Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/07383 presentata da MALAVENDA ASSUNTA (MISTO) in data 20000216
Ai Ministri del lavoro e della previdenza sociale e della sanita'. - Per sapere - premesso che: presso l'industria Dalmine di Dalmine in provincia di Bergamo, la ristrutturazione dell'azienda seguita alla privatizzazione ha portato di recente altri 700 esuberi con prepensionamenti e mobilita' ed ha reso sempre piu' pericolosa l'attivita' lavorativa disattendendo i termini dell'accordo della privatizzazione del 1995; non si sono effettuati investimenti per la messa in sicurezza dei luoghi di lavoro ma si pensa solo ad aumentare la velocita' degli impianti ed al controllo capillare dei lavoratori, ad esempio installando videoterminali di controllo collegati con l'ufficio del capoturno che obbligano il lavoratore, digitando adeguati codici, a dover giustificare ogni piu' piccolo fermo macchina, dai guasti, alle fermate tecniche, a quelle per necessita' fisiologiche, lasciando in decadenza alcune zone della fabbrica ormai ad alto rischio per la salute e la sicurezza; l'intensificarsi dei ritmi si ripercuote sugli operai di tutta la linea, producendo conseguenze gravissime ad esempio persino le protezioni di gomma presenti un tempo sulle rastrelliere dove sono stoccati i tubi nei piazzali, non sono piu' curate, con un notevole ed evidentissimo aumento dell'inquinamento acustico, nell'area di lavoro fino ai quartieri dei paesi limitrofi; nella acciaieria e' stata aumentata la capienza delle siviere per ottenere piu' tonnellate di acciaio fuso per ogni colata ma le colonne di raffreddamento sulle linee di colata, sono, allo stato attuale, composte da tubi usurati e quindi danno luogo a perdite di acqua, generando problemi e pericoli per gli operai che devono lavorare in quelle postazioni inoltre i sostegni di carpenteria del piano colata sono significativamente erosi e si riscontra uno sfaldamento con il relativo assottigliamento dello spessore delle travi che devono reggere pesi di oltre 140 tonnellate e sono sottoposte a forti vibrazioni; i controlli sullo stato delle strutture, un tempo periodici, si sono incredibilmente diradati; tutto questo e' segnalato a maggior ragione dopo i cinque infortuni mortali in soli due giorni avvenuti a gennaio nella provincia di Bergamo, e ricordando il recente grave incidente avvenuto alla Dalmine che ha lasciato un operaio in coma per circa un mese, individuando nell'organizzazione del lavoro, nello stato delle attrezzature, nello stress dovuto all'appesantimento dei ritmi e dei turni con sabati lavorativi obbligatori per piu' settimane consecutive, per le ferie e riposi che saltano in conseguenza di 'organici insufficienti', le responsabilita' degli infortuni; l'Asl competente per territorio, brilla per assenza e per assoluta mancanza di controlli, nonostante piu' volte sia stato chiesto il suo intervento, anche a seguito di incidenti; questa situazione scarica sugli operai il peso di scegliere se violare le norme di sicurezza per rispettare l'organizzazione del lavoro, addossandosi cosi' la responsabilita' di eventuali infortuni, o rispettarle andando incontro a possibili sanzioni disciplinari -: quali iniziative intendano assumere rispetto alla situazione denunciata e come intendano intervenire nei confronti degli Uffici del lavoro e delle Asl competenti per le loro palesi omissioni e perche' siano rispettati i pur deprecabili accordi per la privatizzazione e si imponga all'azienda una decisa inversione di tendenza in termini di sicurezza per i lavoratori. (5-07383)