Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/05168 presentata da DELMASTRO DELLE VEDOVE SANDRO (ALLEANZA NAZIONALE) in data 20000222
Al Ministro delle comunicazioni. Per sapere - premesso che: la direzione regionale piemontese delle Poste Spa ha annunciato di avere in programma una drastica riduzione del numero degli uffici postali nel Canavese; in particolare, su Il Giornale di venerdi' 18 febbraio 2000, inserto regionale, pagina 6, e' riportata una preoccupante dichiarazione del direttore Dottor Carlo De Donato che testualmente recita: 'Gli unici sportelli in attivo sono quelli che servono un'utenza superiore ai 10 mila abitanti. La realta' canavesana e', purtroppo, la piu' disastrata dell'intero territorio piemontese e richiede una radicale riorganizzazione'; sulla questione e' intervenuto puntualmente e doverosamente l'assessore alla montagna della regione Piemonte Roberto Vaglio il quale, contrastando il progetto espresso dalla direzione regionale delle Poste, ha proposto, in alternativa, l'utilizzo allargato dei piccoli uffici postali ricordando i risultati positivi che tale esperimento ha offerto nella realta' cuneese; il richiamo del concetto di 'sportelli in attivo', proveniente dalla direzione regionale delle poste, tradisce una impostazione che, certo non imputabile a scelte regionali ma rispondente a criteri nazionali, e' in netto contrasto con il concetto di servizio pubblico che, fermo restando il dovere di essere gestito con criteri di economicita', non puo' mai rispondere al concetto astratto di logica aziendale che pone al centro dell'attenzione imprenditoriale il cosiddetto 'attivo'; per di piu' il progetto espresso dalla direzione regionale per il Canavese appare in contrasto con la vigente normativa sulla montagna che rende obbligatorio il mantenimento dei servizi presenti sul territorio montano, anche al fine di evitare l'ulteriore spopolamento e di favorire soprattutto la popolazione anziana che non puo' essere privata di un servizio essenziale; se non ritenga di dover intervenire presso la direzione regionale piemontese delle Poste al fine di bloccare il progetto di soppressione degli sportelli non 'in attivo', prevedendone semmai l'utilizzo allargato e comunque rispettando i canoni della vigente normativa a salvaguardia dei servizi nelle zone montane. (3-05168)