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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XIII Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/05156 presentata da BECCHETTI PAOLO (FORZA ITALIA) in data 20000217

Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri dell'ambiente, per i beni e le attivita' culturali e dei lavori pubblici. - Per sapere - premesso che: nel 1998 e' stato istituito il Parco regionale dell'Appia Antica quale area naturale protetta; tale decisione si pone l'obiettivo lodevole di preservare un'area di straordinario interesse archeologico -: il progetto originario della riqualificazione della superficie stradale della via Appia Antica aveva caratteristiche tali da consentire la piena percorribilita' della strada anche del traffico veicolare, analogamente a quanto avveniva in precedenza; non poteva essere altrimenti, considerato (a) l'assoluta carenza di viabilita' alternativa; (b) che l'intero territorio dell'Appia Antica ha destinazione N-verde pubblico e nessuno dei terreni risulta preordinato alla realizzazione di pubbliche vie; ed infine (c) che l'articolo 16 della legge regionale istitutiva dell'area protetta espressamente vieta di aprire nuove strade o di procedere all'allargamento di quelle esistenti; la nuova sistemazione (che non pare indenne da illegittimita' formali e sostanziali) della superficie stradale della via Appia Antica con ampio tratto in basolato romano, realizza nuove condizioni di circolazione; se corrisponda al vero che nell'anno 1997 sia stato approvato il progetto predisposto dal comune di Roma per la riqualificazione della sede stradale della via Appia Antica da piazza Numa Pompilio al Gra (grande raccordo anulare); se corrisponda al vero che il progetto originario prevedeva, nel primo tratto da piazza Numa Pompilio fino a circa settecento metri dopo la via Cecilia Metella, la sistemazione della superficie in selciato; mentre nel secondo tratto fino Gra, previa demolizione del manto d'asfalto, una pavimentazione in basoli di peperino di nuova realizzazione; se corrisponda al vero che il XII dipartimento del comune di Roma, con nota del 3 febbraio 1998 protocollo n. 5861, comunicava solo ad alcuni degli enti con competenze in ordine all'esecuzione dei lavori, che 'a parziale modifica di quanto concordato nella conferenza dei servizi del 19 novembre 1997, si prevede di realizzare la sovrastruttura stradale attraverso il recupero della basole esistenti romane, riportandole a quota adeguata'; se tutto cio' corrispondesse al vero, quale sia stata la 'variante di progetto', che ha consentito di modificare l'originario progetto della superficie stradale dell'Appia Antica nell'attuale situazione, che vede oltre un chilometro della strada scavata fino ad oltre un metro per riportare alla luce l'antico basolato romano; se per caso la variante esistesse realmente, se sia stata indetta una nuova gara d'appalto, atteso che i lavori di ripristino di opere di alto valore archeologico devono per legge essere effettuati da imprese particolarmente qualificate e riconosciute come tali e non, come invece sembra, dalla originaria impresa di semplice manutenzione stradale che aveva vinto l'appalto sulla base del progetto originario; se il comune di Roma abbia effettivamente operato a termine di legge, atteso anche che l'opera e' stata realizzata con l'utilizzo di stanziamenti ingenti da parte dello Stato; se erano state previste le catastrofiche conseguenze che una tale risistemazione della sede viaria avrebbe comportato sulle condizioni di vivibilita', incolumita' e sicurezza degli abitanti, a partire dalla primaria possibilita' di accesso alle proprie abitazioni che oggi e', di fatto, a molti preclusa; se corrisponda al vero, a riprova della insufficiente considerazione da parte del comune di Roma delle gravissime problematiche connesse con la tutela della pubblica incolumita', che alla conferenza dei servizi dell'11 settembre 1997 non siano state invitate le Autorita' competenti alla preservazione della salute e della sicurezza pubblica. In particolare: Prefettura, Questura, Legione Territoriale dei Carabinieri, Vigili del Fuoco, Sindaco (nella qualita' di ufficiale del Governo), Azienda Sanitaria Locale, Ispettorato Generale per la circolazione del Ministero del LL.PP. Se tutto cio' corrispondesse al vero, e' evidente che sia stata prodotta una lesione ai diritti fondamentali della totalita' dei cittadini abitanti sulla via Appia Antica (che hanno perduto le precedenti condizioni di mobilita') e piu' in particolare di quelli che abitano nel tratto in basolato romano. E' infatti del tutto evidente che le famiglie residenti, grazie alla inagibilita' della via in basolato romano, siano impossibilitate all'effettuazione delle attivita' piu' quotidiane ed ordinarie, nonche' al soddisfacimento delle basilari esigenze di vita. Si considerino infatti i gravi disagi (a) per la mobilita' privata in un'area isolata dove non e' neppure ipotizzabile l'uso alternativo di mezzi pubblici; (b) per la preclusione ad essere raggiunti da familiari, amici, fornitori, clienti; (c) per il traffico ad esempio di autocisterne essenziali per lo spurgo dei pozzi neri (atteso che ai residenti e' sempre stato negato l'allaccio al sistema fognario comunale); (d) per il traffico di autocisterne essenziali per l'approvigionamento del Gpl o della nafta necessarie per gli impianti autonomi di riscaldamento; (e) per il traffico di articolati essenziali per il trasporto di mobilio. Ma devono essere altresi' considerati eventi straordinari rilevanti, oggi di fatto preclusi dalla nuova sistemazione della superficie stradale della Via Appia Antica, quali ad esempio la possibilita' di prestare soccorso ad un infermo tramite mezzi della Cri, di far intervenire i Vigili del Fuoco in caso di incendio, di un normale pattugliamento da parte delle Forze dell'Ordine. Si aggiunga che a fronte di tale situazione, nessuna soluzione interlocutoria o semplicemente dilatoria puo' essere ipotizzata, salvo volersi assumere la grave responsabilita' - una volta che qualcuno di tali eventi effettivamente accada - di doverne rispondere in tutte le sedi competenti. In sostanza, l'area del Parco dell'Appia Antica non e' un monumento che si possa recintare, precludendone l'uso alla collettivita', rendendo la Regina Viarum assolutamente impraticabile ai mezzi pubblici, ai mezzi di soccorso, ai mezzi privati civili e financo ai mezzi a due ruote o ai presidi motori dei disabili. Le innegabili esigenze di preservare un'area di alto valore archeologico e di assicurarne la fruizione al pubblico senza che la via Appia Antica sia (come e' stata) un'arteria di scorrimento per il traffico 'improprio', non possono infatti contrastare ne' tanto meno ledere i diritti primari dei residenti nell'area. se corrisponda al vero che alcuni progetti approntati per una nuova circolazione nell'area del Parco auspichino soluzioni in virtu' delle quali i proprietari della viabilita' privata ed interpoderale esistente solo su un lato del tratto di basolato romano emerso, sacrifichino le loro proprieta' - gratuitamente et amore dei - per destinarle all'uso pubblico, nel caritatevole intento di alleviare i gravi disagi di coloro che, oltre ad abitare sul basolato, non hanno la 'fortuna' di avere accessi alternativi a quello sulla via Appia Antica. se cio' corrispondesse al vero, non si puo' non notare che l'accesso alla proprieta' non dipende dalla buona volonta' dei vicini di casa, ma deve essere garantito dall'Amministrazione, eventualmente anche attraverso misure esproprianti e di sistemazione di strade che per lo piu' sono sentieri di campagna, di dimensioni tali da non essere percorribili da un traffico veicolare. Ma non potendosi nell'area del parco realizzarsi nuove strade per i motivi prima indicati, si ha una ulteriore conferma della illegittimita' formale e sostanziale, nonche' della 'faciloneria' con la quale l'amministrazione del comune di Roma e l'Ente parco hanno agito nella riqualificazione della via Appia Antica (utilizzando fondi pubblici), senza alcuna considerazione per i piu' elementari diritti degli abitanti e delle attivita' commerciali o di culto (la Basilica di San Sebastiano) che insistono nell'area; se corrisponda al vero che la sede dell'Ente parco ubicata in via Appia Antica n. 40-42, sia stata ristrutturata, con ridistribuzione dei locali, realizzando di fatto un cambio di destinazione d'uso: come risulta infatti dal foglio catastale n. 882 (particelle 88-90) l'edificio in questione e' destinato ad uso industriale (la Cartiera De Chiara), mentre attualmente e' - ormai ristrutturato - adibito ad uffici e mostre; queste opere di ristrutturazione sono state eseguite in osservanza delle leggi 1089 del 1939, 149739 decreto ministeriale del 14 dicembre 1953, nonche' in osservanza del PTP dell'11 febbraio 1960: in caso contrario, poiche' l'Amministrazione del comune di Roma ha operato lodevolmente per l'abbattimento di manufatti abusivi realizzati nell'area del parco, si chiede di conoscere dai Ministeri interrogati se intendono sollecitare la stessa Amministrazione del comune di Roma affinche' si adoperi per ripristinare l'edificio che attualmente ospita la sede dell'Ente Parco, ristrutturato in dispregio della legislazione vigente; si chiede se intendano sollecitare la regione Lazio a procedere alla destituzione degli amministratori dell'Ente Parco, colpevoli di abusivismo edilizio in un'area naturale protetta e sulla quale hanno addirittura responsabilita' di attiva vigilanza. (3-05156)

 
Cronologia
giovedì 3 febbraio
  • Parlamento e istituzioni
    La Camera approva il disegno di legge Disposizioni per la parita' di accesso ai mezzi di informazione durante le campagne elettorali e referendarie e per la comunicazione politica (AC 6483), che sarà approvato dal Senato il 18 febbraio (Legge 22 febbraio 2000, n. 28 - par condicio).

martedì 22 febbraio
  • Parlamento e istituzioni
    La Camera approva la proposta di legge Disposizioni per il sostegno della maternità e della paternità, per il diritto alla cura e alla formazione e per il coordinamento dei tempi delle città (AC 259-B), approvata dal Senato il 25 gennaio 2000 (legge 8 marzo 2000, n. 53).