Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERPELLANZA 2/02249 presentata da SELVA GUSTAVO (ALLEANZA NAZIONALE) in data 20000218
I sottoscritti chiedono di interpellare i Ministri dell'industria, commercio e artigianato e delle finanze, per sapere - premesso che: e' di questi giorni la notizia secondo cui alcune compagnie petrolifere operanti sul territorio nazionale hanno deciso di consigliare ai nostri distributori del carburante un aumento del prezzo alla pompa della benzina verde fino a lire 2025; tale decisione e' la conseguenza di un aumento del greggio sul mercato internazionale anche oltre i 30 dollari al barile; la predetta crescita del prezzo del greggio non dipende solo dalla politica di contenimento della produzione da parte del cartello dei paesi Opec, ma anche dalla ormai endemica debolezza dell'euro rispetto al dollaro, dovuta sia all'incertezza della politica monetaria della Banca centrale europea, sia alla bassa crescita economica di gran parte dei paesi aderenti alla moneta unica europea, a causa della insufficiente flessibilita' del mercato del lavoro, nonche' a causa dell'elevata pressione fiscale a carico dei contribuenti, persone fisiche e attivita' produttive; il Governo italiano ha deciso alla fine dello scorso anno, per compensare in parte l'eccessiva crescita del prezzo del carburante alla pompa, di ridurre temporaneamente l'onere dell'accisa di appena 35 lire al litro, decisione presa con decreto ormai in via di scadenza; di fronte all'impetuosa e continua crescita del costo del carburante alla pompa, tuttavia, la predetta riduzione di 35 lire dell'accisa, ancorche' fosse confermata o magari leggermente aumentata pure per i prossimi mesi risulta assolutamente insufficiente, visto il contributo che l'incremento del prezzo finale del carburante offre alla crescita della nostra inflazione (vista anche l'incidenza del carburante sul costo del trasporto su gomma, cui e' affidata la movimentazione dell'80 per cento delle merci in Italia), oggi attestata in concreto al di sopra del 2 per cento e avviata a raggiungere il traguardo del 3 per cento, con un differenziale di maggiorazione di almeno un punto percentuale rispetto alla media europea; gli incassi tributari erariali complessivi del 1999, comunicati da Bankitalia nel suo 'Supplemento al Bollettino statistico' n. 2 del 5 gennaio scorso, risultano aver raggiunto l'astronomica cifra di 602.221 miliardi, con un incremento rispetto al 1998 di ben 60.917 miliardi (+11,25 per cento) quando invece il Dpef aveva previsto una riduzione della pressione fiscale dello 0,3 per cento per l'anno scorso: e cio', mentre la crescita del PIL in termini monetari nel 1999 sembra attestata sul 3,2 per cento cosicche' l'incremento degli incassi tributari sarebbe superiore di oltre 8 punti percentuali rispetto a quello del PIL; sempre secondo Bankitalia, gli incassi tributari erariali complessivi dei mesi di novembre e dicembre 1999 (periodo di forte crescita dei prezzi del carburante) sono risultati pari, rispettivamente, a 63.084 e a 117.883 miliardi, essendo evidente che tale impennata di incassi erariali rispetto a quelli dei mesi precedenti, oltre che dovuta al gonfiamento della base imponibile conseguente all'indeducibilita' dell'Irap in aggiunta a quella dell'Ici da tempo esistente, dipende anche dall'aumento del gettito Iva derivante dalla lievitazione del prezzo dei carburanti alla pompa, cioe' sul consumatore finale a carico del quale appunto l'Iva e' prelevata; lo Stato, lucrando indebitamente questo maggior gettito Iva, che deriva da un evento esterno di origine internazionale, finisce esso stesso per contribuire alla crescita dell'inflazione, che va a danno del reddito disponibile dei cittadini, col rischio di rimettere in moto la spirale tra prezzi e salari -: se il Governo non ritenga, alla luce di tutte le premesse richiamate, decidere una forte e significativa riduzione dell'accisa sui carburanti, almeno dell'ordine di 100-150 lire al litro, per sterilizzare in parte non irrilevante la crescita del prezzo dei carburanti alla pompa e, quindi, quella piu' generale dei prezzi al consumo, dato il livello record degli incassi tributari 1999 e data, in particolare, la lievitazione del gettito Iva indebitamente derivante dai meccanismi di mercato sopra descritti. (2-02249)