Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/05136 presentata da CARRARA CARMELO (MISTO) in data 20000216
Ai Ministri della sanita' e della giustizia. - Per sapere - premesso che: le Aziende Civico e Cervello di Palermo sono state autorizzate dal Ministero della sanita' ad effettuare interventi di trapianto terapeutico di fegato, rene e pancreas prelevati da cadaveri, e di rene da donatore vivente nell'ambito del progetto di sperimentazione gestionale della regione Sicilia, approvato dalla Conferenza Stato-Regioni e che ha dato origine all'Istituto Mediterraneo per i Trapianti ed Alta Specializzazione (IsMeTT); l'attivita' di trapianto dell'IsMeTT e' iniziata nel luglio 1999, ma in maniera anomala e, del tutto illegittima in radice, se e' vero che il provvedimento e' stato reso nonostante il parere non certamente favorevole del Consiglio Superiore di Sanita' che nella seduta del 4 maggio 1999 esprimeva una valutazione favorevole limitatamente alla specifica competenza medico-chirurgica e biologica dei sanitari, ma sospendeva l'esame per quanto riguardava altri aspetti e evidenziava nei dati sui trapianti contenuti nella richiesta di autorizzazione una serie di inesattezze e di chiari errori; a tutt'oggi si riscontra una serie di gravissime irregolarita', stante: a) la diversita' tra il soggetto autorizzato all'attivita' di trapianto (le Aziende Ospedaliere Civico e Cervello) e quello che effettivamente gestisce l'attivita' di trapianto (l'IsMeTT e UPMC-Italy) e che l'attivita' continua in assenza di qualsiasi convenzione e di effettivo controllo sulla qualita' e sulla tecnica impegnata, nonche' sulle risorse economiche, spese senza alcun vaglio tutorio; b) la posizione dei chirurghi che effettuano gli interventi di trapianto i quali, contrariamente a quanto previsto dalla legislazione vigente, sono a tutti gli effetti professionisti dipendenti da un soggetto privato (UPMC-ltaly) ai quali viene corrisposto un compenso per ogni intervento di trapianto effettuato. Alla stregua della normativa vigente nella prima stesura del progetto di sperimentazione, solo strutture Ospedaliere e Universitarie possono essere autorizzate ad effettuare interventi di trapianto e, che all'interno di queste, soltanto medici di ruolo del servizio sanitario nazionale possono praticare la chirurgia dei trapianti. Stante la natura societaria dell'IsMeTT S.r.l. e tenuto conto che i Medici dell'IsMeTT dipendono da un soggetto privato (l'University of Pittsburgh Medical Center System - UPMCS) era necessaria una deroga a queste disposizioni per potere accreditare l'IsMeTT come Centro di Trapianti. Nessuna deroga e' stata concessa dal Direttore del competente Dipartimento del Ministero della sanita' che, interpellato in merito a tale richiesta di deroga, espresse parere negativo; peraltro la Conferenza Stato-Regioni non solo non ammise le deroghe richieste ma pretese che nel documento finale del progetto di sperimentazione (il Protocollo d'intesa con la Regione Siciliana adottato dalla Conferenza nella seduta del 20 marzo e che costituisce la fonte di legittimita' del progetto IsMeTT), venisse inserita un'esplicita dichiarazione in senso opposto. Ma nonostante l'immissione di questa clausola, la primitiva impostazione del progetto non viene modificata; e infatti, nello stesso documento sono mantenute altre affermazioni che contrastano fortemente con l'asserita volonta' di svolgere attivita' di trapianto nel rispetto della legislazione vigente. Vengono previsti infatti: la costituzione di una s.r.l., dunque di un soggetto privato, per la creazione e gestione dell'istituto; l'affidamento della direzione dell'Istituto ad un professionista individuato, fin dalla lettera d'intenti sottoscritta dal Ministero della sanita' a Palermo il 6 luglio 1996, nel dottor Ignazio Marino, a tutti gli effetti dipendente da UPMC; l'affidamento al partner americano della potesta' di selezionare e di 'assumere' il personale medico da utilizzare nel Centro. Va a questo punto osservato che il Dipartimento internazionale per i trapianti tra le Aziende Civico e Cervello non e' mai stato costituito: non e' previsto nella pianta organica delle due Aziende, non sono state mai individuate le Unita' Operative facenti capo ad esso, ne' tantomeno sono stati costituiti gli organi collegiali e di governo previsti dalla legge. Nessuna convenzione risulta stipulata, ancora oggi, tra le due Aziende Ospedaliere e l'IsMeTT e non risultano rispettate le condizioni per il rilascio della richiesta autorizzazione, cosi' come imposta nella nota 27 gennaio 1999 (DPS/TO55/9/109) del Dr. R. D'Ari ai Direttori Generali delle Aziende Civico e Cervello. Poiche' non sono rispettate 'le condizioni indicate nella richiamata nota ministeriale del 27 gennaio' appare lecito chiedersi, allora, a che titolo e con quanta legittimita' il professor Ignazio Marino e i dottori Cataldo Doria e Renato Ruggiero abbiano effettuato ed effettuino interventi di trapianto terapeutico. Nell'istanza presentata al Ministero e nel relativo decreto d'autorizzazione dell'8 giugno 1999 sono inseriti, infatti, i nominativi dei Dottori Antonio Martino, primario di Chirurgia Vascolare del Civico, Giuseppe Pumilia, Giuseppe La Marca, Luigi Molica e Mario D'Angelo, tutti chirurghi dipendenti di ruolo dell'Ospedale Civico e gia' autorizzati fin dal 1993 ai trapianti di rene. In realta' l'inserimento di questi medici nell'e'quipe di trapianto dell'IsMeTT ha avuto pero', fin dall'inizio, lo scopo esclusivo di diluire il carattere privato dell'attivita' dei Chirurghi di UPMC effettivamente destinati ad eseguire gli interventi, e cioe' il professor Marino, il dottor Doria e il dottor Ruggiero e a rimpolpare, sulla carta, con elementi dipendenti dalle due Aziende ospedaliere una squadra incaricata, in teoria, di fare decine e decine di interventi di trapianto. Di fatto, il dottor Martino, Primario di Chirurgia Vascolare e responsabile dell'e'quipe di trapianto di rene del Civico fin dal 1993, corse il rischio di vedere sparire, da un giorno all'altro, la sua autonoma e'quipe di trapianto e di ritrovarsi a far parte di una nuova e'quipe di trapianti diretta dal dottor Marino, e cioe', di fatto, in posizione subordinata ad un medico che non ricopriva e non ricopre alcun ruolo all'interno del servizio sanitario nazionale! Tutti costoro hanno inutilmente esternato al Ministro della sanita' e ad altre Autorita' il loro ruolo di convitati di pietra nelle attivita' di trapianto, non essendo mai stati coinvolti, ne' in alcun modo informati sulle procedure in ordine alla formazione delle liste di pazienti, ne' sulle attivita' di trapianto, ne' sulla attivita' di formazione e perfezionamento in materia di trapianto che si attendevano con l'University of Pittsburgh Medical Center System. Dopo la frattura definitiva tra il professor Marino e il gruppo di trapianto renale del Civico, l'Azienda ha ottenuto dal Ministero il rinnovo della precedente autorizzazione e, quindi, la possibilita' di proseguire la propria attivita' di trapianto renale da cadavere indipendentemente dall'IsMeTT. Nonostante cio', il professor Marino si e' guardato bene dal togliere i Chirurghi del Civico dal team di trapianto proposto al Ministero per l'autorizzazione dell'Istituto e cosi' essi si ritrovano nello stesso tempo, in base al decreto dell'8 giugno 1999, a far parte anche dell'e'quipe chirurgica dell'IsMeTT. Avrebbero dovuto essere percio' in qualche modo chiamati, coinvolti anche nell'attivita' clinica dell'IsMeTT e, invece fin dal primo intervento di trapianto sono stati semplicemente ignorati; l'attivita' dell'IsMeTT si e' svolta come se in quel decreto i loro nomi non ci fossero mai stati. Addirittura, si e' creata la paradossale situazione per cui e' stata costituita ufficialmente dall'IsMeTT una lista di pazienti in attesa di trapianto renale da cadavere che, in teoria, dovrebbero essere operati dal dottor Marino, sulla carta responsabile dell'e'quipe di trapianto renale da cadavere dell'IsMeTT e di cui il dottor Marino non sa assolutamente nulla! Naturalmente, a piu' di sei mesi dall'inizio delle attivita' cliniche dell'IsMeTT, nessuna convenzione o altra forma di accordo operativo e' stata mai stipulata tra le Aziende Civico e Cervello e l'IsMeTT e 'l'apposita convenzione' tra le Aziende Civico e Cervello e l'IsMeTT in base alla quale i Medici dell'Istituto dovevano instaurare un rapporto organico o funzionale con le Aziende, e' rimasta nella sfera delle intenzioni. L'e'quipe di trapianto e' costituita esclusivamente da personale dipendente da UPMC-Italy e ai Chirurghi delle Aziende Ospedaliere non resta altro da fare che scrivere protestando contro i comportamenti illegittimi e lesivi della loro dignita' professionale per essere stati inseriti nell'e'quipe chirurgica di trapianto dell'Istituto Mediterraneo per i Trapianti e Terapie ad Alta specializzazione solo 'pro forma'; gli stessi hanno chiesto di essere cancellati dall'elenco dei chirurghi relativo al decreto in questione. L'intera attivita' dell'Istituto, compresa ovviamente quella di trapianto, e' dunque, totalmente affidata al partner americano, il quale, come da contratto, seleziona e assume il personale (con contratto di diritto privato, ma con soldi pubblici), ordina materiali e presidi sanitari (con procedure di tipo privatistico, ma ancora con soldi della Regione) e, infine, organizza l'attivita' clinica e regolamenta le modalita' di accesso all'Istituto dei pazienti: infatti all'IsMeTT non si accede, ne' attraverso il pronto soccorso ne' con una proposta del medico curante, come avviene nei normali reparti ospedalieri e perfino nelle case di cura private, ma attraverso 'informali contatti'. Insomma, contrariamente a quanto stabilito dalla Conferenza Stato-Regioni e' nata una struttura sanitaria che svolge attivita' di trapianto con modalita' che non sono certamente quelle previste dalla legge e obbligatorie per tutti gli altri Centri italiani, interamente gestita e controllata da uno staff di dirigenti italiani e americani che non rispondono del loro operato a nessuno se non ai loro superiori dell'UPMC. Alla Regione tocca, nel frattempo, pagare i salatissimi conti. Tutti questi provvedimenti e comportamenti rappresentano fatti di inaudita gravita' e perche' chiaramente favoritivi di soggetti privati e perche' produrranno notevole nocumento alle risorse umane dell'ospedale Civico e Cervello nonche' alle casse della Regione Siciliana per costi di gestione assolutamente intollerabili per la conduzione dell'attivita' che non ha, fino ad oggi, rispettato alcuna delle condizioni indispensabili per il rilascio dell'autorizzazione e l'attivazione della Convenzione (per U.S. $ 10 milioni annui!). Peraltro, e' assurdo che la Regione Siciliana si prenda carico, oltre che degli oneri spettanti a UPMCS, anche di quelli necessari per assicurare la piena e completa operativita' dell'Istituto, con compensi, costi, tariffe che presentano un netto divario con quelli esistenti oggi in Italia sulla base delle specifiche normative vigenti. L'attivita' di trapianto dell'IsMeTT procede attualmente senza grandi meriti, e senza possibilita' di controllo da parte degli organi sanitari tutori, i quali non sono mai stati notiziati in ordine ai trapianti effettuati, alcuni dei quali non corrispondevano ad alcuno dei cross-matches svolti dal Centro di Immunoematologia del Civico; del resto, all'IsMeTT vengono effettuati interventi chirurgici che nulla hanno a che fare con i fini che determinarono la realizzazione dell'Istituto, che risulta operare senza regole di alcun tipo, tant'e' che la stessa Associazione Siciliana per il trapianto di fegato e' intervenuta richiedendo 'pari opportunita' tra i cittadini e chiari criteri di trasparenza e di accesso alle liste di attesa determinati da parametri clinici ed immunologici', ed ha accusato la Regione Siciliana di violare la legge vigente ed ancora piu' l'unico determinante criterio scaturente 'dai parametri stabiliti esclusivamente in base alle urgenze ed alle compatibilita' risultando dai dati contenuti nelle liste di attesa'. I fatti sopra menzionati sono stati denunziati, oltre che dal professor Martino alle Autorita' Sanitarie, anche dal dottor Vito Sparacino che sarebbe gia' stato sentito, quale persona informata sui fatti, dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Palermo proprio sulle cennate irregolarita' e, in merito ai provvedimenti autorizzativi, e alle attivita' gestite dall'IsMeTT, dalla Azienda Ospedaliera e dai chirurghi coinvolti o meno nella prospettata attivita' dei trapianti; quali provvedimenti urgenti intende adottare il Ministro della sanita' in merito agli episodi denunziati i cui vizi di legittimita' possono presentare risvolti di diversa natura e mortificano non solo i sanitari delle Aziende Ospedaliere Siciliane, ma tutti i cittadini che vedono un soggetto privato che svolge - senza alcune regole e controllo - attivita' di trapianti con denaro della Regione Siciliana, ma con procedure, selezioni e metodi di organizzazione di attivita' clinica e di accesso dei pazienti, del tutto arbitrari e privatistici; in particolare se non ritenga il Ministro della sanita', di sospendere immediatamente, in coerenza dell'autorizzazione concessa alle Aziende Civico e Cervello, ogni attivita' da parte dell'IsMeTT il cui personale non e' abilitato allo svolgimento dell'attivita' di trapianti, consentendo al personale sanitario pubblico esistente nelle suddette Aziende di proseguire la loro attivita' di trapianti al di fuori del progetto di sperimentazione gestionale con un soggetto privato che opera in condizioni di palese illegittimita' e con modalita' del tutto privatistiche e penalizzanti per l'Erario e per le due Aziende Ospedaliere coinvolte. (3-05136)