amen in chiesa'; a partire dalla decisione del 15 agosto 1971 di sganciare il dollaro dal valore delle riserve auree sono state introdotte misure di deregolamentazione economica, monetaria e finanziaria che hanno segnato la fine del sistema instaurato a Bretton Woods nel 1944, che attraverso misure di controllo sui cambi e sui movimenti di capitale e di creazione di credito per investimenti reali - soprattutto col piano Marshall - aveva sostenuto la ricostruzione delle economie distrutte dalla guerra consentendo un periodo di sviluppo; negli ultimi trent'anni, invece, si e' manifestata una vera e propria divaricazione tra l'economia reale e quella finanziaria; quest'ultima ha dato vita ad una gigantesca bolla finanziaria e speculativa, che ha trasformato completamente le strutture dell'economia mondiale; si calcola che questa bolla di strumenti finanziari ammonti ad almeno 300 mila miliardi di dollari, che e' paragonata ad un Pil mondiale di circa 40 mila miliardi di dollari; del resto gli stessi dati relativi all'economia statunitense, forniti dal Departement of Commerce, dalla Federal reserve board of governors e dalla Federal departement insurance corporation confermano tutto cio'; infatti alla fine del primo trimestre del 1999 il totale degli strumenti finanziari aveva raggiunto il livello di 96,97 trilioni di dollari contro un prodotto interno lordo di 9,07 trilioni con un rapporto 10,7 a 1; e' evidente percio' che la situazione americana non costituisce un'eccezione, bensi' e' la regola riscontrabile anche nell'economia del Giappone, nelle nazioni europee e ovunque, nel resto del mondo; questo processo ha avuto degli effetti devastanti in particolare per le economie e i livelli di vita delle popolazioni delle nazioni in via di sviluppo, come per esempio in Malaysia, dove l'attacco speculativo del 1997, della durata di poche settimane, ha di fatto distrutto i progressi di quella nazione maturati in 40 anni di impegno e lavoro, come il presidente Mahatir ha pubblicamente denunciato; la decisione della Malaysia di rispondere alla destabilizzazione speculativa e alla globalizzazione sfrenata, introducendo una serie di misure di controllo sui cambi e sui movimenti di capitale, ha permesso di stabilizzare quella economia (aumentando tra l'altro il prodotto interno lordo del 6 per cento in un solo anno), come e' stato costretto ad ammettere perfino il vice direttore del Fondo monetario internazionale, Stanley Fisher; lo stesso processo sta creando degli effetti estremamente negativi sui livelli di produzione e di occupazione, con conseguenze sociali preoccupanti, anche nei paesi piu' industrializzati; si tratta di un processo che, esautorando i governi e i Parlamenti democraticamente eletti, contemporaneamente mina lo stesso principio della sovranita' nazionale e del mandato costituzionale, valido in Italia cosi' come in tutti i paesi, di progresso e sviluppo; a livello internazionale oltretutto cio' fa aumentare il rischio di conflitti regionali e di guerre; considerato che il tasso di crescita della massa di strumenti finanziari in rapporto al prodotto interno lordo, cosi' come avvenuto negli anni passati, in mancanza di qualsiasi regolamentazione e in relazione alla globalizzazione finanziaria, non potra' arrestarsi autonomamente, liberalizzando sempre piu' il mercato; vi e' gravissimo rischio che tutte le operazioni di rifinanziamento della bolla finanziaria con aumenti di immissione di liquidita' possano portare ad un'esplosione inflattiva su tutti i prezzi, non solo sui titoli finanziari -: se non ritenga di proporre la convocazione di una nuova conferenza internazionale a livello di Capi di Stato e di Governo, come quella che si tenne a Bretton Woods nel 1944, con lo scopo di fondare un nuovo sistema monetario internazionale e prendere quelle misure necessarie per eliminare i meccanismi che hanno condotto alla creazione della bolla speculativa e per mettere in moto programmi di rilancio dell'economia reale tra cui: un maggior controllo sui cambi delle monete, introducendo parita' fisse, modificabili, qualora ve ne fosse la necessita', solamente attraverso la decisione dei governi responsabili e l'accordo degli Stati impegnati nel nuovo sistema monetario; una qualche limitazione sui movimenti di capitale; l'introduzione di misure, quali la Tobin tax, miranti alla limitazione di operazioni speculative a breve termine, come le transazioni sui prodotti derivati; la reintroduzione del sistema basato sulle riserve auree in modo tale da ancorare i valori delle monete ad un punto di riferimento reale; la creazione di nuove linee di credito asplicitamente orientate allo sviluppo di nuovi investimenti nei settori di economia reale, come l'industria, le tecnologie nuove, la ricerca scientifica, l'agricoltura; la definizione di grandi progetti infrastrutturali di portata continentale, in cui utilizzare le nuove tecnologie e le nuove acquisizioni della ricerca scientifica, che facciano da volano della ricostruzione industriale e della cooperazione pacifica delle nazioni e dei popoli -: se non reputi opportuno operare affinche' tale proposta venga portata all'attenzione del Parlamento di Strasburgo, della Commissione europea e di tutte le istituzioni dell'Unione europea responsabili delle politiche economiche della Comunita' e, attraverso accordi bilaterali, dei singoli Governi e Parlamenti degli Stati europei, sollecitando altresi' l'attenzione su tali problematiche da parte di ogni altro Governo del mondo, con particolare riguardo agli Stati Uniti d'America, alla Cina, all'India e alla Russia. (2-02225)