Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/05091 presentata da SCALTRITTI GIANLUIGI (FORZA ITALIA) in data 20000211
Ai Ministri delle politiche agricole e forestali e dei trasporti e della navigazione. - Per sapere - premesso che: con il decreto legge 31 maggio 1999, n. 154, convertito in legge 30 luglio 1999, n. 249, e con il successivo decreto legge 9 settembre 1999, n. 312, convertito in legge 9 ottobre 1999, n. 405, il Governo ha disposto due fermi della pesca nell'Adriatico, per consentire la bonifica dei fondali dalle bombe scaricate in mare dalle forze Nato durante la guerra per il Kosovo; gli operatori del settore - e particolarmente quelli del Medio ed Alto Adriatico, delle Marche e del Veneto - a causa di tali fermi della pesca hanno subi'to un danno evidente per non aver potuto svolgere regolarmente la propria attivita' lavorativa in mare; i suddetti fermo-bellico hanno di fatto bloccato ogni attivita' produttiva, creando un immediato riscontro negativo sia per le imprese di pesca che per i lavoratori del settore, che da mesi non ricevono lo stipendio; i fondi stanziati per l'occasione dal Governo ammontano a 60 miliardi di lire, per quanto attiene al decreto n. 154 del 31 maggio 1999, ed a 5,5 miliardi di lire, per quanto attiene al decreto n. 312 del 9 settembre 1999, oltre a ulteriori 12 miliardi di lire, sempre nel decreto n. 312 del 9 settembre 1999, per il fermo biologico nel mar Tirreno e nel mare Jonio, destinati agli imbarcati; a tutt'oggi, nonostante le molte assicurazioni in proposito, ancora nessun rimborso delle indennita' per il fermo bellico relative ai mesi di giugno, luglio e agosto dell'anno 1999 e' stato erogato agli aventi diritto con gravi problemi di liquidita' ed indebitamenti bancari insostenibili; il Governo, allo scopo dichiarato di velocizzare i suddetti rimborsi, ha accentrato il disbrigo delle pratiche al ministero, togliendone la competenza alle capitanerie di Porto, con il fallimentare risultato a cui stiamo assistendo; il pesante ritardo dei rimborsi va a sommarsi al vertiginoso aumento del prezzo del gasolio negli ultimi mesi, in modo tale da rendere completamente improduttive le aziende di pesca, minimizzando anche le retribuzioni degli imbarcati; l'economia ittica delle regioni adriatiche e, particolarmente, di quella marchigiana, e' entrata in una fase di profonda crisi economica che, se non risolta da una decisiva azione governativa, portera' al collasso del settore della pesca, esasperando lo stato di agitazione che gia' anima la categoria dei pescatori e delle associazioni nazionali di categoria -: quale sia la posizione del Governo e del ministero delle politiche agricole - Direzione generale della pesca, in proposito; perche' a tutt'oggi non siano stati ancora erogati i suddetti rimborsi agli aventi diritto; quando e come verranno pagate le quote di rimborso per il 'fermo bellico' alle varie categorie del settore pesca e, se sono stati effettuati dei pagamenti, a quali e' stata data priorita'; quali altre azioni o incentivi siano previsti dal Governo per compensare, almeno in parte, la perdita economico-finanziaria subita dalle imprese del settore, soprattutto a causa del repentino aumento degli interessi passivi per gli scoperti bancari, ma anche in seguito all'aumento del prezzo del gasolio da pesca, che incide per il 60 per cento sui costi di gestione delle imbarcazioni. (3-05091)