Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERPELLANZA 2/02244 presentata da TURRONI SAURO (MISTO) in data 20000217
I sottoscritti chiedono di interpellare i Ministri dell'ambiente e dei trasporti e della navigazione, per sapere - premesso che: il trasporto del petrolio greggio avviene quasi esclusivamente via mare e questo comporta notevoli pericoli per l'ecosistema dell'intero continente europeo a causa dei numerosi incidenti alle petroliere; negli ultimi 50 anni si sono verificati oltre 1300 incidenti, con sversamento in mare del petrolio trasportato; si calcola che nel Mediterraneo oggi vengano trasportati 3 miliardi di tonnellate di petrolio, pari a 20 milioni di barili, in pratica un quarto del traffico petrolifero mondiale si svolge in uno dei bacini marini piu' piccoli del pianeta, pari allo 0,7 per cento della superficie marina totale; l'eta' media della flotta petrolifera mondiale e' di 15 anni e il 25 per cento delle navi ne ha oltre venti; anche nei mari italiani si sono verificati numerosi disastri ambientali per colpa di vecchie petroliere: l'incidente piu' grave per il Mediterraneo fu quello provocato dalla Haven, una delle tante 'carrette' che nel 1991 affondo' al largo delle coste liguri con uno sversamento di 144.000 tonnellate di petrolio. Sui fondali si depositarono 35-50.000 tonnellate di petrolio e i danni ambientali stimati sono stati di 1.200 miliardi ma il governo italiano ricevette solo 117 miliardi; fra le aree piu' a rischio c'e' la Laguna di Venezia, una delle zone piu' delicate sia dal punto di vista naturalistico che artistico: annualmente vengono trasportate sei milioni di tonnellate di petrolio greggio e migliaia di tonnellate di benzina, gasolio, nafta, oli combustibili e prodotti chimici vari; secondo uno studio del CNR - basato su una simulazione condotta considerando uno spandimento di 5.000-10.000 tonnellate di greggio con i venti dominanti di bora e di scirocco - in caso di incidente petrolifero minimo nella laguna di Venezia, la citta' verrebbe raggiunta dal petrolio in 60-70 ore e il fragile ecosistema della laguna sarebbe sommerso dal petrolio in 12 ore; l'incidente causerebbe danni gravissimi all'intera zona costiera veneta, con ripercussioni incalcolabili per l'ambiente e l'economia basata sul turismo; l'ultimo incidente rilevante verificatosi in Europa e' quello che ha visto la petroliera Erika spezzarsi letteralmente in due nei mari francesi a nord della Bretagna e della Vandea, con danni incalcolabili all'ambiente e alla fauna; secondo il rapporto di un rapporto redatto dall'Ufficio inchieste sugli incidenti in mare (Bea Mer) subito dopo il disastro, non e' da escludere la responsabilita' del Registro navale italiano, al quale non sarebbero dovute sfuggire le debolezze strutturali della petroliera, che non ha subito collisioni di alcun genere; secondo le valutazioni della Commissione europea e' probabile, qualora venissero accertate le responsabilita', l'esclusione del Registro navale italiano dalla lista di quelli autorizzati a concedere il certificato di navigazione; dai dati forniti dalle capitanerie di porto emerge che nel 1999 sono state ispezionate 1.534 navi mercantili nei porti italiani e 199 sono state trattenute, tra cui 10 petroliere, perche' non rispondevano ai requisiti minimi previsti dalle convenzioni internazionali in vigore; la commissione europea ha inoltre anticipato l'ipotesi di introdurre il principio della responsabilita' di chi noleggia le navi e dell'obbligo delle doppie pareti per le petroliere in attivita' nell'Ue; il Ministro dell'ambiente ha sottolineato la necessita' di intensificare la sorveglianza, attivando un sistema di controlli e di scambio di informazioni con tutte le capitanerie di porto -: se il Governo non intenda procedere in tempi rapidi al rinnovo della flotta italiana che un recente studio dell'unione petroliera ha dimostrato essere assolutamente obsoleta; se in ogni caso l'Italia non intenda effettuare una verifica straordinaria su tutte le petroliere in navigazione nelle proprie acque territoriali, chiedendo la collaborazione dei paesi che si affacciano sul Mediterraneo; se il Governo non ritenga di introdurre l'obbligo per le nuove petroliere del doppio scafo e del doppio fasciame secondo le indicazioni internazionali in materia; se non sia opportuno stabilire il divieto di attracco nei nostri porti delle vecchie carrette con un solo scafo, studiando in ogni caso una completa revisione della normativa sui trasporti via mare degli idrocarburi; se il Governo non intenda procede all'adozione del sistema di controllo del traffico marittimo integrato via radio, radar e satellite (Vessel Traffic Sistem), che consenta di tenere sotto osservazione tutte le navi in circolazione nei mari che circondano l'Italia, soprattutto dal punto di vista ambientale; quali iniziative il Governo intenda adottare per realizzare l'immediata riforma del Rina, il registro navale italiano, ponendolo sotto la vigilanza anche del ministero dell'ambiente, che renda piu' efficaci e meno burocratici i controlli che l'ente effettua; se il Governo intenda garantire il riconoscimento del danno ambientale in caso di incidente. (2-02244)